Marco Battaglia
Marco Battaglia
30 Apr 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Gelati per cani: etichettatura e cenni di nutrizione

Il gelato per cani usato come snack dovrebbe essere correttamente etichettato per aiutare il consumatore a non commettere errori nell’alimentazione del proprio animale.

 

In alcune gelaterie artigianali e in negozi per animali domestici si sta diffondendo l’abitudine ad acquistare gelati per cani. Cerchiamo tramite l’etichettatura di non fare confusione tra alimento per umani adattato ad un cane ed un vero e proprio alimento per cane.

 

Gli alimenti per animali da compagnia ricadono nella normativa igienica del settore mangimistico [1] e la loro produzione e commercializzazione deve seguire le regole di questo comparto alimentare. Anche l’etichettatura segue una norma specifica [2], diversa e indipendente da quella per il settore dell’alimentazione umana [3].

 

Pur se la vendita al dettaglio di un alimento per animali da compagnia (petfood) potrebbe essere effettuata senza alcuna autorizzazione sanitaria (quindi anche in una gelateria o ferramenta), questo deve essere etichettato a norma di legge [2]. Anche un prodotto venduto sfuso (come un gelato per cani da banco) deve essere corredato da etichettatura chiaramente visibile. Inoltre, la normativa disciplina ogni canale comunicativo del prodotto (pubblicità cartacea, online, video o su altro media).

 

Come riconoscere un’etichetta di alimento per animali da una per umani?

 

L’etichetta di un mangime e di un petfood deve riportare la chiara denominazione del tipo di alimento e l’animale per il quale è destinato. Nel caso degli animali da compagnia le tipologie possono essere: alimento completo o alimento complementare. Il primo è un alimento che da solo apporta tutti i nutrienti necessari per una corretta alimentazione quotidiana; il secondo invece è da usare come snack, premio o integrazione. Ad esempio un sacchetto di crocchette per cani riporta la dicitura “Alimento completo per cane”, una pasta per la prevenzione dei boli di pelo per gatto riporta “alimento complementare per gatto”. Un gelato per cani dovrebbe riportare “alimento complementare per cane”.

 

Altro importante aspetto per la chiara identificazione di un prodotto per animali da compagnia è il numero di riconoscimento o la registrazione dello stabilimento di produzione secondo le norme igieniche del settore mangimistico [1]. Quindi l’etichetta deve ad esempio riportare:

 

“Prodotto nello stabilimento riconosciuto con n. aIT9999RM ai sensi del reg. CE 183/2005”

 

oppure

 

“Prodotto nello stabilimento registrato ai sensi del reg. CE 183/2005”.

 

In entrambi i casi si è dinanzi ad un operatore del settore mangimistico, tenuto a rispettarne le specifiche leggi.

 

Una piccola precisazione sui nomi mangime e alimento. Con la normativa europea sull’etichettatura [2], nel caso degli animali da compagnia è stata data la possibilità di usare il termine alimento al posto di mangime. La norma è attiva da poco più di 5 anni ed ormai è prassi comune identificare come alimento i prodotti per animali da compagnia (petfood), e come mangime quelli per animali da reddito (feed). Il produttore è comunque libero di scrivere mangime anche nel caso di petfood.

 

Riconoscere la corretta autorizzazione non è tutto. Attenzione alle temperature, un alimento freddo come il gelato non è salutare per il cane. Se proprio volete dare un gelato per cani al vostro amico, scegliete un prodotto con almeno il 10% di proteina grezza (la cui indicazione è obbligatoria insieme ad altri parametri analitici come grassi e fibra). Infine, senza alcun dubbio il gelato per gli esseri umani non è idoneo per l’alimentazione di un cane.


[1] Reg. CE n. 183/2005.

[2] Reg. CE n. 767/2009.

[3] Reg. UE n. 1169/2011.

 


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