Semaforo su strada a più corsie: prevale la freccia sulla strada
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28 Apr 2016
 
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Semaforo su strada a più corsie: prevale la freccia sulla strada

Il verde non autorizza la svolta per chi è incanalato nella corsia sbagliata.

 

Strade a più corsie dove capita spesso, in prossimità del semaforo, che sull’asfalto vengano tracciate delle linee e delle frecce con cui viene imposto agli automobilisti di incanalarsi entro una specifica carreggiata a seconda della direzione da prendere dopo il semaforo. Così, per esempio, sulla corsia di sinistra ci sarà spesso la freccia a sinistra; su quella centrale invece deve incolonnarsi chi intende proseguire diritto; parimenti sulla destra chi intende svoltare in tale direzione. Ebbene, secondo una sentenza della Cassazione pubblicata ieri [1], la segnaletica orizzontale (ossia quella tracciata sulla strada, di colore bianco) è obbligatoria e va rispettata. In buona sostanza (tanto per fare un esempio) non ci si può incolonnare al centro per poi svoltare a sinistra, anche se non c’è un divieto di svolta e il semaforo per chi è in tale posizione si è fatto verde.

 

 

La vicenda

Per comprendere meglio il principio, raccontiamo come sono andati i fatti nel caso specifico. Un automobilista si trovava sulla corsia centrale di una strada. Egli tuttavia aveva intenzione di svoltare a sinistra non appena il semaforo si fosse fatto verde. Il suo errore, però, era stato quello di essersi incanalato nella colonna di centro, ossia in quella sbagliata sulla base delle indicazioni presenti sull’asfalto. Ciò nonostante, appena il semaforo per la svolta a sinistra divenne verde, egli svoltò in tale direzione, benché vi fosse il rosso nella corsia centrale. Per questo comportamento gli venne notificata la multa. La difesa del conducente fu volta a contestare l’assenza di un espresso divieto di svolta e il fatto che egli non era formalmente passato col rosso, in quanto il semaforo rivolto a chi intendeva girare a sinistra era diventato verde. Eccezioni, però, che non sono state accolte neanche in Cassazione.

 

 

La segnaletica sulla strada è obbligatoria

Il codice della strada [2] stabilisce che i semafori di corsia sono apposti in presenza di strade che presentano più corsie in modo da consentire la preselezione e l’attestamento dei veicoli in prossimità di una intersezione: in tali strade le corsie da riservare a determinate manovre devono essere contrassegnate da frecce direzionali. Questo significa che la luce del semaforo (per questo definito “di corsia”) non disciplina il passaggio dei veicoli in ragione dell’intenzione del conducente di effettuare una determinata manovra piuttosto che un’altra, quanto il transito delle vetture che hanno seguito la canalizzazione cui si dirige il segnale luminoso.

Ne consegue che l’assenza di un espresso divieto di svolta a sinistra (o, ovviamente a destra) non è decisiva se la luce del semaforo scatta per i veicoli che vanno in quella direzione.

 

Con la sentenza in commento viene quindi affermato il principio secondo cui, in una strada a più corsie, in cui la segnaletica orizzontale prevede un diverso incanalamento a seconda della direzione da prendere, una volta postisi lungo una direttrice non si può approfittare del verde della freccia direzionale del semaforo, per operare una manovra di svolta non consentita dalla propria posizione. Il segnale luminoso infatti è riservato unicamente ai conducenti incanalati secondo la corrispondente segnaletica sull’asfalto.

 

Se la freccia direzionale del semaforo, dunque, non consente alcuna manovra di svolta da parte dei veicoli che non si siano previamente immessi nella corsia che incanala il traffico in quella direzione, non vi è margine per evitare la multa: l’automobilista, infatti, per non essere sanzionato, deve attendere sulla linea di arresto che il segnale luminoso gli consentirebbe di procedere diritto. Una diversa soluzione comporterebbe infatti inevitabili inconvenienti per l’ordinato flusso veicolare nell’area dell’incrocio, con il rischio di incidenti.

 

Inoltre, ciò renderebbe “laboriosa e complessa la rilevazione dell’infrazione, in quanto ogni volta dovrebbe indagarsi se il conducente del veicolo che non si trova nella corsia abilitata alla svolta intendesse o meno eseguire una manovra in quella direzione”.

 

I giudici hanno poi aggiunto che “l’assenza di un espresso divieto di svolta a sinistra sulla corsia percorsa dall’odierno istante” non è decisiva, dovendosi piuttosto dare rilievo al fatto che “la luce verde del semaforo di corsia fosse riservata ai veicoli che transitavano sulla parte di carreggiata destinata a canalizzare quei mezzi che intendevano seguire quella direzione”.


In pratica

La freccia direzionale del semaforo verde consente il transito solo a chi si è previamente incolonnato nella corsia giusta.

La lanterna semaforica di corsia che regola il transito sull’area dell’incrocio è riservata ai veicoli che abbiano seguito la relativa canalizzazione, indicata dalla segnaletica orizzontale. Le altre frecce direzionali del semaforo sono invece destinate ai veicoli che percorrono la restante parte della carreggiata. La freccia direzionale del semaforo, dunque, non consente alcuna manovra di svolta a sinistra da parte dei veicoli che non si sono previamente immessi nella corsia che inalveava il traffico in quella direzione. Ne consegue che il conducente che si trovi nella corsia in favore della quale la luce semaforica è rossa deve attendere sulla linea di arresto non potendo svoltare solo perché la freccia direzionale della corsia di svolta, da lui non occupata, sia verde.

La sentenza

Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 5 febbraio – 27 aprile 2016, n. 8412
Presidente Petitti – Relatore Falabella

Svolgimento del processo

C.G.G.M. con ricorso depositato il 19 giugno 2009 proponeva opposizione avanti al Giudice di pace di Lodi avverso il verbale della polizia locale di Castiraga Vidardo con cui gli veniva contestato di proseguire la marcia in corrispondenza dell’intersezione tra via (…), viale (…) e la strada per (…), nonostante il divieto imposto dalla segnalazione del semaforo, che proiettava luce rossa della sua direzione di marcia: tale violazione era stata accertata a mezzo di apparecchiatura di rilevazione automatica.
Il giudice di pace respingeva l’opposizione.
Proponeva appello C. e il Tribunale di Lodi, nel contraddittorio col Comune di Castiraga Vidardo, rigettava il gravame. Il giudice dell’impugnazione rilevava essere incontestato che l’appellante non avesse impegnato la corsia di marcia per la canalizzazione dei veicoli che dovevano svoltare a sinistra e che, ove pure fosse provato che C. avesse operato la conversione in quella direzione in presenza di una segnalazione semaforica che la consentiva, doveva attribuirsi rilievo al fatto che lo stesso istante aveva eseguito la manovra oltrepassando la linea di arresto della corsia di marcia

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[1] Cass. sent. n. 8412/16 del 27.04.2016.

[2] Art. 147 cod. str.

 

Autore immagine: pixabay.com

 


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