Strisce blu: se il ticket per la sosta non è sul parabrezza
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27 Apr 2016
 
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Strisce blu: se il ticket per la sosta non è sul parabrezza

Il codice della strada stabilisce che il grattino con la sosta a pagamento deve essere esposto in modo visibile ma non parla di parabrezza.

 

Niente multa sulle strisce blu a chi non espone il ticket, con la prova del pagamento, sul parabrezza dell’auto: il codice non dice espressamente dove deve essere collocato il tagliando, ma prescrive solo che esso sia visibile ai fini dei controlli del vigile o dell’ausiliare del traffico. Quindi ben può essere che il cosiddetto “grattino” venga collocato sul sedile anteriore o in prossimità del cruscotto nel lato del passeggero. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza depositata poche ore fa [1].

 

La mancata esposizione del tagliando sul parabrezza, scrive la Corte, non può legittimare la contravvenzione per la violazione delle norme sulla sosta a pagamento. Tuttavia, l’automobilista, costretto a impugnare la multa, non ha diritto a chiedere anche la condanna alle spese dell’amministrazione resistente, visto che egli può evitare il contenzioso scegliendo, con scrupolo, il posto ove rendere massimamente visibile il ticket di sosta. È un suo onere che, per quanto non indicato nelle modalità dalla legge, richiede un minimo di attenzione e cura.

 

La Cassazione lo ammette: non esiste una norma che disciplina le modalità di esposizione del tagliando della sosta. Il codice della strada [2] recita solo che, nei luoghi ove la sosta è permessa a tempo limitato, è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l’orario in cui la sosta ha avuto inizio. Il ticket, in sostanza, va esposto in un luogo dell’auto in cui sia prontamente visibile dall’agente che effettua i controlli.

 

Ai fini della regolazione delle spese di giudizio, l’operato del vigile che non si accorge della presenza del tagliando ed eleva la multa è formalmente corretto. In questi casi, infatti, la contravvenzione è determinata da un erroneo comportamento del conducente.

 

Dunque, non sussiste la violazione contestata, ma è corretto l’operato del vigile che per difetto dell’automobilista, non ha potuto verificare l’assolvimento dell’obbligo di pagamento del grattino. In conclusione, la Cassazione ritiene che sia affidato al “buon senso” dei conducenti esporre in modo chiaro e visibile il tagliando per agevolare l’attività di controllo.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, sentenza 3 dicembre 2015 – 27 aprile 2016, n. 8282
Presidente Petitti – Relatore Parziale

Svolgimento del processo

1. L’avv. P.A. impugna la sentenza n. 3806/2013 del Tribunale di Milano, depositata in data 19.3.2013 e non notificata, che ha respinto la sua impugnazione alla sentenza del giudice di pace che, pur accogliendo la sua opposizione avverso sanzione amministrativa per violazione al Codice della Strada (mancato pagamento di sosta tariffata), compensava le spese.
2. – Rileva il ricorrente che «il Giudice di Pace accoglieva il ricorso. Ma compensava le spese di mediante la classica formula “Sussistono giusti motivi, ravvisabili nella particolare natura della controversia e nelle considerazioni poste a base della decisione, per compensare tra le parti le spese di lite”».
3. Impugna tale decisione il ricorrente che formula due motivi. Nessuna attività in questa sede ha svolto la parte intimata.

Motivi della decisione

1. I motivi del ricorso.
1.1 – «Erronea motivazione e conseguente violazione e falsa applicazione di una norma di diritto ex art. 360 co. I n. 3, precisamente degli artt. 91 co. 1 e 92 co. 2 c.p.c». Rileva il ricorrente che «la compensazione parziale o totale delle spese,

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[1] Cass. sent. n. 8282/16.

[2] Art. 7 co. 1 lett. f, cod. str.

 


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