Andrea Iurato
Andrea Iurato
23 Apr 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Integratori alimentari: una guida per chi compra e per chi vende

Sempre più consumatori si affidano agli integratori alimentari e il mercato è in costante crescita. Una breve guida spiega cosa stabiliscono le norme che li regolano, quali sono gli obblighi di chi li vende e come può tutelarsi chi li compra.

 

Gli integratori alimentari vantano tante proprietà benefiche e possono davvero aiutarci a stare meglio. A volte però il mercato può nascondere truffe e pericoli per la salute dei consumatori: in questa guida sono indicati alcuni consigli per scegliere prodotti sicuri e di qualità.

 

Secondo gli ultimi dati disponibili, nell’ultimo anno in Italia si sono vendute 185 milioni di confezioni di integratori alimentari, per un valore di circa 2,6 miliardi di euro, con una crescita di circa il 7% rispetto ai numeri dello scorso anno [1], a conferma che si tratta di un settore che gode di piena salute ed è in costante crescita.

 

Le opportunità di guadagno però possono far gola a commercianti poco onesti, per cui è indispensabile che i consumatori stiano molto attenti negli acquisti, affidandosi a venditori affidabili e che forniscono informazioni chiare, per evitare truffe o – peggio – danni, anche gravi, alla propria salute.

Il mercato degli integratori è molto fiorente online, per cui in queste circostanze si dovrebbe prestare ancora più attenzione, specialmente se il sito è localizzato all’estero.

 

La legge obbliga i produttori e i venditori di integratori alimentari a rispettare alcune regole riguardo sia alla composizione dei prodotti sia alle informazioni che devono essere fornite ai consumatori sulle reali proprietà e sulle corrette modalità di assunzione.

Le informazioni obbligatorie devono essere fornite al consumatore attraverso l’etichetta e le pagine web usate per la vendita online.

 

Per prima cosa la legge obbliga il produttore e il venditore a indicare chiaramente sull’etichetta che il prodotto è un integratore alimentare, per non rischiare che il consumatore lo confonda con un normale alimento o con un medicinale [2].

 

È vietato indicare espressamente o suggerire che gli integratori sono indispensabili e che una dieta sana ed equilibrata non è sufficiente a garantire a ciascuno le sostanze nutritive di cui ha bisogno per stare in buona salute: ad esempio sarebbe ingannevole e vietata una pubblicità o un etichetta che dovessero affermare che un’alimentazione equilibrata non fornisce il quantitativo necessario di calcio e che quindi è indispensabile assumere integratori per ottenerlo.

 

È vietato anche indicare espressamente o suggerire che un integratore è in grado di curare o prevenire una malattia.

 

Le etichette e le pagine web devono inoltre indicare, oltre alle informazioni obbligatoriamente presenti in tutte le etichette alimentari:

 

  • il nome o la natura delle sostanze che caratterizzano l’integratore e che ne garantiscono l’effetto promesso;
  • l’indicazione chiara e non ingannevole dell’effetto nutritivo dell’integratore: ad esempio “favorisce l’equilibrio del peso corporeo”;
  • la dose giornaliera raccomandata;
  • l’avvertenza di non superare la dose giornaliera raccomandata;
  • l’indicazione espressa che gli integratori non sono sostituti di una dieta varia;
  • l’avvertenza di tenere il prodotto fuori dalla portata dei bambini minori di tre anni di età.

 

La legge europea [3] ha stabilito l’elenco, periodicamente aggiornato, delle vitamine e dei minerali che è possibile utilizzare per la produzione di integratori alimentari.

 

Il Ministero della salute ha invece stabilito l’elenco delle sostanze vegetali utilizzabili [4], associando a ciascuna le proprietà scientificamente provate. È vietato quindi utilizzare piante o parti di piante diverse da quelle contenute nell’elenco, così come associare ad una sostanza una proprietà non ammessa.

 

Un integratore alimentare non può essere venduto in Italia se il produttore non ha prima comunicato al Ministero della salute l’immissione in commercio del prodotto [5].

Nella comunicazione il distributore, che deve essere necessariamente europeo, deve allegare una copia dell’etichetta del prodotto, così da permettere al Ministero di verificare che gli ingredienti e le informazioni contenute nell’etichetta siano conformi alla legge.

 

Se il Ministero approva il prodotto, questo viene inserito in un apposito elenco, il Registro nazionale degli integratori alimentari, consultabile liberamente online dal sito del Ministero [6]. Ciascun consumatore o rivenditore può quindi verificare se un prodotto è legale o meno, così da evitare truffe e danni alla salute per il consumatore e sanzioni per il rivenditore.

Gli integratori prodotti in UE possono essere commercializzati subito dopo la notifica, senza necessità di attendere il giudizio del Ministero, mentre per i prodotti provenienti da Paesi non appartenenti all’UE è necessario attendere 90 giorni prima della vendita.


[1] Fonte: Federsalus – www.federsalus.it

[2] Art. 6, D. Lgs. n. 169/2004

[3] Allegati I e II, dir. 2002/46/CE

[4] D.M. 9 luglio 2012

[5] Art. 10, D. Lgs. n. 169/2004

[6] www.salute.gov.it

 

 

 


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