Leggere le email e spiare la casella altrui è reato
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20 Apr 2016
 
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Leggere le email e spiare la casella altrui è reato

La casella email è un sistema informatico per cui l’accesso abusivo non è solo una violazione della privacy.

 

Che la corrispondenza sia protetta dalla privacy e che, quindi, non possa essere spiata, è cosa nota perché lo dice la stessa nostra Costituzione [1], ma qual è lo specifico reato commesso da chi si intrufola nell’account di posta elettronica altrui e legge le relative email? Il chiarimento è appena venuto dalla Cassazione [2] secondo cui compie un accesso abusivo a sistema informatico [3] chi spia tra la posta elettronica di un altro soggetto, benché sia coperta da password.

 

Secondo la pronuncia, anche l’account di posta elettronica può essere inquadrato come un “sistema informatico”, circostanza sulla quale prima si dubitava, ritenendosi detta definizione destinata più che altro a programmi per computer, hardware o a piattaforme apposite. Così ridefinita (e ampliata) tale nozione, chi legge le email di altri soggetti protette da password rischia la reclusione fino a tre anni. Se poi il colpevole, dopo aver spiato nella posta elettronica della vittima, provvede anche a cancellarla è passibile di reclusione fino a cinque anni.

 

Insomma, non solo una comune violazione della privacy a carico di chi entra nella casella email altrui, ma il più grave reato di accesso abusivo a sistema informatico. Il legislatore – sostiene la Corte – ha voluto dare una definizione ampia di tale concetto in quanto spinto dalla necessità di tutelare nuove forme di aggressione alla sfera personale, rese possibili dalla sviluppo della scienza.

 

Pertanto – si legge nella sentenza – il sistema informatico non è solo un complesso di elementi fisici (hardware) ed astratti (software) che compongono un apparato di elaborazione dati, ma vi rientra anche l’account email nel momento in cui sia protetto da password. A militare a favore di tale testi, peraltro, c’è la stessa Convenzione di Budapest che appunto ribadisce la segretezza delle email.

 

La casella di posta elettronica altro non è che uno spazio di memoria di un sistema informatico destinato alla memorizzazione di messaggi o informazioni di altra natura (video, messaggi) di un soggetto identificato da un account registrato presso un provider. E l’accesso a questo spazio di memoria rappresenta senz’altro un accesso a sistema informatico di cui la casella è un semplice elemento.


[1] Art. 15 Cost.

[2] Cass. sent. n. 13057/2016.

[3] Art. 615 ter cod. pen.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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