Disoccupazione Asdi, quando si perde l’assegno?
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2 Mag 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Disoccupazione Asdi, quando si perde l’assegno?

Ultimi chiarimenti dell’Inps sull’assegno di disoccupazione Asdi: requisiti di reddito, stato di disoccupazione, partecipazione alle attività di politiche attive del lavoro.

 

L’assegno di disoccupazione Asdi è molto difficile da ottenere e facile da perdere: è quanto emerge dagli ultimi chiarimenti dell’Inps sulla spettanza ed il mantenimento del beneficio.

In particolare, influiscono sul diritto all’assegno non solo dei rigidi requisiti di reddito, ma anche la mancata partecipazione alle iniziative volte alla rioccupazione del lavoratore, come attività formative e di orientamento.

 

 

Asdi: che cos’è e a chi spetta

Ricordiamo innanzitutto che cos’è l’Asdi e quali sono i beneficiari: si tratta di un’indennità di disoccupazione che spetta per un massimo di 6 mesi a chi ha “esaurito” la Naspi, in presenza di determinati requisiti. L’interessato, in particolare, oltre ad aver terminato la fruizione della Naspi:

 

– deve possedere lo stato di disoccupazione e aver sottoscritto col centro per l’impiego il patto di servizio;

 

– non deve aver richiesto la Naspi anticipata in un’unica soluzione;

 

– deve far parte di un nucleo familiare con almeno un minorenne (anche non figlio del richiedente), oppure deve avere almeno 55 anni di età;

 

– non deve possedere i requisiti per l’assegno sociale, la pensione anticipata o di vecchiaia;

 

– deve avere un Isee non superiore a 5.000 euro;

 

– non deve aver percepito Aspi o Mini Aspi (le vecchie indennità di disoccupazione) sino al 31 dicembre 2015;

 

– non deve aver percepito 20 mesi di Asdi nel quinquennio precedente;

 

– non deve aver percepito 6 mesi di Asdi nell’anno precedente.

 

L’assegno ammonta al 75% della Naspi.

 

 

Asdi: quando si perde

Come abbiamo detto, il beneficio dell’Asdi è difficile da ottenere, visti i requisiti restrittivi per la spettanza, ma anche da mantenere. Elenchiamo di seguito i casi in cui si perde l’assegno:

 

– il lavoratore si assenta per 3 volte alle convocazioni o agli appuntamenti previsti nel patto di servizio (alla prima assenza il trattamento mensile è decurtato di ¼, alla seconda una mensilità è decurtata);

 

– il lavoratore si assenta per 2 volte alle iniziative di orientamento attivate nei suoi confronti (alla prima assenza perde una mensilità dell’Asdi);

 

– il lavoratore perde lo stato di disoccupazione ( ad esempio per rioccupazione come lavoratore dipendente a tempo indeterminato con reddito superiore a 8000 euro annui, nuova attività di lavoro autonomo con introiti annui superiori a 4800 euro);

 

– il lavoratore raggiunge i requisiti utili alla pensione;

 

– il lavoratore acquisisce il diritto alla pensione o all’assegno ordinario d’invalidità (ma può optare per l’Asdi, se più favorevole);

 

– il lavoratore inizia un’attività subordinata, autonoma o d’impresa senza comunicarlo all’Inps entro 30 giorni (col modello Asdi- Com), a meno che la durata del rapporto sia inferiore ai 6 mesi.

 

 

Asdi: quando si sospende

In altri casi l’assegno non è definitivamente perso ma viene sospeso:

 

– mancato aggiornamento della dichiarazione Isee (Dsu) entro il 31 gennaio dell’anno di percezione della prestazione: l’erogazione in questo caso è sospesa dal 1° febbraio;

 

nuova occupazione a tempo determinato inferiore a 6 mesi con reddito annuo superiore a 8.000 euro;

 

– nuova attività lavorativa subordinata di durata inferiore ai 6 mesi in mancanza di presentazione della comunicazione all’Inps entro 30 giorni;

 

– scadenza del periodo di validità dell’Isee corrente, se entro i successivi 2 mesi non si presenta una nuova dichiarazione Isee.

 

 

Asdi e attività lavorativa

Non sempre l’avvio di una nuova attività lavorativa fa perdere l’Asdi. L’assegno resta, infatti, se:

 

– il lavoratore è rioccupato a tempo indeterminato con soglia di reddito annuo inferiore a 8000 euro;

– il lavoratore è rioccupato a tempo determinato, con contratto superiore a 6 mesi, con soglia di reddito annuo inferiore a 8000 euro;

– il lavoratore svolge attività di lavoro autonomo con soglia di reddito annuo inferiore a 4800 euro.

 

In questi casi, però, l’Asdi è ridotto in misura pari all’80% del reddito risultante dalla nuova attività lavorativa.


 


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