La borsa di studio va dichiarata nel 730?
Lo sai che?
29 Mag 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

La borsa di studio va dichiarata nel 730?

Borse di studio ed assegni assimilati percepiti dallo studente: devono essere inseriti nella dichiarazione dei redditi?

 

Le borse di studio sono considerate dal Tuir (il testo unico delle imposte sui redditi), normalmente, come un reddito assimilato a quello da lavoro dipendente. Gli importi percepiti a tale titolo dagli studenti, quindi, devono essere inseriti nella dichiarazione dei redditi (730 o modello Unico): vi sono delle tipologie di borse di studio, però, che sono considerate esenti da imposizione e non devono essere dunque dichiarate.

Vediamo, in questo breve vademecum, quali sono le borse di studio esenti da imposizione, come devono essere inserite nella dichiarazione dei redditi quelle assoggettate all’Irpef e le particolarità nella compilazione del 730/2016.

 

 

Borse di studio esenti

Chiariamo, in primo luogo, quali sono le borse di studio che non vanno inserite nel 730 in quanto esenti da tassazione:

 

– borse erogate dalle Regioni e dalle Province autonome;

– borse per le scuole universitarie di specializzazione e per le facoltà di Medicina e Chirurgia;

– borse erogate per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

 

Non è possibile estendere l’esenzione per analogia, cioè considerare come redditi esenti da tassazione delle erogazioni simili a quelle elencate: le norme sulle agevolazioni fiscali, difatti, non sono suscettibili di interpretazione analogica, dunque gli assegni e le borse non menzionati esplicitamente come esonerati dall’imposizione sono tassati.

 

 

Borse di studio e assegni imponibili

Come accennato, borse di studio e assegni assimilati non esenti per legge sono tutti imponibili, alla pari dei redditi da lavoro dipendente. Valgono dunque le stesse detrazioni previste per il reddito da lavoro dipendente (si veda, a tal proposito, la nostra guida: 730, detrazioni per reddito da lavoro dipendente e di pensione).

 

 

Borsa di studio e cud

Se chi eroga la borsa di studio è un sostituto d’imposta, questi è tenuto ad effettuare le ritenute sul reddito e a rilasciare la certificazione unica CU 2016. Pertanto, gli importi imponibili e le ritenute risulteranno caricati nel 730 precompilato, in quanto dovevano essere comunicati entro il 7 marzo 2016.

 

 

Borsa di studio: come compilare il 730

Precisamente, gli importi erogati a titolo di borsa di studio o assegni assimilati si trovano precaricati all’interno del quadro C del modello 730 precompilato:

 

– alla sezione I, risulterà compilato il rigo C1, con indicato:

 

  • in colonna 1, il codice 2 per la tipologia di reddito;
  • in colonna 2 il codice 2- tempo determinato;
  • in colonna 3, il reddito corrisposto;
  • risulterà anche compilato il rigo C5, con, in colonna 1, il numero dei giorni per cui spetta la detrazione (sono indicati i giorni dedicati allo studio, anche se relativo ad anni precedenti, per cui è stata erogata la borsa); in particolare, se la borsa è riconosciuta per il rendimento, la detrazione spetta per l’intero anno; se è stata riconosciuta per la frequenza di un corso, spetta in riferimento al periodo di frequenza;

 

– nelle sezioni III e IV del quadro C, sono indicate le ritenute effettuate certificate.

 

Se chi eroga la borsa di studio non è sostituto d’imposta e la borsa non è esente, tali quadri devono essere compilati autonomamente dal dipendente, nella maniera esposta, sia che si tratti di 730 precompilato, che in questo caso va integrato, sia di 730 ordinario.

Se il soggetto che riconosce la borsa di studio non ha sede in Italia, lo Stato estero in cui il contribuente soggiorna può tassare il reddito, che deve essere comunque dichiarato in Italia; viene però riconosciuto il credito d’imposta per i tributi pagati all’estero, per evitare la doppia imposizione.


 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti