Spinta di uno studente: la scuola non è tenuta a risarcire il danno
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20 Apr 2016
 
L'autore
Simone Melina
 


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Spinta di uno studente: la scuola non è tenuta a risarcire il danno

Nessuna responsabilità dell’istituto scolastico in caso di infortunio all’allievo nell’ora di educazione fisica.

 

Non sempre l’alunno che si fa male nell’ora di educazione fisica può chiamare in causa la scuola per ottenere il risarcimento del danno. Esistono, a riguardo, delle regole elaborate dalla giurisprudenza che è bene conoscere per evitare cause temerarie.

 

Quando iscriviamo a scuola i nostri figli, si instaura con l’istituto, un rapporto contrattuale da cui sorge a carico di quest’ultimo, il dovere di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità degli allievi nel tempo in cui gli stessi usufruiscono delle prestazioni e dei servizi messi a disposizione della scuola medesima.

La scuola deve garantire tutela e sicurezza agli studenti, predisponendo una serie di accorgimenti che tengano in considerazione diversi aspetti, quali per esempio l’età degli allievi, l’esistenza di lavori per la manutenzione degli edifici che possano determinare l’insorgenza di pericoli, la circolazione di personale autorizzato estraneo alla scuola.

Inoltre, non solo l’istituto scolastico è tenuto a vigilare sugli allievi, ma anche gli insegnanti sono tenuti a sorvegliare gli stessi sia durante le ore di lezioni sia per tutto il tempo in cui i ragazzi si trovino all’interno della scuola.

 

Si potrebbe quindi pensare, per esempio che, durante l’ora di educazione fisica, se un ragazzo tira accidentalmente una spinta al proprio compagno durante una partita di calcetto, sicuramente la scuola e l’insegnante siano tenuti a risarcire il danno subito a seguito dell’infortunio, perché il nostro codice civile prevede una responsabilità in capo agli stessi [1].

L’allievo infortunato dovrà dimostrare che l’incidente sia frutto di un vero e proprio illecito che si è verificato quando egli era sotto la vigilanza della scuola e dell’insegnante e che pertanto, seppur siano state predisposte tutte le cautele necessarie ad evitare il danno, essi non siano comunque riusciti ad evitarlo.

 

Ebbene non è propriamente così. È vero che l’istituto scolastico deve garantire tutela e sicurezza agli studenti mettendo in opera tutta una serie di accorgimenti tali da evitare possibili danni ed è altrettanto vero che l’insegnate non deve mai perdere di vista i propri allievi durante le proprie ore di lezione. Ma è altresì vero che vi sono incidenti imprevedibili. Nel caso di infortunio provocato da una spinta, durante una lezione di educazione fisica, tirata da uno studente nei confronti di un altro studente, la scuola, come l’insegnante, non possono essere considerati responsabili del danno subito, in quanto, seppur si abbia predisposto tutte le cautele necessarie, non possono prevedere ed evitare questo genere di incidenti [2].

 

 

La vicenda

Uno studente, durante una partita di calcetto nell’ora di educazione fisica a scuola, nel bel mezzo di un’azione di gioco spinge accidentalmente un compagno facendolo cadere a terra, con la conseguenza immediata di una frattura al naso.

I genitori dello studente infortunato decidono quindi di chiedere alla scuola un risarcimento per il danno subito.

La scuola si difende dichiarando di non essere responsabile del danno subito dallo studente in quanto ha predisposto tutte le necessarie cautele per tutelare gli allievi e che l’infortunio del ragazzo deriva da un’azione di gioco, quindi un evento imprevedibile ed inevitabile.


[1] Art. 2048 cod. civ. che prevede “i precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza”.

[2] Cass. sent. n. 68447/2016.

 


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