Contributo unificato tributario: legittimo il calcolo sui singoli atti impugnati
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28 Apr 2016
 
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Maria Monteleone
 


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Contributo unificato tributario: legittimo il calcolo sui singoli atti impugnati

La Corte Costituzionale ritiene legittimo il calcolo del contributo unificato tributario sul valore dei singoli atti impugnati e non sul valore complessivo della lite.

 

In caso di ricorso cumulativo dinanzi alla Commissione tributaria, il calcolo del contributo unificato deve essere effettuato non sul valore complessivo della lite bensì sul valore dei singoli atti impugnati.

 

Più precisamente, nel processo tributario, a differenza di quanto accade in quello civile, il contributo unificato non è calcolato sul valore complessivo bensì sugli importi dei singoli atti impugnati: ciò vuol dire che l’importo da pagare a titolo di contributo per l’iscrizione a ruolo del ricorso è dato dalla somma dei contributi unificati calcolati per ogni atto.

 

Tale modalità di calcolo è stata introdotta dalla Legge di stabilità 2014 [1] e recentemente la Corte Costituzionale [2] ne ha confermato la piena legittimità.

 

Il Giudice delle leggi, pronunciatosi sulla questione di costituzionalità sollevata dalla Commissione Tributaria di Campobasso, ha ritenuto che, nel processo tributario, la determinazione valore della lite per ciascun atto impugnato (anche in appello) è pienamente legittima e non viola i principi di uguaglianza, irragionevolezza e capacità contributiva né il diritto di difesa del contribuente.

 

L’ipotesi del ricorso cumulativo tributario è molto più frequente di quanto si possa pensare. È il caso, per esempio, dell’impugnazione di un avviso di accertamento basato su più cartelle esattoriali e, in generale, dell’impugnazione di un provvedimento tributario unitamente agli atti presupposti contestati nel merito. Per legge, occorrerà calcolare il contributo unificato sul valore di ogni atto impugnato (per esempio per ogni cartella sottesa all’avviso) e sommare tutti i contributi così ottenuti.

 

Si ricorda che il contributo unificato si individua facendo riferimento all’importo del tributo indicato nell’atto impugnato al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate.

 

Se l’atto ha ad oggetto solo sanzioni, il valore è dato dalla somma di queste.

 

Gli importi del contributo unificato sono i seguenti:

 

– fino a € 2.582,28: € 30,00;

 

– da € 2.582,29 a € 5.000,00: € 60,00;

 

– da € 5.000,01 a € 25.000,00: € 120,00;

 

– da € 25.000,01 a € 75.000,00: € 250,00;

 

– da € 75.000,01 a € 200.000,00: € 500,00;

 

– oltre € 200.000,01: € 1.500,00.


La sentenza

Corte Costituzionale – sentenza del 07/04/2016 n. 78

 

1.- La Commissione tributaria provinciale di Campobasso, con ordinanza del 7 maggio 2015, ha sollevato questione di legittimità costituzionale delcomma 3-bis dell’art. 14 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia – Testo A), d’ora in avanti TUSG, nella parte modificata dell’art. 1, comma 598, lettera a), della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2014), per violazione degli artt. 3, 53, 24, 113 e117, primo comma, della Costituzione, in relazione agli artt. 6 e 13 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva con legge 4 agosto 1955, n. 848.

 

Riferisce il rimettente che la società Ges.A.C. srl. in liquidazione ha proposto ricorso contro due inviti bonari di pagamento notificati dalla direttrice della segreteria della medesima Commissione tributaria con i quali, rilevato l’insufficiente versamento dei contributi unificati effettuato dalla società in relazione a due

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[1] Art. 14, comma 3-bis, del DPR. n. 115 del 2002 (nel testo modificato dall’art. 1, comma 598, della legge n. 147 del 2013).

[2] Corte Cost. sent. n. 78 del 7.4.16.

 


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