Cambia il recupero crediti delle banche: tempi più veloci
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1 Mag 2016
 
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Cambia il recupero crediti delle banche: tempi più veloci

Nasce il registro digitale dei pignoramenti e dei fallimenti; ridotto il termine per proporre opposizione agli atti esecutivi; decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi.

 

Con il decreto legge approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri cambiano le norme sul recupero crediti relativo agli importi dovuti, da privati e imprese, alle banche. Con il pacchetto delle nuove misure, il Governo mira ad assicurare tempi più rapidi e procedure più snelle, al fine di consentire agli istituti di credito di rientrare, nel più breve tempo possibile, nelle numerose sofferenze accumulate in tutti questi anni per via della crisi economica e per la conseguente difficoltà, dei correntisti, a restituire le somme ottenute in prestito. Nel testo trovano posto anche alcune, limitate, norme che dovrebbero favorire un più rapido recupero dei crediti. Secondo il premier Matteo Renzi l’abbattimento dovrebbe essere drastico, passando a 6-8 mesi. Le nuove misure approvate dal Governo possono essere sintetizzate in cinque punti.

 

 

Tempi ridotti per le opposizioni

La prima delle misure è la riduzione del tempo, concesso al debitore, per proporre opposizione agli atti dell’esecuzione forzata notificato dalla banca, tempo che attualmente è fissato, dal codice di procedura civile, in 20 giorni (un termine, invero, già abbastanza ridotto che spesso obbliga il legale a improntare opposizioni molto sommarie e generiche). Si tratta delle opposizioni aventi ad oggetto irregolarità formali (per quelle sostanziali, invece, non esistono termini per l’opposizione).

 

 

Decreti ingiuntivi

Viene poi disposto che tutti i decreti ingiuntivi notificati dalle banche siano provvisoriamente esecutivi, almeno per le somme non contestate, anche in presenza di un’opposizione del debitore. Questo significa che all’istituto di credito basterà notificare il provvedimento di ingiunzione per procedere direttamente all’esecuzione forzata nei confronti del debitore, anche se questi si è rivolto al tribunale per contestare il credito.

 

 

Esecuzioni forzate e aste

In sede di vendita forzata della casa pignorata, sarà possibile per la banca partecipare alla procedura e, una volta resasi assegnataria dell’immobile, procedere alla cessione a un soggetto terzo, ma controllato dalla banca stessa. In questo modo l’istituto di credito potrà partecipare alle aste acquisendo gli immobili attraverso società immobiliari, appartenenti allo stesso gruppo, che poi procederanno alla rivendita sul mercato. Via libera, dunque, a società veicolo che dovrebbero gestire il bene per poi cederlo a tempo debito e a migliori condizioni, evitando il parcheggio dei beni nel patrimonio dell’istituto di credito e favorendone la circolazione.

 

 

Registri dei debitori

Viene istituito un Registro delle procedure esecutive (ossia dei pignoramenti immobiliari) e concorsuali (ossia dei fallimenti, di concordato preventivo, di liquidazione coatta amministrativa, di omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti e di amministrazione straordinaria).

I registri saranno interamente digitalizzati e in essi confluiranno tutte le informazioni e i documenti sulle procedure di espropriazione forzata derivanti da crediti delle banche.

 

 

Fallimenti

Arrivano anche modifiche alla Legge fallimentare. Sarà possibile lo svolgimento in via digitale delle udienze e dell’assemblea dei creditori. Nella prospettiva della riduzione della durata delle procedure va anche la previsione che rende più stringente la revoca del curatore che si rende “colpevole” del mancato rispetto dei termini fissati dalla Legge.


 


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Commenti
2 Mag 2016 Pasqualino Favilla

Questa è un’ altra legge che il governo Renzi fa a favore delle Banche. Non vi sembra che ne ha già fatte troppe? Mi chiedo che rapporti ci sono tra questo governo e le banche? Non basta averla presa nel di dietro da alcune banche che si sono presi i risparmi dei cittadini (non politici) senza più essere risarciti.
BANCHE E GOVERNO SONO CULO E CAMICIA. Un consiglio a tutti, non lasciate più neanche un’ euro in banca, ritirate quello che avete prima che se le magnano di nuovo. Le banche devono ritornare ad essere come prima, quando erano loro ad andare a cercare i clienti.

 
2 Mag 2016 bianca morellini

hai perfettamente ragione

 
2 Lug 2016 ENRICO MARIA UBERTINI

QUESTO GOVERNO HA SICURAMENTE INTERESSI DA CONDIVIDERE CON LE BANCHE . PERCHE’ NON SI PREOCCUPA DEI CREDITI DEGLI ARTIGIANI E COMMERCIANTI ? PERCHE’ NON
REGOLA I TASSI D’USURA ?

 
9 Set 2016 fabiola lucareli

Ogni cambiamento introdotto, dagli istituti di credito, comunicato attraverso semplici lettere comporta sempre e comunque disagi a sfavore di chi necessita dei loro servizi.
servizi…? parola grossa. spesso approssimativi, spesso errori di vera e propria matematica, sempre pronti a coprire gli errori gli uni e degli altri.
E’ davvero raro incontrare direttore, o responsabili che nell’esercizio delle loro funzioni utilizzano le loro capacità facendo non solo l’interesse della banche ma anche del cliente. piuttosto ti aiutano a bloccarti che non a non incorrere in problematiche lunghe da risolvere. facendo passare tale modus operandi in un modo di aiutare l’azienda.
cosa certa ed inequivocabile che il governo abbia interessi più che personali nella gestione dei rapporti con le banche lo si vede ogni giorno…nelle pratiche di ogni giorno.