Ecco perché i giocattoli cinesi sono i più pericolosi
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28 Apr 2016
 
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Ecco perché i giocattoli cinesi sono i più pericolosi

Prodotti importati dalla Cina e da Hong Kong: rischio chimico in più della metà dei casi.

 

Made in China: non è un luogo comune che i prodotti importati dal continente asiatico siano pericolosi e, soprattutto quando si parla di giocattoli, nocivi per i nostri bambini. La Commissione Europa ha lanciato un vero e proprio allarme di “rischio chimico” nascosto addirittura nel 62% delle importazioni da Cina e Hong Kong. Cromo, ftalati, metalli pesanti sono i principali agenti patogeni riscontrati in più della metà dei campioni analizzati: peluche, macchinine e gadgets, spesso venduti dalle bancarelle, nelle fiere o dai venditori ambulanti sono i principali incriminati. Attenzione, pertanto, a ciò che comprate e controllate sempre che sul prodotto vi sia il marchio CE.

 

È vero: qualche produttore privo di scrupoli, per ingannare i consumatori europei, appone sui giocattoli cinesi il marchio CE, laddove l’acronimo in questo caso non vuol significare “Comunità Europea” bensì “China Export”. A un occhio distratto la differenza tra i due loghi è minima, ma in realtà esistono delle particolarità che, senza dover ricorrere al righello, consentono di stanare la contraffazione. In generale, il marchio “CE” dell’unione europea presenza maggiore spazio tra la “C” e la “E” (spazio pari alla dimensione di un’altra “C” capovolta). Per maggiori informazioni su come individuare la differenza tra “Comunità Europea” e “China Export” vi rinviamo alla nostra guida: “Occhio alla differenza tra CE e CE China Export”.

 

Il problema è ancor più grave se si pensa che per tutti i prodotti non alimentari non esiste ancora un obbligo di etichettatura per le merci che circolano nella Ue: a trarne vantaggio sono quindi soprattutto i prodotti scadenti e nocivi.

 

Col 62% di prodotti pericolosi segnalati, Cina ed Hong Kong (in tutto 1262 notifiche) restano al primo posto tra i Paesi di origine dei prodotti “segnalati“ come pericolosi (nonostante un lieve calo rispetto al 64% dello scorso anno).

Crescono anche le notifiche per prodotti di produzione sconosciuta (dal 7% del 2014 al 10% del 2015).

 

Le categorie di prodotti più segnalate sono i giocattoli (27%) e il tessile-abbigliamento (17%), oltre a veicoli e parti meccaniche (10%), e apparecchiature elettriche (9 per cento) .

Per quanto riguarda i rischi, il più frequente (25%) è il rischio chimico, per la presenza di ftalati, cromo e metalli pesanti (come nichel e piombo), soprattutto in giochi, pelletteria e bigiotteria. Segue il rischio di ferite (22%)con parti meccaniche e apparecchi elettronici.

Cinque Paesi insieme – Spagna (239), Ungheria (238), Germania (208) Regno Unito (162) e Bulgaria (151) – hanno presentato quasi la metà di tutte le notifiche nel 2015. Dall’Italia, appena 56.


 


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