Avvocati: prepensionamento e agevolazioni per i giovani
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22 Apr 2016
 
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Avvocati: prepensionamento e agevolazioni per i giovani

Flessibilità in uscita: pensione già dal 65° anno di età con penalizzazione del 5% all’anno.

 

“Ponti d’oro” agli avvocati che si cancellano dall’albo per andare in pensione: è possibile usufruire di una flessibilità in uscita che dovrebbe incentivare l’addio alla professione con una sorta di prepensionamento. Rispettando infatti il criterio dell’anzianità contributiva da maturare (che, a regime, sarà di 35 anni nel 2021), l’avvocato può accedere prima alla pensione a partire dal 65° anno di età e con una penalizzazione dello 0,41% per ogni mese di anticipo (il 5% su base annua).

Lo ha chiarito ieri il Presidente di Cassa Forense nel corso di un’audizione alla Commissione bicamerale di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale. Insomma, un’uscita verso la pensione più elastica non solo per i lavoratori dipendenti, ma anche per i professionisti delle aule giudiziarie.

 

Inoltre, se il professionista iscritto può vantare “almeno 40 anni di anzianità contributiva, l’anticipazione, sempre risalendo, al massimo, al 65° anno di età, non comporterà” alcuna riduzione dell’importo del futuro assegno.

 

Per gli avvocati invece che hanno meno di 35 anni, sono previste una serie di agevolazioni:

 

– per favorire l’iscrizione alla Cassa Forense essi hanno diritto a una riduzione del 50% del contributo soggettivo minimo per i primi sei anni di iscrizione (l’ammontare è di 1.407,50 euro per il 2016);

 

– inoltre se l’avvocato ha un reddito inferiore ai 10.300 euro, per i primi otto anni di iscrizione il contributo soggettivo minimo viene ulteriormente ridotto alla metà (dando così diritto a sei mesi di anzianità contributiva); invece la seconda metà del versamento dovuto viene resa facoltativa: potrà cioè essere pagata entro gli otto anni dall’entrata negli elenchi della Cassa e se l’avvocato deciderà di saldare la quota avrà i residui sei mesi di anzianità contributiva [1];

 

– il contributo integrativo minimo non deve esser versato per i primi cinque anni di iscrizione. Il pagamento ammonta al 50% per i successivi quattro anni (nell’anno in corso la cifra è di 355 euro).


Autore immagine: 123rf com

 


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