Riforma PA, tutte le novità in pillole
News
26 Apr 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Riforma PA, tutte le novità in pillole

Attuazione Riforma Madia: dalla sospensione immediata dei dipendenti assenteisti, al nuovo codice dell’Amministrazione digitale, allo Sblocca provvedimenti.

 

Sono in dirittura d’arrivo i decreti attuativi della Riforma della Pubblica Amministrazione, meglio conosciuta come Riforma Madia. È una vera e propria rivoluzione quella prospettata dalla nuova normativa: si va dalla sospensione immediata dal posto di lavoro (stipendio compreso) per i dipendenti assenteisti, alle nuove regole sblocca-procedimenti, ai limiti di tempo più stringenti per le conferenze di servizi, al nuovo codice dell’Amministrazione digitale.

Un restyling del settore pubblico, insomma, volto all’efficienza ed all’accorciamento delle tempistiche burocratiche. Vediamo, in pillole, le prossime novità che riguarderanno la PA.

 

 

Decreto Anti-assenteismo

Uno dei punti cardine dell’attuazione della Riforma è senza dubbio il decreto Anti-assenteismo: questo prevede la sospensione immediata dal posto di lavoro, entro 48 ore, dei dipendenti assenteisti, assieme alla sospensione dello stipendio. Per assenteisti nel decreto sono intesi i lavoratori la cui presenza è falsamente attestata (come accaduto nel noto “caso Sanremo”). Per queste ipotesi si prevede la sanzione del licenziamento, dopo un procedimento disciplinare con tempistiche brevi; inoltre è previsto il reato di omissione d’atti d’ufficio per i dirigenti che non controllano il verificarsi di tali episodi.

In ultimo, è stata aggiunta l’applicazione automatica del danno d’immagine, che il dipendente dovrebbe risarcire all’Amministrazione in base alla rilevanza mediatica del fatto. L’aggiunta di quest’ultimo punto, però, sta dando luogo a numerose discussioni.

 

 

Trasparenza

La Riforma PA prevede, tra i punti principali, un accesso agli atti amministrativi generalizzato, senza più necessità di motivazione. Tuttavia la trasparenza è, di fatto, bloccata dalla possibilità di silenzio-rifiuto dell’Amministrazione interessata (se entro 30 giorni questa non risponde, l’accesso si intende negato). Inoltre si dovrebbe semplificare sia il modulo di domanda, sia il fatto che la risposta della PA sia subordinata al rimborso degli oneri da questa sostenuti. Una trasparenza molto “opaca”, insomma, che sicuramente sarà corretta.

 

 

Codice dell’Amministrazione digitale

La Riforma PA prevede una notevole riduzione del cartaceo, favorendo il dialogo tra cittadino dotato di identità digitale unica (Spid) ed Ente pubblico interessato tramite Pec ed email. I punti critici individuati nel decreto attuativo in materia, però, sono 3: per le società che gestiscono Pec e identità digitale il capitale sociale minimo previsto (5 milioni di euro) è eccessivo, non è stata definita la firma elettronica necessaria per autenticare i documenti, inoltre il dover rendere anonime tutte le sentenze (altra previsione della norma) rischia di bloccare l’attività delle cancellerie.

 

 

Sblocca procedimenti

Il decreto Sblocca procedimenti prevede il dimezzamento dei tempi per le autorizzazioni dei progetti strategici per lo sviluppo del territorio. In questi casi il Governo si può sostituire alle amministrazioni locali per abbreviare le tempistiche: si rischierebbe, però, l’effetto opposto, in caso di malfunzionamenti del complesso apparato burocratico. Inoltre vi sono dei profili d’incostituzionalità nella mancata consultazione con le Regioni per le opere di rilevanza strategica nazionale.

 

 

Conferenza di servizi

Per le decisioni in conferenza dei servizi la riforma prevede un massimo di 5 mesi di tempo, grazie a riunioni telematiche ed alla nuove figure dei rappresentanti unici dell’amministrazione: la figura del rappresentante unico, però, pur costituendo un’innovazione fondamentale per evitare tempistiche bibliche, rischia di diventare irrilevante nel momento in cui il rappresentante unico dell’Amministrazione centrale sia messo sistematicamente in minoranza. Inoltre non è stato ancora definito l’iter di nomina di tale rappresentante, né la coordinazione del decreto con le normative speciali.

 

 

SCIA

Per la segnalazione certificata di avvio dell’attività è prevista una procedura ed una modulistica unica in tutta Italia, da presentare anche attraverso una procedura telematica.

Nei casi in cui occorrano altre autorizzazioni oltre alla Scia, però, il decreto dovrà optare per una delle seguenti soluzioni: escludere questi casi dalla Scia unica, subordinare la presentazione della Scia all’ottenimento delle autorizzazioni o, al contrario, prevedere che la presentazione della Scia attivi la richiesta delle autorizzazioni.

 

 

Taglio alle società partecipate

La Riforma punta a ridurre le società a partecipazione pubblica da 8.000 a 1.000. Sono comunque previsti dei limiti minimi di fatturato e di personale (superati i quali la società non può essere tagliata). I Comuni vorrebbero ridurre il limite minimo di fatturato da 1 milione di euro a 500.000 euro, mentre le Regioni vorrebbero escludere dal taglio le società finanziarie. Nel mentre si vorrebbe evitare il blocco delle assunzioni pubbliche sino al completo ricollocamento del personale in esubero, poiché il blocco sarebbe troppo lungo.

 

 

Trasporto pubblico locale

Il trasporto pubblico locale, secondo la Riforma, dovrebbe avere una tariffazione maggiormente trasparente e combattere l’evasione con più incisività. Il decreto deve essere ancora vagliato dal Consiglio di Statone dalla Conferenza unificata.

 

 

Addio forestali

Con la riduzione da 5 a 4 delle Forze di polizia, il Corpo forestale dovrà confluire nell’Arma dei Carabinieri. Si prospettano però problemi nel passaggio di funzioni e nell’introduzione degli operatori civili dei forestali in un corpo militare.

 

 

Dirigenti sanitari

Per fondare l’accesso ai posti dirigenziali nel settore della sanità pubblica su criteri meritocratici e non politici dovrà essere istituito un elenco nazionale a cui accedere per la verifica dei requisiti. Sarà istituita anche una Commissione nazionale di verifica dei requisiti: si vorrebbero però limitare i poteri della Commissione, lasciando la scelta finale dei candidati alle commissioni regionali ed ai governatori.

 

 

Autorità portuali

In alto mare, è proprio il caso di dirlo, il decreto che prevede la riduzione a 15 di tutte le autorità portuali esistenti in Italia. La Riforma dei porti è stata bloccata da una recente sentenza della Corte Costituzionale [1], in quanto la normativa non ha previsto che il piano strategico sulla portualità sia attuato sulla base della Conferenza Stato-Regioni.


[1] C. Cost, sent. 261/2015.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti