Dichiarazione di successione: denunciare un testamento falso è reato
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28 Apr 2016
 
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Dichiarazione di successione: denunciare un testamento falso è reato

La dichiarazione di successione è un’autocertificazione ma in un atto pubblico: pertanto se contiene indicazioni difformi dal vero integra il delitto di falsità ideologica in atto pubblico.

 

Nella dichiarazione di successione non vanno fatti errori, reticenze o riportate circostanze non corrispondenti al vero, poiché altrimenti si rischia di essere incriminati per falso. Come infatti scrive la Cassazione in una sentenza pubblicata ieri [1], la dichiarazione di successione è un atto pubblico: pertanto, nel caso di presentazione contenente indicazioni difformi dalla realtà scattano gli estremi del reato di falsità ideologica in atto pubblico poiché essa contiene autocertificazioni che, a monte, obbligano il privato a dichiarare il vero.

 

 

La vicenda

Alla morte di una signora, alcuni “aspiranti” eredi tirano fuori un testamento che, successivamente, viene dichiarato falso. Il testamento taroccato, nel frattempo, veniva pubblicato dal notaio e, a fronte delle due disposizioni, veniva presentata all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di successione.

Subito scattava la denuncia, da parte degli effettivi eredi, per falsità materiale connessa alla creazione testamento fittizio e per il falso ideologico in atto pubblico conseguente all’atto dichiarato al fisco.

 

 

Il testamento falso è reato

Dichiarare all’Agenzia delle Entrate un testamento falso, presentando quindi una non corretta dichiarazione di successione, costituisce – a detta della Cassazione – reato di falso ideologico in atto pubblico. È vero, infatti, che la dichiarazione di successione viene di fatto compilata dal privato e non dal pubblico ufficiale (il dipendente dell’Agenzia delle Entrate), al quale è solo presentata e che ne prende atto, registrandola. Tuttavia, la natura della dichiarazione di successione è indubbiamente pubblica poiché essa contiene autocertificazioni (sulla qualità di erede, innanzitutto). Pertanto il dichiarante ha l’obbligo, nel presentare tale documento, di affermare il vero. Pertanto, il fatto che la dichiarazione di successione sia materialmente compilata dal privato non può certamente privare d’importanza il vero momento topico, coincidente con la presentazione della stessa all’Agenzia delle Entrate.

 

La sentenza ci dovrebbe portare a riflettere sulle conseguenze che possono derivare dal gesto – a volte meccanico – di presentare atti o documenti alla pubblica amministrazione: in verità, per quanto la dichiarazione sia del cittadino, essa assume rilievo pubblico proprio per via della consegna al pubblico ufficiale. E, quindi, in caso di difformità dal vero, facile sarebbe l’incriminazione per falso ideologico in atto pubblico. Una situazione tutt’altro che rara, purtroppo, quando si ha a che fare con i testamenti


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 11 novembre 2015 – 27 aprile 2016, n. 17206
Presidente Vessichelli – Relatore Pezzullo

Ritenuto in fatto

1. Con sentenza emessa in data 7.11.2014 la Corte d’Appello di Perugia, in parziale riforma della sentenza emessa in data.28-5-2013 dal G.u.p. del locale Tribunale nei confronti di S.D. e S.G. , dichiarava la nullità della sentenza impugnata, relativamente alla condanna per il capo b), essendo ravvisabile il fatto diverso della truffa maturata attraverso l’esibizione del falso testamento e il successivo prelievo del saldo dal conto corrente, per la quale ordinava restituirsi gli atti al P.M.; ripristinata quanto al capo a) l’originaria qualificazione del fatto, riduceva, con le concesse attenuanti generiche equivalenti, la pena agli appellanti per i residui reati, unificati ex art. 81 c.p., a mesi otto di reclusione ciascuno, confermando nel resto la prima sentenza, comprese le statuizioni civili.
1.1. Gli imputati, in particolare, sono stati ritenuti responsabili del delitto al capo a), di cui agli artt. 110, 485, 491, 61 n. 2 e 7 c.p., perché, in concorso tra loro, al fine di procurarsi un ingiusto profitto e di commettere il reato di cui sub b), formavano falsamente un testamento olografo a firma di S.A. , datato 19.10.2007 che facevano

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[1] Cass. sent. n. 17206/16 del 27.04.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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