Part time, quando ho diritto alla maggiorazione?
Lo sai che?
1 Giu 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Part time, quando ho diritto alla maggiorazione?

Contratto di lavoro a tempo parziale: diritto alla maggiorazione per le ore lavorate in più non straordinarie.

 

Non tutti sanno che, se si ha un contratto di lavoro part-time e l’azienda chiede di lavorare per più ore rispetto a quelle normalmente previste, spetta una maggiorazione della paga. Anche il lavoro supplementare, dunque, come lo straordinario, è pagato in misura maggiore: ci sono, però, delle distinzioni da fare, a seconda del contratto collettivo applicato e degli accordi presi tra dipendente e datore di lavoro.

 

 

Lavoro supplementare e straordinario

Chiariamo, innanzitutto, la differenza tra lavoro supplementare e lavoro straordinario:

 

– il lavoro straordinario è quello prestato oltre il normale orario lavorativo (solitamente pari a 40 ore settimanali, a meno che il contratto collettivo applicato non ne preveda una quantità minore);

 

– il lavoro supplementare è invece quello prestato oltre l’orario part time concordato: ad esempio, se tizio ha un orario a tempo parziale che prevede la prestazione lavorativa per 20 ore settimanali e nel lavora 24, le 4 ore in più sono considerate lavoro supplementare.

 

Fatta questa importante precisazione, vediamo che cosa prevede la normativa al riguardo del pagamento del lavoro supplementare.

 

 

Maggiorazione per lavoro supplementare

In primo luogo, il Testo unico dei contratti di lavoro [1] prevede che se non esiste, nel contratto collettivo, alcuna previsione in merito al lavoro supplementare, questo deve essere retribuito con una maggiorazione pari al 15% (della retribuzione globale oraria di fatto), e non può essere effettuato per oltre il 25% dell’orario contrattuale settimanale concordato.

Ad esempio, se Tizio ha un contratto part time pari a 20 ore settimanali, non potrà svolgere lavoro supplementare per più di 5 ore settimanali.

Inoltre il lavoratore può legittimamente rifiutarsi di prestare lavoro supplementare se giustificato da comprovate esigenze lavorative, di salute, familiari o di formazione professionale. Il rifiuto di prestare lavoro supplementare non costituisce mai una giusta causa di licenziamento.

 

 

Lavoro supplementare e clausole elastiche

Il Testo unico dei contratti prevede anche che lavoratore ed azienda possano stipulare degli accordi che consentono la variazione della collocazione temporale della prestazione lavorativa o l’aumento delle ore: si tratta delle cosiddette clausole elastiche.

Il dipendente ha comunque diritto a un preavviso di due giorni lavorativi, salvo diversi accordi migliorativi, ed a specifiche compensazioni (maggiorazione della retribuzione e/o riposi compensativi) secondo quanto previsto dai contratti collettivi.

Se il contratto collettivo applicato non disciplina le clausole elastiche, queste possono essere pattuite per iscritto davanti alle commissioni di certificazione. In questo caso il dipendente ha diritto ad una maggiorazione del 15% della retribuzione oraria globale di fatto.

Le clausole elastiche devono sempre prevedere, a pena di nullità, le condizioni e le modalità con le quali il datore di lavoro può modificare la collocazione temporale della prestazione e variarne in aumento la durata, nonché la misura massima dell’aumento: bisogna comunque considerare che l’aumento non può eccedere il limite del 25% della normale prestazione annua a tempo parziale e che il preavviso minimo deve essere pari a due giorni lavorativi.

 

 

Lavoro supplementare: maggiorazioni previste dai contrati collettivi

Vediamo ora che cosa prevedono i principali contratti collettivi in merito al lavoro supplementare.

 

Contratto Collettivo

Applicato
Misura massima di Lavoro Supplementare consentito
Maggiorazione della retribuzione
CCNL Alimentare 80% della durata dell’orario contrattuale del singolo dipendente -15%:
– 30%:
Sono però applicabili accordi aziendali con trattamenti complessivamente di miglior favore
CCNL

Autotrasporto
30% della durata dell’orario contrattuale annuo del singolo dipendente – 18%: entro il limite annuale
– 40%:oltre il limite annuale.
CCNL Chimica – fino a 4 ore al giorno: 50%
– fino a 5 ore al giorno: 30%
– fino a 6 ore al giorno: 20%
– oltre 6 ore al giorno: 10%
– 10%: entro il limite
– 50%:oltre il limite.
CCNL Grafica /Editoria 20% della durata dell’orario contrattuale annuo del singolo dipendente – 20%: in ogni caso, salvo si ecceda il normale orario giornaliero (in quest’ipotesi sarà ovviamente dovuto lo straordinario).
CCNL Legno/ Arredamento Sino al normale orario full time (8 ore al giorno, 40 ore settimanali) – 20%: in ogni caso.
CCNL Metalmeccanica Sino al 50% della durata dell’orario contrattuale annuo del singolo dipendente – 10%: entro il limite
– 20%:oltre il limite.
CCNL Commercio Terziario Sino al normale orario full time (40 ore settimanali) – 35%: in ogni caso.
CCNL Tessile/ Abbigliamento/ Confezioni Sino al normale orario full time (40 ore settimanali) – 24%: in ogni caso.
CCNL Turismo Sino a 180 ore annue – 30%: in ogni caso.

 

In certi contratti notiamo che la maggiorazione prevista è minore del 15% e che l’aumento rispetto all’orario part time è maggiore rispetto al 25%: questo non viola le disposizioni normative, in quanto il Testo unico dei contratti regolamenta il caso in cui gli accordi collettivi nulla prevedano.

Eventuali contratti collettivi territoriali e aziendali possono comunque derogare in meglio le previsioni dei contratti collettivi nazionali.


[1] Art. 6, D.lgs 81/2015.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti