Il Taser o dissuasore elettrico è legale in Italia?
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1 Mag 2016
 
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Il Taser o dissuasore elettrico è legale in Italia?

Il dissuasore o taser è un’arma in uso alla polizia statunitense che genera una scossa elettrica per rendere inoffensiva la vittima e immobilizzarla: la sua forma ricorda quella di una pistola.

 

Lo conosciamo perché lo abbiamo visto in numerosi film o video americani: il taser altro non è che la pistola elettrica che genera scosse capaci di stordire e immobilizzare una persona o un animale; non è lesiva perché non ferisce, né uccide, anche se Amnesty ha denunciato che tale apparecchio avrebbe provocato, dal 2001 ad oggi, ben 864 morti (i decessi sono legati, generalmente, a soggetti che presentano patologie cardiache o respiratorie).

 

In Italia l’utilizzo del taser non è ancora consentito né ai privati (perché equiparato a un’arma), né alle forze di polizia (sebbene sia stato approvato, nel 2014, un emendamento volto ad avviarne la sperimentazione da parte dei reparti mobili).

Chi dovesse essere trovato in possesso di un dissuasore elettrico, dunque, verrebbe denunciato per porto abusivo d’arma.

 

Resta ferma la possibilità, in caso di pericolo grave e imminente alla propria incolumità fisica, di utilizzare qualsiasi strumento, ivi compreso il taser, ai fini di una legittima difesa, sebbene poi l’utilizzatore dovrebbe dimostrare per quale ragione si trovasse in possesso di un oggetto illegale. L’utilizzo per legittima difesa fa però sì che il possessore non debba anche rispondere del reato di lesioni personali nei confronti della vittima.

 

In ogni caso, per tagliare la testa al toro, non esistono al momento, in Italia, produttori di taser. Questo oggetto viene fabbricato prevalentemente negli Stati Uniti.

 

Il nome taser è, in realtà, un acronimo e sta per “Thomas A Swifts Eletronic Rifle” ossia “il fucile elettronico di Thomas” che era il protagonista di uno storico fumetto di fantascienza.

 

Il taser è costituito da una sorta di pistola che, invece di lanciare proiettili, invia scosse elettriche capaci di immobilizzare la vittima (il recupero della mobilità, tuttavia, è quasi immediato). In particolare, dalla pistola partono due piccole sonde simili a comuni freccette attaccate a un filo che trasmettono un segnale elettrico non appena entrano in contatto con il corpo. Non è necessario che il taser sfiori il corpo della vittima, potendo funzionare anche a una distanza di 10 metri, senza così avvicinarsi troppo al bersaglio e rischiare di essere aggrediti.

 

Al posto del taser, in Italia è lecito l’utilizzo dello spray irritante al peperoncino, purché rientri tra i modelli approvati dal ministero con decreto del 2011 [1] e, comunque, utilizzato sempre per scopi di legittima difesa. Se la bomboletta non dovesse corrispondere agli standard ministeriali costituirebbe anch’essa un’arma impropria e costerebbe un’incriminazione per il possessore.


[1] DM n. 103/2011.

 


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