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Lo sai che? Pubblicato il 1 maggio 2016

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Lo sai che? Multe: se arriva la cartella di pagamento, non è più impugnabile

> Lo sai che? Pubblicato il 1 maggio 2016

La contravvenzione per una violazione del codice della strada non può essere contestata dal giudice impugnando la cartella di pagamento di Equitalia.

Un errore in cui cadono molti automobilisti è quello di ritenere impugnabile la multa nel momento in cui ormai arriva la cartella di pagamento per la riscossione dell’importo. Il caso più frequente è quello di chi ritiene di non dover pagare in quanto non proprietario o conducente del mezzo contravvenzionato. In realtà, c’è ben poco ormai da fare una volta che arrivi l’esattore ed, anche ricorrendo al giudice di pace, quest’ultimo non potrà annullare l’atto di Equitalia: dunque all’automobilista non resta che pagare la somma, rischiando, in caso contrario, un pignoramento.

Difatti, come ormai giurisprudenza consolidata conferma [1], per opporsi alla multa bisogna rispettare il termine di 30 giorni dalla sua notifica. Così, una volta arrivata la cartella di pagamento, non si potranno più sollevare le contestazioni che, invece, dovevano essere fatte entro il termine precedente. La Cassazione, in particolare, ricorda che, in caso di opposizione alla cartella esattoriale, il destinatario della notifica può soltanto dedurre fatti che abbiano fatto venir meno il diritto di Equitalia a pretendere il pagamento, fatti però che siano avvenuti successivamente alla formazione della cartella stessa, come ad esempio l’avvenuto pagamento dell’importo, la prescrizione del diritto alla riscossione. Si potrebbe, tutt’al più, contestare la cartella eccependo di non aver mai ricevuto la notifica della contravvenzione, il che renderebbe nullo tutto il procedimento.

Non si possono invece sollevare eccezioni relative all’accertamento effettuato dai vigili o dalla polizia, compresa quella di non essere proprietario, possessore, conducente del mezzo in questione.

Se chi riceve la cartella di pagamento non è il proprietario dell’automobile multata può far difendersi solo contestando l’eventuale mancata notifica del verbale iniziale, sostenendo che quest’ultimo non gli è mai stato recapitato. Invece, se la contravvenzione gli è stata a suo tempo consegnata correttamente e il destinatario, pur sapendo di non essere tenuto a pagare, non ha fatto nulla per contestarla, non potrà più impugnare la successiva cartella di pagamento.

note

[1] Cass. sent. n. 7829/2015

Cassazione civile, sez. VI, 17/04/2015, (ud. 17/12/2014, dep.17/04/2015),  n. 7829

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La signora C. impugna la sentenza del Tribunale di Salerno, che ha rigettato il suo appello avverso la sentenza n. 237/07 del Giudice di Pace di Salerno, che, a sua volta, aveva rigettato la sua opposizione L. n. 689 del 1981, ex art. 22 avverso la cartella esattoriale n. (OMISSIS), per l’importo di Euro 243,90, emessa dalla ETR. spa a seguito della iscrizione a ruolo dell’importo maturato in forza del verbale di contestazione di violazioni al codice della strada n. (OMISSIS), regolarmente notificato.

La ricorrente chiarisce che il verbale riguardava un divieto di sosta contestato per un ciclomotore targato (OMISSIS), di cui non era mai stata proprietaria, nè possessore, nè conducente. L’opposizione era stata fondata su tale motivo, mentre non era stata contestata l’avvenuta regolare notifica del verbale in questione.

Il giudice di pace rigettava il ricorso, posto che l’intervenuta regolare notifica del verbale rendeva inammissibile ed improcedibile l’opposizione L. n. 689 del 1981, ex art. 22 proposta oltre il termine dei sessanta giorni.

Parimenti il giudice dell’appello rigettava l’impugnazione, osservando che l’appellante, che non aveva eccepito di non aver mai ricevuto la notifica del verbale di accertamento, non poteva più sollevare le questioni che avrebbe potuto dedurre con la tempestiva impugnazione del verbale.

La ricorrente articola un unico motivo. Resiste con controricorso la parte intimata.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con l’unico motivo di ricorso si deduce art. 360 c.p.c., n. 3 – violazione e falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, art. 2 e del D.Lgs. n. 285 del 1992, artt. 201 e 196, art. 360 c.p.c., n. 5 omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa la nullità del verbale di infrazione notificato a persona diversa dal proprietario.

Secondo parte ricorrente, deve ritenersi nullo il verbale notificato a persona che dimostri di non essere proprietario, nè possessore nè conducente del veicolo nei confronti del quale è stata rilevata l’infrazione. Ciò in violazione delle norme di cui all’art. 201 e 196 C.d.S.. La nullità del verbale si riverbera sulla cartella.

L’amministrazione avrebbe dovuto verificare la correttezza del suo operato. Il cittadino non deve sostenere i costi per impugnare un atto che non può essere posto a base di un’azione esecutiva, risultando sotto tale profilo anche carente di interesse.

Il ricorso è infondato e va rigettato.

2.1 – E principio ormai consolidato e condiviso da questo Collegio che le eccezioni relative all’accertamento effettuato, compresa quella di non essere proprietario, possessore, conducente del mezzo in questione, dovevano (e potevano) essere sollevate sia in via amministrativa che, se necessario, con l’impugnazione del verbale nel termine di legge. La C. non doveva, quindi, attendere la notifica della cartella, rispetto alla quale, è possibile dedurre soltanto fatti estintivi o impeditivi sopravvenuti alla formazione del titolo esecutivo, come il pagamento, la prescrizione ect., salvo il caso, nemmeno dedotto in questa sede, della mancata notifica dell’atto presupposto (appunto il verbale), potendo in tal caso essere recuperata la relativa tutela. La ricorrente non ha impugnato il verbale, regolarmente notificatole, nel termine di legge.

Le decisioni dei giudici di merito sono, quindi, corrette.

Le spese seguono la soccombenza.

PQM

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso. Condanna la parte ricorrente alle spese di giudizio, liquidate in 500,00 (cinquecento) Euro per compensi e 100,00 (cento) Euro per spese, oltre accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 17 dicembre 2014.

Depositato in Cancelleria il 17 aprile 2015

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