Affitto: se il locatore non registra il contratto, inquilino responsabile
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21 Apr 2016
 
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Affitto: se il locatore non registra il contratto, inquilino responsabile

Agenzia delle Entrate: responsabilità solidale tra padrone di casa e conduttore se il primo non registra entro 30 giorni il contratto di locazione.

 

Se il locatore non ha registrato il contratto di affitto, l’Agenzia delle Entrate può chiedere l’imposta anche all’inquilino. È quanto precisato ieri dalla stessa Agenzia a seguito di una richiesta di chiarimenti avanzata dal Sole24Ore. Ma procediamo con ordine.

 

Benché la legge di Stabilità del 2016 abbia stabilito che a registrare l’affitto debba essere (solo) il locatore entro 30 giorni dalla firma del firma del contratto, ciò non toglie che, in caso di suo inadempimento, sia responsabile anche l’inquilino (si tratta di responsabilità solidale). Pertanto, l’Agenzia delle Entrate può richiedere il pagamento dell’imposta anche a quest’ultimo, indifferentemente dal fatto che la registrazione sia obbligo del primo.

 

Il dubbio interpretativo era più che fondato. La riforma, entrata in vigore a partire dal 1° gennaio 2016, prevede che spetti al padrone di casa effettuare la registrazione del contratto nel termine perentorio di 30 giorni, dandone “documentata comunicazione”, nei successivi 60 giorni, al conduttore e all’amministratore del condominio, in quest’ultimo caso per la corretta tenuta dell’anagrafe condominiale. La mancata registrazione dell’affitto nei termini suindicati comporta la nullità del contratto. Tuttavia – secondo le Entrate – ciò non modifica la disciplina tributaria: il che significa che resta immutata (così come prima della riforma era già) la responsabilità solidale di locatore e conduttore, nei riguardi del fisco, per il caso di mancato versamento dell’imposta di registro. Il fisco può quindi procedere alla riscossione delle somme indifferentemente nei confronti dell’uno o dell’altro.

 

Potrebbe sembrare un controsenso imporre un obbligo in capo a un soggetto e, in caso di inadempimento, rendere responsabile anche un altro estraneo a tale obbligo. Ne dovrebbe allora derivare, come logica conseguenza, che se nei 30 giorni dalla firma del contratto il locatore non ha provveduto alla registrazione, sarebbe onere dell’inquilino adempiervi, non potendo l’ufficio negargli il diritto a farlo.

 

Le conseguenze sul contratto derivanti dall’inadempimento del locatore non inficiano, secondo le Entrate, la possibilità per tutti i soggetti solidalmente obbligati alla registrazione di procedere al ravvedimento operoso per mitigare le sanzioni applicabili. Queste ultime vanno dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con riduzione alla metà (dal 60% al 120% con un minimo di 2.000 euro) in caso di registrazione effettuata con ritardo non superiore a 30 giorni [1].

 

Stesso discorso vale per la proroga tacita del contratto di affitto: anch’essa va comunicata, a cura delle parti, all’agenzia delle Entrate entro 30 giorni dal suo verificarsi e il ritardo nel pagamento comporta la sanzione (ravvedibile) pari al 30% dell’imposta dovuta.


[1] Art. 69, Dpr 131/1986, come modificato, dal 1° gennaio scorso, dall’art. 18 del Dlgs 158/2016.

 

Autore immagine: pixabay.com

 


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