Testamento olografo: se vi sono differenze di grafia su testo e firma
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27 Apr 2016
 
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Testamento olografo: se vi sono differenze di grafia su testo e firma

Si può far annullare per falsità il testamento sottoscritto con una firma differente da quella che sembra aver redatto tutto il documento con le ultime volontà.

 

Il testamento olografo si chiama così proprio perché deve essere scritto, dalla prima all’ultima parola, firma compresa, a mano dell’interessato: pertanto è nullo se risultano differenze di grafia all’interno dello stesso documento. A dirlo è una interessante sentenza del Tribunale di Roma [1].

 

 

La vicenda

Il giudice ha dichiarato nullo un testamento olografo poiché la grafia del testo e quella della sottoscrizione non coincidevano: la prima era scritta da mano giovane, la seconda da persona malata e anziana.

 

 

La scrittura del testamento olografo

Il primo requisito formale del testamento olografo è dato dall’olografia: il testamento dev’essere infatti scritto per intero di mano dal testatore, com’è del resto dimostrato dall’origine del termine risalente al greco antico: “olos” significa infatti “tutto” e “grafo” significa invece “scrivo”. Ciò in quanto il fatto che il testatore impegni la propria grafica garantisce la provenienza della scheda da lui.

 

Ne consegue l’inammissibilità del testamento sotto dettatura o dell’utilizzo di mezzi meccanici come la macchina da scrivere o il computer, seppur il foglio scritto con l’editor di testo viene stampato e firmato. Del resto il codice civile è chiaro nello stabilire [2] che il testamento deve essere scritto per intero “di mano del testatore”, secondo una formulazione che non consente applicazioni analogiche o estensive. Difatti mentre è sempre possibile verificare se una determinata grafia sia effettivamente riconducibile al testatore, ben difficile sarà provare che un determinato foglio stampato o battuto al computer sia stato compilato dal testatore stesso. Né potrebbe essere considerata una prova in tal senso la sottoscrizione di tale foglio da parte del testatore, poiché questi potrebbe essersi anche limitato a sottoscrivere un documento predisposto da un terzo.

 

Allo stesso modo è nullo il testamento predisposto anche in minima parte da un soggetto che non è il testatore. Il che è facile da rilevare: basterà notare la differenza di scrittura. Non rileva neanche il fatto che il terzo abbia agito sotto dettatura del testatore. La nullità in tal caso colpisce l’intero testamento e non solo la parte redatta dall’estraneo.

 

Colui che non riesce più a scrivere per via dell’età, di difetti alla vista o di malattia, dovrà allora far ricorso al notaio.

 

Un ultimo caso è quello del terzo che guidi la mano del testatore nella scrittura del testamento olografo: in tal caso il testamento resta materialmente effettuato dal terzo e non dal testatore, la cui mano è stata utilizzata dal terzo stesso come strumento di scrittura. Ne consegue pertanto la nullità del testamento stesso [3]. Ciò però non vale nel caso in cui l’intervento del terzo si limiti ad aiutare il testatore, ad esempio tenendogli fermo il foglio, indicando le righe sulle quali scrivere, mettendogli pesi ai polsi per ridurgli il tremore: in tali casi, infatti, si ha una mera assistenza effettuata nei confronti del testatore, che non rende nulla la spontaneità dell’olografia [4].


[1] Trib. Roma, sent. n. 7457/15.

[2] art. 602 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 12458/2004.

[4] Così G. Cassano, R. Zagami, Manuale della successione testamentaria, Maggioli ed., 2010.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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