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Lo sai che? Pubblicato il 26 aprile 2016

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Lo sai che? Canone Rai: gli anziani in case di riposo pagano

> Lo sai che? Pubblicato il 26 aprile 2016

Se il proprietario dell’appartamento in cui è presente una televisione viene ricoverato in una clinica per anziani o in una casa di riposo deve pagare il canone rai.

Cambio di rotta e stancata sui pensionati: il contribuente ricoverato in una casa di riposo deve pagare ugualmente il canone Rai. Lo ha reso noto, pochi minuti fa, l’Agenzia delle Entrate. La dichiarazione lascerà stupiti in molti perché si pone in netto contrasto con quanto sino ad oggi avvenuto.

Ai contribuenti più anziani è stato sempre consentito di evitare il versamento del canone dimostrando il ricovero presso una casa di riposo. L’interessato poteva chiedere l’annullamento dell’abbonamento tv inviando una lettera raccomandata all’Agenzia delle Entrate. Da oggi però non sarà più così. Lo Stato obbliga anche chi non vive più nell’appartamento (e, purtroppo, in molti casi non vi fa più ritorno) a pagare l’obolo di 100 euro all’anno alla Rai. Una situazione che incrementa ancor di più l’odio verso un tributo di cui, ormai, si è detto abbastanza anche su queste stesse pagine.

Con i nuovi chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito, nella sezione FAQ, si specifica che se il contribuente detiene un apparecchio tv nella propria abitazione è tenuto ugualmente al pagamento del canone anche se non vive più nell’immobile perché è ricoverato in casa di riposo.

L’unico modo, dunque, per evitare l’addebito per l’anziano resta quello – comune a tutti gli altri italiani – di sbarazzarsi della televisione prima del ricovero e inviare l’autocertificazione una volta all’anno: un onere certamente gravoso per chi non vive più in quella casa, ha cessato ogni rapporto “fisico” con essa e, magari, soffre di amnesia per via dell’età.

Chiarisce l’Agenzia che, se il pensionato ricoverato in casa di cura non possiede più la televisione, ma resti ugualmente titolare di un’utenza elettrica con tariffa residenziale (per cui riceva ugualmente la bolletta della luce), per evitare l’addebito del canone nella fattura elettrica, dovrà presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione.

Se, invece, il contribuente non possiede la TV e non è titolare di un’utenza elettrica con tariffa residenziale (ad esempio, perché l’utenza elettrica è intestata al figlio che risiede in altra abitazione) ed è già titolare di abbonamento alla TV dovrà seguire la procedura già utilizzata negli anni passati e, quindi, nel caso non abbia la TV, dovrà dare disdetta dell’abbonamento ai sensi dell’art. 10 del RDL n. 246/1938, inviando un’apposita raccomandata allo Sportello SAT dell’Agenzia delle entrate.

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Autore immagine: 123rf com

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2 Commenti

Paolo Palermo

26 aprile 2016 alle 21:03

Quando si tratta di incassare la tassa della Rai, per lo stato tutto è palesemente lecito, non considerando tuttavia , se l’anziano ha la possibilità di pagare o meno, importante fare casse e basta, poi l’anziano pensionato, padre di tutti, non si ha rispetto di coloro che nella vita hanno sofferto i momenti della guerra, durante e il dopo guerra, per la ricostruzione della nostra patria, non ci si indigna più di nulla, lo stato ” Bambino viziato” è ineducato e irrispettoso nei confronti dei padri e dei figli dell’amata patria.

antonio Carpinelli

28 aprile 2016 alle 13:00

Oramai non stupisce niente, è prassi che lo stato per fare cassa, per rastrellare soldi comincia sempre dalla povera gente mettendo in atto procedure che il più delle volte rasentano il ridicolo. Ma questo non crea problemi, la nostra classe politica non si vergogna, non arrossisce più, quindi, può fare questo e altro. Sono i grandi numeri(povera gente) che fanno fare cassa facile allo Stato . Da 50 anni che la stato fa il ” Banbino viziato” solo che ora ha raggiunto l’apice.

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