Il creditore può pignorare beni di familiari conviventi con il debitore?
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24 Apr 2016
 
L'autore
Angelo Forte
 


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Il creditore può pignorare beni di familiari conviventi con il debitore?

Che succede se il debitore vive insieme ai genitori o altri familiari: il creditore può pignorare i beni di questi ultimi?

 

È assai diffuso tra i cittadini che abbiano debiti verso il fisco (o verso altro tipo di creditori) il timore che possano venire pignorati e messi all’asta beni di persone, compresi i familiari, che convivano con loro in un immobile nel quale il debitore medesimo abbia la residenza anagrafica o semplicemente dimori.

 

Per sgomberare il campo da eccessivi timori, vi è da dire innanzitutto che il pignoramento mobiliare (cioè di beni mobili del debitore) non è il mezzo più adoperato dai creditori per recuperare dal debitore quanto dovuto.

In effetti il creditore preferisce strumenti più incisivi e più rapidi per recuperare la somma a lui dovuta e, infatti, se possibile, il creditore aggredirà (per somme cospicue) i beni immobili del debitore (se il debitore ne è proprietario in via esclusiva o per quota e, in quest’ultimo caso, potrà essere pignorata solo la quota di proprietà del debitore) oppure, se esistenti, pignorerà gli stipendi o le pensioni o i conti correnti bancari e/o postali del debitore (se cointestati, potranno essere pignorati solo gli importi corrispondenti alla quota del debitore).

 

Il ricorso al pignoramento dei beni mobili di proprietà del debitore (arredi, mobilia, personal computer ecc) è invece poco frequente in presenza di beni immobili o di stipendi o pensioni o somme depositate in banca o posta che siano del debitore.

 

Tuttavia non può essere escluso che il creditore, in mancanza di altri beni aggredibili o in presenza di beni mobili di un certo pregio, ricorra al pignoramento mobiliare.

 

In questo caso, dopo la notificazione al debitore del titolo (cioè dell’atto con cui si accerta l’esistenza del debito e si ingiunge al debitore di pagare: nella maggioranza dei casi si tratta di un decreto ingiuntivo) e poi del precetto, il creditore, in mancanza del pagamento, potrà far pignorare dall’Ufficiale giudiziario i beni mobili del debitore ovunque egli si trovi.

 

Il pignoramento dei beni mobili di proprietà del debitore, quindi, potrà avvenire non solo dove il debitore risiede anagraficamente, ma anche in qualunque altro luogo egli si trovi (ad esempio, presso un familiare dove il debitore dimora anche se in quel luogo non avesse la residenza anagrafica).

 

È quindi possibile che l’Ufficiale giudiziario, presentatosi nel luogo dove il debitore si trova e nel quale convivano con il debitore altre persone (non debitrici), pignori i beni mobili che lì si trovano.

 

Per evitare il pignoramento di beni che non siano di proprietà del debitore non è sufficiente dire all’Ufficiale giudiziario che il bene che sta pignorando non è di proprietà del debitore (ma, ad esempio, del fratello o del genitore), ma bisogna dimostrarlo esibendo una scrittura privata che abbia una data certa precedente alla data del pignoramento (addirittura se il creditore è Equitalia occorre esibire un atto pubblico o una scrittura privata riconosciuta che certifichi che il bene non sia di proprietà del debitore per evitare il pignoramento).

 

Se non è possibile esibire un atto del genere all’Ufficiale giudiziario, quest’ultimo potrà pignorare anche un bene che non sia del debitore. Tale bene, poi, verrà messo all’asta a meno che l’effettivo proprietario del bene pignorato non riesca a dimostrare in giudizio (con una opposizione da proporsi al Tribunale) che è lui, e non il debitore, il reale proprietario del bene (dimostrazione che dovrà avvenire sempre con atto scritto che abbia data certa antecedente al pignoramento: la data certa si prova con la registrazione dell’atto presso l’Agenzia delle Entrate).

 

Siccome è quasi impossibile che si possa dimostrare la proprietà di un bene mobile con un atto scritto (lo scontrino o la ricevuta fiscale o la fattura, infatti, non sono sufficienti perché o non individuano il proprietario e non hanno data certa secondo ciò che richiede la legge), il consiglio è di portar via da ogni luogo che abbia a che fare con il debitore ogni bene di un qualche pregio o che sia necessario; l’asportazione deve essere effettuata prima del pignoramento poiché dopo costituirebbe reato.


 


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