Frutti naturali e frutti civili: che differenza c’è?
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28 Apr 2016
 
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Frutti naturali e frutti civili: che differenza c’è?

I frutti sono beni che derivano da altri beni o perché è una conseguenza naturale, come nel caso della legna di un albero, o perché è conseguenza di un accordo tra soggetti diversi, come nel caso degli interessi per il prestito di una somma di denaro.

 

Si sente spesso parlare, nell’ambito del diritto civile, di frutti: ad esempio quando si parla di pignoramento di un bene e dei suoi frutti, del diritto del proprietario ad avere la restituzione, in caso di illegittima detenzione del proprio bene, anche dei frutti percepiti da terzi, ecc. Ma cosa sono i frutti?

 

In generale, i frutti sono beni che derivano da altri beni e assumono un valore autonomo. Distinguiamo i frutti naturali (ad esempio, i prodotti dell’agricoltura, quelli che sono cioè chiamati frutti nell’accezione più corrente) dai frutti civili, che coincidono con il corrispettivo del godimento della cosa da parte di persona diversa dal suo proprietario (ad esempio, interessi su mutui e canoni di locazione).

 

Il codice civile [1] detta una definizione di frutti naturali e frutti civili. La norma definisce:

 

  • frutti naturali: quelli che provengono direttamente dalla cosa, vi concorra o no l’opera dell’uomo, come i prodotti agricoli, la legna, parti degli animali come la lana o il latte, i prodotti delle miniere, cave e torbiere. Finché non avviene la separazione, i frutti formano parte della cosa. I frutti pendenti sono quelli che non sono ancora staccati dalla cosa che li produce. Non costituisce frutto la cosa allo stato embrionale o potenziale (ad es. gemme, fiori o semi), nel quale ultimo caso può parlarsi di frutti separati. Sono separati i frutti disgiunti per qualsiasi causa dalla cosa madre; percetti quelli di cui è venuto meno l’impossessamento; percipiendi i frutti che avrebbero potuto o dovuto essere raccolti usando la dovuta diligenza. Esistenti sono i frutti che si trovano presso colui che li ha acquistati anche dopo la percezione; consumati sono i frutti materialmente goduti o trasformati o alienati dal proprietario;

 

  • frutti civili: quelli che si ottengono dalla cosa come corrispettivo del godimento che altri ne abbia. Rientrano quindi nel concetto di reddito inteso come controprestazione della utilità che una cosa arreca ad un’altra. Tali sono gli interessi dei capitali, i canoni enfiteutici, i dividendi delle società, le rendite vitalizie e ogni altra rendita, il corrispettivo delle locazioni, i proventi derivanti dal diritto d’autore, ecc.

 

 

Come si acquistano i frutti?

Per quanto riguarda i frutti naturali, essi appartengono al proprietario della cosa che li produce, salvo che la loro proprietà sia attribuita ad altri [2]. In quest’ultimo caso la proprietà si acquista solo al momento della separazione. Chi fa propri i frutti deve rimborsare colui che abbia fatto spese per la produzione e il raccolto, ma non oltre il valore dei frutti stessi.

 

Per quanto riguarda invece i frutti civili, essi si acquistano giorno per giorno. L’acquisto si effettua mediante l’adempimento della prestazione da parte del debitore nei tempi stabiliti.


[1] Art. 820 cod. civ.

[2] Art. 821 cod. civ.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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