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Lo sai che? Pubblicato il 26 aprile 2016

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Lo sai che? Rifiuti: ingiunzione Tari nulla senza firma del funzionario

> Lo sai che? Pubblicato il 26 aprile 2016

Anche la richiesta di pagamento da parte dell’Agente della riscossione deve essere sottoscritta dal funzionario responsabile del Comune.

L’ingiunzione di pagamento, inviata da Equitalia o da qualsiasi altro esattore, per chiedere il pagamento della Tari, l’imposta sui rifiuti, deve contenere la firma del funzionario responsabile del Comune. È quanto chiarito dalla Commissione Tributaria provinciale di Taranto in una recente sentenza [1].

Secondo la sentenza in commento, per chiedere il pagamento della spazzatura, il Comune non può limitarsi a delegare a Equitalia (o a qualsiasi altro Agente della riscossione), lasciando che sia quest’ultima a firmare la conseguente diffida da inviare al contribuente. Detta ingiunzione, infatti, è nulla se non contiene la sottoscrizione del funzionario responsabile dell’ente locale, il quale deve anche apporre il visto di esecutività sulla lista di carico. Insomma, un atto formalmente formato da Equitalia, ma con la firma del dipendente del Comune.

L’ingiunzione di pagamento per la Tari va quindi annullata, con un ricorso al giudice, tutte le volte in cui manca la necessaria e specifica sottoscrizione da parte del funzionario responsabile del servizio. La sentenza annulla così tutti gli atti di ingiunzione per i rifiuti non sottoscritti e né accompagnati dalla sottoscrizione del funzionario responsabile comunale di un pur più ampio elenco di contribuenti tenuti al pagamento della pretesa tributaria che solo può rappresentare il ruolo e sanare le singole situazioni.

Si tratta, comunque, di una pronuncia isolata. Di norma, infatti, bisogna distinguere tra i casi in cui l’ingiunzione va sottoscritta dal funzionario responsabile dell’ente, perché l’incarico al concessionario è limitato alla predisposizione dell’atto (sotto forma di appalto di servizi), da quelli in cui, invece, l’attività di riscossione è affidata in concessione ed Equitalia è legittimata alla sottoscrizione.

Fermo restando che il funzionario è tenuto ad apporre il visto di esecutività sulla lista di carico, quest’ultimo documento – al contrario di quanto sostiene la sentenza in commento – non deve essere allegata all’ingiunzione. Solo quando l’affidamento a Equitalia della riscossione Tari si limiti alla predisposizione degli atti, con la formula dell’appalto di servizi, l’esattore non può firmare gli atti, non può assumersene la paternità giuridica e, per l’effetto, non è abilitato alla difesa innanzi alle commissioni tributarie.

note

[1] Ctp Taranto, sent. n. 854/16 del 7.04.2016.

Autore immagine: 123rf com

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