Eredità: azione di riduzione
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30 Apr 2016
 
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Eredità: azione di riduzione

Azione di riduzione: nozione, effetti e differenza con l’azione di restituzione.

 

L’azione di riduzione è l’azione che ha per scopo la reintegrazione della legittima, mediante la riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni eccedenti la quota di cui il testatore poteva disporre.

 

Soggetti legittimati all’azione di riduzione, sono:

– il legittimario leso;

 

– il legittimario pretermesso dal testatore: l’acquisto della qualità di erede è appunto subordinata all’esercizio vittorioso della azione di riduzione;

 

– l’erede del legittimario (se il legittimario muore prima di avere accettato l’eredità o vi rinunzia: ossia per trasmissione o per rappresentazione);

 

– l’avente causa del legittimario: ad esempio il compratore dell’eredità o cessionario di essa.

 

Se la domanda di riduzione è accolta, si procede in tal modo:

 

– innanzitutto si riducono le disposizioni testamentarie proporzionalmente (tranne diversa volontà del testatore);

 

– successivamente si riducono le donazioni, cominciando dall’ultima che ha provocato la lesione e risalendo a quelle precedenti.

 

L’azione è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale, decorrente «dalla data di accettazione della eredità da parte del chiamato in base a disposizioni testamentarie lesive della legittima» (Cass., Sezioni Unite, 20644/2004).

Dopo l’apertura della successione il legittimario può rinunziare all’azione di riduzione e l’atto è irrevocabile.

 

 

L’azione di restituzione

L’azione di riduzione non ha natura recuperatoria; l’effetto reale è, invece, collegato all’azione di restituzione.

 

Il legittimario, che — mediante l’azione di riduzione — abbia fatto dichiarare inefficace la disposizione lesiva, può ottenere quindi la restituzione dell’immobile oggetto di tale disposizione (art. 561 c.c.) e lo riceve libero da ogni peso o ipoteca.

Sono tenuti alla restituzione anche eventuali terzi acquirenti dell’immobile a titolo oneroso.

 

Se oggetto delle disposizioni lesive sono beni mobili, si reputano salvi gli acquisti fatti in buona fede dal terzo possessore.

 

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