Nuova pensione anticipata con prestito pensionistico, come funzionerà
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22 Apr 2016
 
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Noemi Secci
 


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Nuova pensione anticipata con prestito pensionistico, come funzionerà

Uscita dal lavoro con 3 anni di anticipo con prestito pensionistico: la nuova proposta di pensionamento attualmente allo studio.

 

Andare in pensione 3 anni prima della maturazione dei requisiti chiedendo un prestito da restituire in piccole rate: è questa la proposta di pensione anticipata attualmente allo studio. Sicuramente una boccata d’ossigeno per i tanti lavoratori costretti alla permanenza in attività dalla Legge Fornero [1], ma anche una buona soluzione per non intaccare le risorse pubbliche, già in sofferenza a causa del disavanzo del sistema previdenziale.

Vediamo ora, nel dettaglio, tutte le ipotesi di pensione anticipata con prestito pensionistico e che cosa potrebbe succedere prossimamente.

 

 

Prestito pensionistico dalle banche

La proposta allo studio in questi giorni prevede la possibilità di pensionarsi prima della maturazione dei requisiti previsti dalla Legge Fornero, con due o tre anni di anticipo rispetto all’età prevista per la pensione di vecchiaia. Il trattamento anticipato sarebbe ottenuto grazie a un prestito erogato dalle banche tramite l’Inps, che darebbe all’interessato il diritto  di percepire un importo uguale alla futura pensione sino alla data di raggiungimento dell’età pensionabile.

Il prestito dovrebbe essere poi restituito in piccole rate sulla pensione, in modo da penalizzare l’assegno per un importo non superiore al 3-4%.

Le banche sarebbero incentivate ad erogare il prestito col pagamento degli interessi da parte dello Stato, con garanzie da parte dello stesso o con altre tipologie di agevolazioni.

Il pagamento dei contributi dalla data dell’uscita dal lavoro alla data della pensione dovrebbe essere effettuato dall’Inps, tramite l’accredito di contribuzione figurativa, o dalle aziende. Quest’ultima è l’ipotesi che piace di più al Governo e che comporterebbe un minore esborso per le casse pubbliche.

Oltretutto, si pensa di offrire l’opzione del prestito pensionistico non alla generalità dei lavoratori, ma solo ai dipendenti delle aziende con un determinato numero di esuberi.

 

 

Prestito pensionistico dalle aziende

Una seconda ipotesi, che si era fatta strada nei mesi precedenti, è quella del prestito pensionistico a carico delle aziende.

Il prestito pensionistico, in pratica, sarebbe utilizzato al posto dei vecchi accordi d’esodo, per anticipare l’uscita dal lavoro dei dipendenti ai quali mancano circa 3 anni al pensionamento. L’azienda anticiperebbe la pensione al lavoratore, che poi dovrebbe restituire il prestito (ma non interamente) alla stessa impresa; una piccola parte dei costi, nei limiti delle risorse disponibili, sarebbe coperta dall’Inps, anche sotto forma di sgravio contributivo per il datore di lavoro.

Questa nuova opzione potrebbe interessare le grandi aziende, che utilizzano spesso le procedure d’esodo dei lavoratori: pur essendo vero che le spese per l’uscita anticipata dei dipendenti siano alte, è altrettanto reale il risparmio in termini di contributi e stipendi, grazie all’utilizzo di stagisti, apprendisti e di nuove assunzioni con sgravi contributivi.

Il discorso invece è più complicato per le piccole aziende, che sicuramente non avrebbero le risorse per garantire l’anticipo del trattamento.

Insomma, rispetto alla situazione attuale, che già prevede il prepensionamento con oneri a carico delle aziende con un massimo di 4 anni di anticipo (isopensione), poco cambierebbe.

 

 

Riforma pensioni: a quando?

Il prestito pensionistico è sicuramente uno dei pilastri, assieme alla pensione anticipata a 63 anni con penalizzazione, della nuova normativa di rinnovo della Legge Fornero: non è corretto, però, parlare di una vera e propria riforma delle pensioni. Molto probabilmente, difatti, si tratterà di “aggiustamenti” alla Legge Fornero che saranno approvati con la prossima Legge di stabilità: la riforma Fornero rimarrebbe comunque alla base della normativa previdenziale, in quanto considerata da Bruxelles un punto fermo intoccabile del cosiddetto “dossier Italia”.


[1] D.L. 201/2011.

 


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Commenti
23 Apr 2016 lunardi loriano

il prestito pensionistico sarebbe per chi ha un lavoro, e per i disoccupati oltre sessanteni ? calci sui denti !

 
26 Apr 2016 PAOLO MASSA

E’ UNA VERGOGNA !!!!
CHI POSSIEDE 40-41-42-43 ANNI DI CONTRIBUTI ED E’ UN LAVORATORE PRECOCE DEVE POTER ANDARE IN PENSIONE SENZA PENALIZZAZIONI E SENZA RICATTI DI ULTERIORI PRESTITI BANCARI O PREVIDENZIALI.
E’ UN FURTO!!!
CHE POI QUESTA SOLUZIONE DI PRESTITO PENSIONISTICO SIA UNA “BUONA SOLUZIONE” COME LA DEFINITE VOI, LA TROVO UNA DEFINIZIONE OFFENSIVA.