Solo gli psicologi iscritti all’albo possono fare consulenza
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21 Apr 2016
 
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Solo gli psicologi iscritti all’albo possono fare consulenza

Reato di esercizio abusivo della professione per lo psicosomatista: la consulenza è riservata al professionista abilitato.

 

In materia di patologie di natura psicologica, anche la semplice consulenza può essere fatta soltanto da uno psicologo iscritto all’albo. Vista la delicatezza degli interventi, infatti, è sempre necessario essere laureati e specializzati in psicoterapia, dal momento che sono molto rigidi i paletti posti dalla legge [1] a questa delicata professione. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [2].

 

Diffidate dalle imitazioni: le definizioni parallele, che non parlano di “psicologo”, non hanno valore legale. E anzi, fanno scattare il reato di esercizio abusivo della professione. Nel caso di specie, il soggetto condannato si era definito “psicosomatista”, sciorinando una serie di titoli sul proprio sito internet.

 

Tutte le patologie di natura psicologica – dall’ansia fino alle ricadute emotive dell’obesità – sono riservate agli psicologi, anche se si tratta di un semplice consulto e non di una tradizionale seduta con tanto di diagnosi e cura. Le sedute invece risultano fondate sul dialogo e chi sta dall’altra parte della scrivania fa da guida fornendo indicazioni per la prevenzione del disagio o addirittura la guarigione del paziente.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 15 marzo – 21 aprile 2016, n. 16562
Presidente Conti – Relatore Mogini

Ritenuto in fatto

1. S.C. ricorre per mezzo del suo difensore di fiducia avverso la sentenza in epigrafe, con la quale la Corte di appello di Bologna ha confermato la sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Ravenna in composizione monocratica il 17.4.2013 in ordine al reato di cui all’art. 348 cod. pen. contestato alla ricorrente per avere – qualificandosi come “psicosomatista di impresa” e pubblicizzando la propria attività sul sito Internet “psicosomatista.com” – esercitato abusivamente una professione intimamente connessa con quella di psicologo, il cui esercizio è riservato dalla legge ai laureati in Psicologia regolarmente iscritti al relativo albo”.
2. La ricorrente deduce:
A) Violazione di legge per travisamento dei fatto. La stessa contestazione si riferirebbe ad una professione “intimamente connessa” a quella propria dello psicologo e i giudici di merito avrebbero senza alcun fondamento probatorio ritenuto l’esercizio abusivo della professione di psicologo ed escluso che la ricorrente abbia esercitato, come da essa coerentemente sostenuto, l’esercizio della distinta attività di

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[1] Legge 56/1989.

[2] Cass. sent. n. 16562/2016.

 

Autore immagine: pixabay.com

 


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