Cartella Equitalia: illegittima se il ruolo non è sottoscritto
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2 Mag 2016
 
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Maria Monteleone
 


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Cartella Equitalia: illegittima se il ruolo non è sottoscritto

La cartella può essere emessa solo dopo che il ruolo è stato reso esecutivo con la sottoscrizione: onere della prova a carico di Equitalia.

 

Equitalia può emettere la cartella esattoriale solo se il ruolo è stato reso esecutivo, cioè se è già stato sottoscritto o validato. Difatti, il ruolo diventa esecutivo solo dopo la sottoscrizione o la validazione, formando il presupposto dell’emissione della cartella esattoriale.

 

Ricade sull’agente della riscossione l’onere di provare che il ruolo è stato reso esecutivo e che la cartella è quindi legittima. La cartella infatti deve indicare non solo che il ruolo è stato reso esecutivo in una determinata data ma anche che la riscossione è stata avviata successivamente alla sottoscrizione (che ha reso appunto esecutivo il ruolo stesso). È quanto affermato da una recente sentenza della Commissione Tributaria di Caltanissetta [1].

 

La legge prevede che il ruolo (cioè l’elenco dei debitori e delle relative somme dovute) è formato dall’ufficio delle imposte per ciascun comune del distretto e per ciascuna imposta ed è sottoscritto, anche mediante firma digitale, dal titolare dell’ufficio medesimo o da un suo delegato.

Ciò vuol dire che i ruoli, pur se non tributari, si intendono formati e resi esecutivi anche mediante la validazione dei dati in essi contenuti, eseguita, anche in via centralizzata, dal sistema informativo dell’amministrazione creditrice.
Pertanto, il ruolo soltanto dopo la sottoscrizione o la validazione diventa esecutivo, formando il presupposto dell’emissione della cartella esattoriale.
La verifica del presupposto assume, pertanto, valore fondamentale ai fini della declaratoria di legittimità/illegittimità della cartella esattoriale.

 

Il contribuente deve essere messo in condizione di verificare se il ruolo, dal quale scaturisce la cartella, sia stato sottoscritto dal titolare dell’ufficio o da un suo delegato, quindi da soggetto munito di rappresentanza sostanziale dell’ente impositore ed istituzionalmente preposto alla sottoscrizione dei ruoli.

 

Nel nostro ordinamento tributario, l’Amministrazione Finanziaria, nell’accertamento dell’imposta, ha l’onere di esternare il titolo e le ragioni giustificative della pretesa tributaria, al fine di consentire al contribuente di valutare l’opportunità di prestare acquiescenza alla stessa oppure di impugnarla; ma, a seguito dell’impugnativa proposta dal contribuente, è però tenuta a provare il diritto vantato, fornendo in giudizio la dimostrazione di idonei elementi costitutivi dello stesso.

 

L’onere probatorio si pone in funzione del vantaggio che ciascuna parte ricava dalla dimostrazione dei fatti dedotti in giudizio, con la conseguenza che il creditore deve provare i fatti costitutivi della sua pretesa.
Se Equitalia o l’ente creditore, in sede di ricorso contro la cartella da parte del contribuente, non fornisce alcuna prova della legittimità del ruolo, esso deve ritenersi non esecutivo e la cartella impugnata è inficiata da nullità.


[1] CTP Caltanissetta, sent. n. 492/1/16 del 13.4.16.

[2] Art. 12 DPR 602/1973.

 

Autore immagine: 123f com

 


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