Niente imposta di registro sulle sentenze non oltre 1.033 euro
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22 Apr 2016
 
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Niente imposta di registro sulle sentenze non oltre 1.033 euro

L’esenzione dalla registrazione del provvedimento del giudice non riguarda solo le sentenze emesse in primo grado dal giudice di pace, ma anche in appello e Cassazione.

 

Dal ministero arriva un chiarimento importante: l’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro su sentenze e altri provvedimenti giudiziali non riguarda solo le sentenze in primo grado emesse dal Giudice di Pace di valore non superiore a 1.033 euro, ma si applica anche agli eventuali provvedimenti emessi nei successivi gradi di giudizio. Quindi, anche in Tribunale, in funzione di giudice di appello, e in Cassazione. Lo afferma la nota diffusa oggi dal Ministero della giustizia [1].

Quanto sopra è stato chiarito sulla scorta dell’interpretazione della sentenza della Cassazione n. 16310 del 16.07.2014 e della risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 97/e del 10.11.2014.

 

Per scaricare il provvedimento del Ministero di Giustizia clicca qui.

 

Niente registrazione, quindi, non solo per le sentenze emesse in primo grado dal giudice di pace il cui valore non ecceda 1.033,00 euro, ma anche per quelle emesse a seguito dei successivi gradi di giudizio in cui può articolarsi il procedimento (il cui valore, ovviamente, resta inferiore a euro 1.033,00).

 

L’antefatto

L’ordine degli avvocati di Roma, lo scorso 20 aprile, ha pubblicato sul proprio sito istituzionale una nota, qui allegata, inviata del Ministero della giustizia – Dipartimento per gli Affari di Giustizia Direzione Generale della Giustizia Civile – al Presidente della Corte di Cassazione ed ai Presidenti delle Corti d’appello e dei Tribunali ordinari. Con tale nota viene precisato che «l’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro debba riguardare non solo le sentenze emesse in primo grado dal giudice di pace il cui valore non sia superiore ad euro 1.033,00, ma anche gli eventuali provvedimenti emessi nei successivi gradi di giudizio».

Tale chiarimento, spiega la nota, si è reso necessario a seguito dei numerosi quesiti pervenuti alla Direzione Generale della Giustizia Civile, volti a verificare se, a seguito dell’adozione da parte dell’Agenzia delle Entrate della risoluzione 97/E/2014, sia o meno possibile applicare ai provvedimenti del giudice ordinario, aventi valore non eccedente i 1.033,00 euro, l’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro prevista dall’art. 46 l. n. 374/1991. Tanto che, la Cassazione, sentenza n. 16310/14, ha esteso questo regime, inizialmente circoscritto agli atti del giudice di pace, anche ad ogni altro provvedimento adottato, in tutti i gradi di giudizio, nei procedimenti di valore non eccedenti il predetto importo.


[1] Min. Gius. Nota del 22.04.16.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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