Che cos’è il legato in conto di legittima
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29 Apr 2016
 
L'autore
Marco Borriello
 


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Che cos’è il legato in conto di legittima

Testamento e disposizioni testamentarie. Il legato in violazione della quota di legittima: cos’è, come rinunciare, come agire in riduzione? Quando non è possibile la rinuncia.

 

Nel nostro ordinamento giuridico non è ammessa la diseredazione. Anzi, è obbligatorio destinare una parte del proprio patrimonio ai figli ed al coniuge superstite. Essi, tecnicamente definiti eredi legittimari, hanno quindi diritto ad un quota di eredità, che non gli può essere negata neanche per testamento.

Tuttavia, colui che vuole esprimere le ultime volontà, indirizzando la destinazione del proprio patrimonio mediante un testamento, può almeno liberamente stabilire che:

 

– un parte dello stesso vada a chiunque egli decida (detta quota disponibile, la cui entità varia da caso a caso);

– prevedere un legato in conto di legittima.

 

Che cos’è? Come la legge lo disciplina e soprattutto, con questa particolare disposizione testamentaria, può il genitore impedire ogni azione contro gli altri eredi legittimari?

Andiamo per ordine.

 

Che cos’è il legato in conto di legittima?

Esso è specificatamente previsto e disciplinato dalla legge [1]. Si tratta di una disposizione testamentaria, mediante la quale si attribuiscono uno o più beni ad uno degli eredi legittimari, in conto di legittima.

 

Si può fare un esempio pratico per spiegare meglio l’istituto: un genitore, con due figli è proprietario di due appartamenti in città ed una monocamera al mare. Egli, inoltre detiene i propri risparmi in banca. Ebbene decide, per testamento, di destinare ad uno di essi a titolo di legato ed in conto di legittima, solo la monocamera al mare.

 

Appare evidente nell’esempio riportato, che il figlio, oggetto del legato, abbia avuto meno di quanto potesse spettargli per legge, tuttavia se non rinuncia alla descritta disposizione testamentaria, decidendo di non opporsi ad essa, egli non potrà successivamente chiedere agli altri eredi il ripristino della proprio quota di eredità. Inoltre, tecnicamente, se non rinuncia al legato, non potrà essere qualificato come erede del proprio genitore.

 

Ricapitolando colui che riceve un legato in conto di legittima, se non rinuncia:

 

1) non diventa erede e quindi non eredità anche i debiti del defunto;

2) anche se il valore del legato non corrisponde alla quota di eredità dovutagli per legge, non può chiederne l’integrazione, mediante l’azione di riduzione.

 

Come posso rinunciare al legato in conto di legittima?

La legge non stabilisce quale forma adottare, ma se il legato ha per oggetto un bene immobile, è necessario rispettare la forma scritta. Anche un atto di citazione, contenente la rinuncia al legato ed indirizzato alle controparti per esercitare l’azione di riduzione delle disposizioni testamentarie lesive della quota di legittima, è sufficiente allo scopo.

La rinuncia al legato avente ad oggetto un immobile deve essere trascritta [2].

 

Se rinuncio al legato in conto di legittima, come posso ottenere la quota di eredità dovutami per legge?

Il primo passo è sicuramente quello di rinunciare al legato e per iscritto: una raccomandata, indirizzata, solo per opportuna conoscenza agli altri eredi, è più che sufficiente. Ovviamente, manifestate all’interno della stessa anche la vostra intenzione di ottenere la quota ereditaria di legge. Se all’esito della lettera non ricevete alcun riscontro dai destinatari, dovete avviare un tentativo obbligatorio di mediazione, prima di ogni azione giudiziaria.

È necessario pertanto, rivolgersi ad un legale, la cui nomina sarebbe opportuna sin da subito.

Se anche il tentativo di mediazione non va a buon fine, non vi resta che agire per la riduzione delle disposizioni testamentarie, citando in giudizio gli altri eredi. Con questa causa raggiungerete, salvo complicazioni, il vostro scopo.

 

Ho ricevuto una piccola proprietà, come legato in conto di legittima. L’ho fittata, ma poi ho deciso di rinunciare al legato ed agire in riduzione: posso farlo ?

Assolutamente no. In questo caso, appare evidente che avete avuto un comportamento inequivocabilmente espressione della volontà di conservare il legato. In virtù di ciò, non vi è consentito rinunciare successivamente e quindi agire in riduzione [3].


Autore immagine: Pixabay.com

 


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