Con quale frequenza si può prelevare dal conto
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20 Apr 2016
 
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Redazione
 


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Con quale frequenza si può prelevare dal conto

Ogni quanto tempo è lecito effettuare un prelievo in banca dallo sportello o dal bancomat?

 

Effettuare un prelievo dal conto corrente in banca o alle poste è un’operazione estremamente semplice, cui peraltro la legge non pone alcun limite o vincolo. Tuttavia, è bene conoscere alcune regole di prudenza, sia per dipanare una serie di dubbi e di “leggende metropolitane” che circolano in merito, sia per evitare possibili problemi con il fisco. Risponderemo, quindi, ad alcune delle domande più frequenti che vengono puntualmente fatte sull’argomento.

 

 

È possibile prelevare al di sopra di 3000 euro?

In Italia non esiste un limite di importo che può essere prelevato dal conto corrente. Non è corretto, quindi, sostenere che si possa prelevare più di tremila euro a condizione che ciò avvenga a più riprese. In un’unica operazione, il correntista potrebbe anche prelevare più di 3.000 euro.

 

Come noto, la legge di Stabilità 2016 ha elevato il tetto del contante da 1.000 a 3.000 euro: fino a 2.999,99 euro si può utilizzare il denaro cash mentre, al di sopra di tale soglia, bisogna valersi di strumenti tracciabili come il bonifico o il pagamento con carte di credito o di debito (bancomat). Questo limite però vale solo per gli spostamenti di denaro tra soggetti diversi (anche se appartenenti allo stesso nucleo familiare). Non vale, invece, nel caso di prelievi o versamenti dal e sul conto corrente, in quanto il denaro non passa di proprietà ma resta sempre nella titolarità del correntista (che prima ne aveva affidato solo la custodia alla banca o alla posta).

 

Concludendo, il correntista può prelevare, in un colpo solo, anche tutto l’ammontare di denaro depositato in conto, benché sia superiore a 3.000 euro. Il dipendente allo sportello non può impedire tali operazioni. Ci risulta, tuttavia, che spesso, nella pratica, i dipendenti della banca o delle poste frappongano una serie di ostacoli, avvisando il correntista che, qualora superi la soglia di 3.000 euro, scatta una segnalazione per riciclaggio di denaro. Nulla di più falso.

È vero che, per gli importi superiori a 12.500 euro vi è il divieto di trasferire somme di denaro senza un intermediario abilitato (come appunto la banca), il che è richiesto dalla normativa sull’antiriciclaggio. Oltre a ciò, è anche vero che per prelievi di consistenti somme di denaro, la banca è tenuta solo a chiedere al correntista l’uso che egli intende fare di tale denaro e, laddove l’operazione dovesse risultare sospetta, dovrebbe segnalarlo all’UIF (unità di informazione finanziaria) che, a sua volta, potrebbe (nei casi più gravi) segnalarlo alla Procura della Repubblica per le indagini. Insomma, l’eventualità è remota e, soprattutto, confinata ai casi più torbidi.

 

 

Con quale frequenza è possibile prelevare dal conto?

La risposta alla prima domanda implica anche una risposta a quest’altra: se non vi sono limiti al prelievo di contanti, non ve ne sono neanche alla frequenza del prelievo, che ben potrebbe avvenire giornalmente, settimanalmente, mensilmente o anche più volte nell’arco della stessa giornata (salvo, in caso di utilizzo del bancomat, il limite imposto alla carta per ragioni di sicurezza).

 

 

Che problemi possono sorgere se prelevo somme elevate?

L’unico problema che potrebbe sorgere, per chi preleva consistenti somme di denaro – a prescindere, quindi, dal limite di tracciabilità di 3.000 euro – è quello di un controllo fiscale. Come abbiamo infatti spiegato in “Il prelievo dal conto senza indicazione del beneficiario è evasione”, potrebbe capitare (e con gli imprenditori è molto frequente) che l’Agenzia delle Entrate chieda giustificazione circa la destinazione del denaro e, se il contribuente non la fornisce, potrebbe subire un accertamento per evasione fiscale. Infatti, il prelievo di consistenti somme di denaro si presume essere effettuato ad uso investimento e, in quanto tale, suscettibile di procurare altro reddito: la mancata tracciabilità di tale spostamento è dunque una presunzione di “nero”. Certo, questa regola non si applica al prelievo di poche centinaia di euro effettuate per fare la spesa, anche se la frequenza del prelievo è piuttosto costante (due o tre volte a settimana). Non esistendo, in merito, una norma o una regola generale, l’opportunità di un accertamento va valutata caso per caso, sulla base del reddito del contribuente e del tenore di vita da questi sostenuto.

Ecco perché, a prescindere dal superamento della soglia di utilizzo del denaro contante (che come detto non è di ostacolo al prelievo dal conto), è sempre consigliabile – quando il denaro debba essere destinato a uno specifico acquisto – effettuare un bonifico o pagamenti con assegno o carta di credito.


Autore immagine: 123rf com

 


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