Posso presentare il 730 se sono disoccupato?
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27 Apr 2016
 
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Noemi Secci
 


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Posso presentare il 730 se sono disoccupato?

730 ordinario e precompilato senza sostituto d’imposta: come funzionano i rimborsi ed i conguagli derivanti dalla dichiarazione dei redditi.

 

Anche i contribuenti privi di un rapporto di lavoro, quindi senza un sostituto d’imposta, possono presentare il 730, sia ordinario che precompilato: l’Agenzia delle Entrate ha difatti confermato, anche per il 2016, la possibilità di avvalersi del modello di dichiarazione “730 senza sostituto”. In questo modo il lavoratore può ricevere i rimborsi direttamente dall’Agenzia delle Entrate; se dalla dichiarazione, invece, risulta un importo a debito, il contribuente è tenuto a versarlo tramite F24.

 

 

730 senza sostituto: come si presenta

Il 730 senza sostituto non è altri che un “normale” modello 730, sia ordinario che precompilato, nel quale deve essere barrata la casella “Modello 730 dipendenti senza sostituto”.

In questo modo non è necessaria la compilazione del quadro relativo al sostituto d’imposta, come normalmente avviene per dipendenti e pensionati, in quanto le operazioni risultanti dalla liquidazione sono direttamente effettuate dall’Agenzia delle Entrate.

Il 730 senza sostituto, in particolare, può essere presentato tramite le seguenti modalità:

 

– direttamente in modalità precompilata (il 730 precompilato è accessibile dal sito dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inps e dal portale Noipa per i dipendenti pubblici; si può avere accesso al 730 precompilato anche tramite CAF);

 

– tramite CAF (730 ordinario).

 

 

730 senza sostituto: i rimborsi

Ovviamente, essendo il 730 presentato senza sostituto, i rimborsi sono effettuati direttamente dall’Agenzia delle Entrate. A tal fine, il contribuente deve fornire il proprio codice Iban per l’accredito diretto nel conto corrente.

Se non è stato comunicato il codice Iban nel 730, il contribuente può comunicarlo utilizzando un modulo presente nel portale dell’Agenzia, accessibile dalla scheda informativa “Accredito rimborsi su conto corrente”.

Nel modulo devono essere indicati, oltre all’Iban, i dati relativi al conto corrente, che deve risultare intestato o cointestato al beneficiario del rimborso.

Il modello per comunicare l’Iban può essere presentato dal contribuente tramite le seguenti modalità:

 

telematicamente, tramite la specifica applicazione,  se è in possesso di codice Pin per l’accesso ai servizi dell’Agenzia delle Entrate o di identità unica Spid;

 

personalmente, presso un qualsiasi ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate, che provvedead acquisire le coordinate del conto corrente del richiedente.

 

Se il contribuente non fornisce le coordinate del conto corrente, il rimborso è erogato con metodi diversi a seconda della somma da riscuotere: per importi inferiori a 1.000 euro complessivi, l’interessato può riscuotere il rimborso in contanti presso un ufficio postale, mentre per importi pari o superiori a 1.000 euro il rimborso viene eseguito con l’emissione di un vaglia della Banca d’Italia.

Se il rimborso è superiore a 4.000 euro il contribuente può essere sottoposto a controlli automatizzati o documentali preventivi da parte dell’Agenzia, entro 4 mesi dal 7 luglio 2016 o dalla presentazione della dichiarazione, se presentata posteriormente (il termine del 7 luglio sarà probabilmente prorogato).

In ogni caso il contribuente può decidere di compensare il credito risultante dalla dichiarazione.

 

 

730 senza sostituto: conguaglio a debito

Se il contribuente privo di sostituto d’imposta è a debito, è tenuto a pagare gli importi dovuti (a saldo e in acconto) direttamente tramite modello F24.

Il contribuente può scegliere di rateizzare l’importo a saldo ed il 1° acconto in un massimo di 7 rate, con la maggiorazione dello 0,33% mensile. Il pagamento deve essere concluso entro novembre. Non è possibile rateizzare il 2° acconto (che ha, come scadenza, il 30 novembre).

L’acconto Irpef è dovuto se l’imposta dichiarata nel 2015, al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta, delle ritenute e delle eccedenze, è superiore a 51,65 euro.

L’acconto Irpef deve essere pagato:

 

– in un’unica rata, pari al 100% dell’imposta a saldo, se la stessa imposta a saldo (risultante dal 730/3, cioè dal prospetto di liquidazione della dichiarazione) va da 51,66 euro a 257,52 euro: il termine del pagamento dell’unico acconto è il 30 novembre 2016, in questo caso, non rateizzabile;

 

– da 2 a 7 rate, oltre i 257,52 euro; il secondo acconto, con scadenza 30 novembre 2016 e non frazionabile, deve in questo caso essere pari al 60% del saldo, mentre il primo acconto, frazionabile, deve essere pari al 40%.


 


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Commenti
22 Nov 2016 Ludmyla

Sono dissocupata 2016. Che cud deve presentare 730 O lunico

 
29 Nov 2016 alessandra puggioni

Io ho presentato il modello 730 a Luglio quando avevo il sostituto d’imposta, l’agenzia delle entrate non h aprovveduto a trattenersi i soldi dalla busta paga nonostante il mio continuo chiamare ,e adesso mi trovo scalcolato dall’importo naspi conguaglio 730 tutto assieme senza essere rateizzato e senza avermi nemmeno avvisato o provato a contattare. Possono fare questo? Perchè si tratta di cifre superiori a mille euro