Dipendenti pubblici: le dimissioni non vanno convalidate
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26 Apr 2016
 
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Dipendenti pubblici: le dimissioni non vanno convalidate

Al pubblico impiego non si applica la nuova procedura sulla convalida delle dimissioni del dipendente.

 

Il dipendente pubblico può dimettersi senza che sia necessario procedere alla convalida. A dirlo è una recente ordinanza del tribunale di Verbania [1]. Secondo il giudice è infatti ragionevole che il recesso della pubblica amministrazione possa e debba essere regolato da norme parzialmente differenti da quelle che disciplinano il rapporto di lavoro privato.

 

Ricordiamo che la procedura di convalida è stata introdotta dalla legge Fornero [1]. In particolare si prevede che le dimissioni acquistano efficacia a condizione che il lavoratore, alternativamente:

 

– proceda alla loro convalida presso la Direzione Territoriale del Lavoro o il Centro per l’impiego territorialmente competenti, o presso le sedi individuate dai CCNL stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale;

 

– sottoscriva un’apposita dichiarazione apposta in calce alla ricevuta di trasmissione della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro.

 

La convalida non è richiesta se la cessazione del rapporto rientra nell’ambito di procedure di riduzione del personale svolte in sede qualificata istituzionale o sindacale.

 

In mancanza di convalida o di sottoscrizione della dichiarazione, il datore di lavoro che voglia rendere efficaci le dimissioni, deve trasmettere al lavoratore – entro 30 giorni dalla data delle dimissioni – un invito scritto a presentarsi presso le sedi competenti per la convalida o ad apporre la sottoscrizione. Se non lo fa, le dimissioni si considerano definitivamente prive di effetto.
Se il datore recapita correttamente l’invito entro il suddetto termine, il lavoratore ha 7 giorni di tempo dalla ricezione dello stesso per convalidare le dimissioni o apporre la sottoscrizione.

 

Possono, pertanto presentarsi le seguenti situazioni [3]:

 

a) il lavoratore, entro i 7 giorni, non aderisce all’invito del datore di lavoro: il rapporto di lavoro si intende definitivamente risolto;

 

b) il lavoratore, entro i 7 giorni, aderisce all’invito del datore di lavoro e procede alla convalida delle dimissioni (presso le sedi competenti o firmando la dichiarazione): le dimissioni acquistano efficacia definitiva;

 

c) il lavoratore, entro i 7 giorni, decide di revocare le dimissioni: il rapporto di lavoro si ripristina.

 

 

Niente convalida delle dimissioni per il pubblico impiego

Secondo l’ordinanza in commento, la convalida delle dimissioni prevista dalla riforma Fornero non si applica al pubblico impiego contrattualizzato. Per estinguere dunque il rapporto di lavoro sono sufficienti solo le dimissioni rassegnate dal lavoratore anche in assenza di convalida.

 

La conseguenza è che se il lavoratore impiegato presso una pubblica amministrazione rassegna le proprie dimissioni e dopo “ci ripensa”, non potrà più tornare indietro, poiché la sua volontà ha già cancellato definitivamente il rapporto con il datore di lavoro.


La sentenza

Tribunale di Verbania – Ordinanza 7 aprile 2016

N.RG.188/2015
Ricorso ex art. 1 co. 48 L. 92/2012, iscritto al n.rg. 188/2015,

ORDINANZA

… omissis …

*****

Ciò che occorre stabilire, in via preliminare, è se le dimissioni rassegnate in data xxxxx abbiano avuto o meno efficacia estintiva del rapporto di lavoro intercorrente con il Comune convenuto.
La questione da cui occorre prendere le mosse è, pertanto, quella relativa all’applicabilità dell’art. 4, commi 16-22, della legge n. 92/2012, afferenti alla procedura di convalida delle dimissioni o della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, anche nell’ipotesi in cui si tratti di prestazioni svolte alle dipendenze di pubbliche amministrazioni.

Com’è noto, in tema di dimissioni, gli art. 4, commi 17 e 18, della L. 92/2012 prevedono che “l’efficacia delle dimissioni della lavoratrice o del lavoratore e della risoluzione consensuale del rapporto è sospensivamente condizionata alla convalida effettuata presso la Direzione territoriale del lavoro o il Centro per l’impiego territorialmente competenti, ovvero presso le sedi individuate dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

In alternativa alla procedura di

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[1] Trib. Verbania ord. del 7.04.2016.

[2] L. 92/2012.

[3] Memento Lavoro, Ipsoa.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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