Assegno di assistenza sociale e pensione di inabilità: vale il cumulo?
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20 Apr 2016
 
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Assegno di assistenza sociale e pensione di inabilità: vale il cumulo?

Il reddito da prendere in considerazione per l’assegno di assistenza è quello individuale dell’aspirante beneficiario, mentre per la pensione di inabilità si deve considerare il reddito dell’aspirante in cumulo con quello del coniuge.

 

Con una recente sentenza [1] la Cassazione è tornata a ribadire la sostanziale differenza nel sistema del calcolo del reddito ai fini del riconoscimento della pensione di inabilità e quella per l’assegno di assistenza sociale:

 

  • per la pensione di inabilità, il reddito da prendere in considerazione è in cumulo con quello dell’eventuale coniuge,
  • per l’assegno di assistenza si considera invece solo il reddito individuale (rilevanti ai fini IRPEF).

 

Ricordiamo che per l’anno 2016 [2] il limite del reddito annuo necessario per aver diritto all’assegno mensile in favore dei mutilati e degli invalidi civili è di 16.532,10 euro, calcolati agli effetti dell’IRPEF; resta escluso il reddito percepito da altri componenti del nucleo familiare di cui il soggetto interessato fa parte. In pratica, per verificare il rispetto del tetto dei 16.532,10 euro, non si deve sommare, al reddito del beneficiario, anche quello degli altri familiari; è necessario, al contrario, tenere conto solo del reddito del beneficiario. Per la pensione di inabilità resta invece ferma la regola del cumulo dei redditi.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – L, ordinanza 11 febbraio – 18 aprile 2016, n. 7698
Presidente Curzio – Relatore Pagetta

Fatto e diritto

La causa è stata chiamata all’adunanza in camera di consiglio dell’i 1 febbraio 2016, ai sensi dell’art. 375 cod. proc. civ., sulla base della seguente relazione redatta a norma dell’art. 380 bis cod. proc.civ.: “La Corte di appello di Lecce, in parziale accoglimento dell’appello proposto da T.A. avverso la sentenza di primo grado che aveva respinto la sua domanda intesa al conseguimento della pensione di inabilità di cui all’art. 12 della legge n. 118 del 1971 e, in subordine, dell’assegno di assistenza di cui all’art. 13 1. cit., ha dichiarato il diritto dell’appellante a quest’ultima prestazione con decorrenza dal 28.6.2013 ed ha condannato l’INPS alla relativa erogazione oltre accessori.
Il giudice di appello, premesso che in base alla condivisibile consulenza tecnica d’ufficio rinnovata in secondo grado, la T. , a decorrere dal 15.9.2008, risultava affetta da un complesso invalidante che comportava la riduzione della capacità lavorativa in misura pari alP80%, ha ritenuto che la prestazione ex art. 13 della legge n. 118 del 1971 potesse essere riconosciuta solo con decorrenza dal 28.6.2013, data di entrata in vigore

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[1] Cass. ord. n. 7698/2016 del 18.04.2016.

[2] Art. 14-septies, co. 5, d.l. n. 663/1979 e succ. modifiche.

 


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