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Lo sai che? Pubblicato il 20 aprile 2016

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Lo sai che? PCT: gli allegati vanno depositati in forma cartacea

> Lo sai che? Pubblicato il 20 aprile 2016

Processo civile telematico: il giudice subordina la concessione della provvisoria esecuzione all’adempimento di norme abrogate.

Se si riforma un sistema, non si può mettere alla guida del nuovo modello le stesse persone che hanno fatto fallire quello precedente. Una massima che ci torna in mente nel leggere l’ordinanza del tribunale di Busto Arsizio [1] – in passato noto per pregevoli precedenti – che questa volta calpesta, mortifica e cancella il senso del processo civile telematico. Il giudice rigetta una richiesta di provvisoria esecuzione di un decreto ingiuntivo, avanzata dal creditore alla prima udienza, solo perché quest’ultimo aveva depositato gli allegati alla comparsa di risposta in formato digitale e non cartaceo. In buona sostanza, il giudice “multa” l’avvocato per aver rispettato le regole del PCT. Possibile?

Se non ci credete leggete il testo originale qui. La motivazione è davvero sensazionale: per quanto riguarda i documenti allegati alla comparsa di risposta – si legge nell’ordinanza – “un giudice, per decidere, usa sottolineare ed utilizzare brani rilevanti dei documenti nonché, questo stesso giudice, piegare le pagine dei documenti così da averne pronta disponibilità quando riflette sulla decisione” in modo da non perderne il filo. Nel caso del deposito telematico però il magistrato, non può “sottolineare lo schermo del computer” né può porre le “orecchiette allo schermo per segnalare le pagine rilevanti dei documenti”. Così, ritenendo di non poter neanche stampare i relativi documenti “per non addossare il relativo costo delle copie allo Stato”, il giudice preferisce rigettare la richiesta del creditore di provvisoria esecuzione e rinviare l’udienza per il prosieguo. Nel frattempo il tribunale ordina al creditore – a sue spese – di depositare in formato cartaceo i documenti allegati al ricorso per decreto ingiuntivo e alla comparsa di risposta. Un “ordine”, evidentemente, che non ha alcun appiglio nella legge: il giudice subordina la concessione della provvisoria esecuzione all’adempimento di norme ormai abrogate.

note

[1] Trib. Busto Arsizio, ord. dell’8.04.2016.

Autore immagine: 123rf com

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