Isolamento acustico delle pareti di casa e rumori del vicino
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26 Apr 2016
 
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Isolamento acustico delle pareti di casa e rumori del vicino

Come calcolare i decibel di isolamento dei muri tra un appartamento e l’altro e stabilire se il rumore dipenda da vizi di costruzione dell’edificio o dalla maleducazione del vicino.

 

Se sentiamo rumori provenienti dall’appartamento adiacente non è detto che la causa sia la maleducazione del vicino che lascia la televisione ad alto volume, sposta sedie e mobili da un lato all’altro della stanza, cammina trascinando i tacchi delle scarpe: la ragione potrebbe invece essere un cattivo isolamento delle pareti o delle pavimentazioni, tanto da far filtrare agevolmente, da un appartamento all’altro, rumori in realtà non eccessivi. In tale caso, l’unica persona responsabile è il costruttore. Ma non è detto che quest’ultimo sia ancora tenuto a risarcire i danni o a eliminare tali problemi: il codice civile, infatti, prevede un termine massimo di dieci anni dall’ultimazione del palazzo per far valere i difetti di costruzione nei confronti della ditta che ha realizzato il palazzo.

 

Il problema dello scarso isolamento acustico dei nostri palazzi è tutt’altro che raro. Contro i rumori provenienti da impianti (ad esempio un condizionatore del vicino collocato sul terrazzo, un ascensore troppo vecchio), il cittadino ha diritto a chiedere una perizia dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’ambiente). Essa esaminerà le immissioni rumorose e verificherà se queste rientrino o meno nei parametri normativi. Il che consente già di comprendere se il problema è imputabile al cattivo isolamento delle pareti o invece all’impianto medesimo.

 

L’isolamento acustico deve rispettare certi limiti, espressi in decibel (dB). Esiste un DPCM (decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) del 1997 [1] che fissa i parametri di isolamento, sulla base dei decibel “tollerabili” dalle pareti delle nostre case. In particolare, per i palazzi di nuova costruzione, viene stabilito che:

 

– le pareti verticali che dividono un appartamento dagli altri devono consentire un isolamento di almeno 50 decibel; così quando il nostro vicino parla o sente la Tv a 70 dB noi sentiamo 20 dB e non ne siamo disturbati. Ma se l’isolamento acustico fosse soltanto 40 dB, noi sentiremmo 30 dB e saremmo disturbati, soprattutto di notte, quando c’è più silenzio e vorremmo dormire;

 

– le pareti verticali che separano gli appartamenti dalla facciata dell’edificio devono consentire un isolamento di almeno 40 decibel. Tale è la soglia ritenuta congrua per isolarsi dal rumore di un traffico medio urbano costituito da auto, schiamazzi sulle strade, ecc.;

 

– le pareti orizzontali, ossia i pavimenti e i soffitti che separano un appartamento dall’altro, devono presentare un isolamento di almeno 63 decibel. Questa soglia è sufficiente per non farci sentire i tacchi del vicino del piano di sopra, i sandali, lo spostamento di mobili d’arredo. È chiaro che se questa soglia non viene rispettata, anche lo spostamento di una sedia ci sembrerà un rumore intollerabile, finendo per dare la colpa al vicino che, invece, responsabile non è;

 

– infine gli impianti idro-sanitari e gli scarichi devono assicurare un isolamento di almeno 35 decibel.

 

Per misurare l’isolamento del calpestio si usa una speciale macchina normalizzata, con dei martelli che battono sul pavimento, e al piano di sotto si misura il rumore, che non deve superare 63 dB. In verità, però, le amministrazioni non effettuano controlli seri sulla costruzione dei palazzi, ed ecco che spesso ci si trova proprietari di appartamenti invivibili, dove i rapporti tra condomini sono “sul filo del rasoio” proprio per questo difficile compromesso tra educazione da un lato e responsabilità del costruttore dall’altro.

 

 

Come difendersi

C’è sempre la possibilità di chiedere a un giudice che valuti se, al di là del rispetto delle soglie di isolamento delle nostre pareti, il rumore proveniente dal vicino sia “tollerabile”. La “tollerabilità” è certamente un criterio generico e di non facile determinazione, che può essere determinato anche sulla base dei testimoni. Secondo la giurisprudenza pacifica e consolidata, il limite massimo della normale tollerabilità è non più di 3 decibel oltre il rumore di fondo (cioè in assenza del rumore lamentato).


[1] DPCM 5/12/1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”.

 

Autore immagine: pixabay.com

 


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