Multa al semaforo: la contestazione immediata non è necessaria
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2 Mag 2016
 
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Multa al semaforo: la contestazione immediata non è necessaria

Photored: la presenza della polizia vicino all’apparecchio elettronico che scatta la fotografia alla targa dell’auto mentre passa col rosso non è necessaria.

 

Per la validità della multa al passaggio col rosso è sufficiente la semplice fotografia scattata dalla telecamera posta sul semaforo, non anche la presenza dell’agente di polizia e la contestazione immediata della violazione.

 

A dirlo è una sentenza di qualche giorno fa della Cassazione [1], che spezza gli entusiasmi generati da una pronuncia di segno contrario del Giudice di Pace di Lecce [2] con la quale, invece, era stata dichiarata nulla la contravvenzione rilevata dal photored (anche detto T-Red) proprio per via della mancanza della municipale nelle adiacenze, a presidiare lo strumento di controllo elettronico.

 

La Corte, dunque, cambia opinione, non prima però di aver dato atto della precedente giurisprudenza [3] – evidentemente condivisa ancora da qualche giudice di primo grado – che, sino a poco tempo fa, riteneva insufficiente la semplice fotografia scattata dalla telecamera sul semaforo, senza la presenza dell’agente di polizia per consentire la verbalizzazione in sede di contestazione immediata: contestazione necessaria per consentire al conducente di poter addurre tutti gli elementi a propria discolpa e, quindi, esercitare il diritto alla difesa (ad esempio: presenza di una coda che gli avrebbe impedito di liberare prontamente l’incrocio).

 

Evidentemente, però, l’indirizzo è cambiato e ora, secondo una lettura più attenta del codice della strada che [5], sebbene non faccia riferimento espresso all’uso del photored, stabilisce che, in caso di attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa, “non è necessaria la presenza degli organi di polizia stradale, qualora l’accertamento avvenga mediante rilievo con dispositivi o apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico”. A condizione però che tali strumenti siano gestiti direttamente dagli organi di polizia stradale.

 

La Corte spende poi due parole in merito al requisito della taratura periodica dei photored. Si ricorderà che l’anno scorso, la Corte Costituzionale [6] aveva stabilito la necessità di taratura periodica di tutti gli autovelox utilizzati dalle pattuglie in modalità mobile e ciò per via delle possibili disfunzioni conseguenti allo spostamento da un luogo a un altro. Ebbene, quest’obbligo non vale – a detta sempre della Cassazione – per i photored in quanto non utilizzati per la rilevazione della velocità, ma solo per l’attraversamento col semaforo rosso.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, sentenza 26 gennaio – 27 aprile 2016, n. 8285
Presidente Manna – Relatore Correnti

Fatto e diritto

L.M. propone ricorso per cassazione contro il Comune di Lecce, che resiste con controricorso, avverso la sentenza del “Tribunale di Lecce del 29.10.2013, che ha respinto l’appello alla sentenza del GP di Lecce che aveva a sua volta respinto l’opposizione al verbale per violazione dell’art. 146 111 cds, inosservanza del segnale semaforico, con decurtazione di sci punti della patente. Il tribunale, pur premettendo che l’appello risultava fondato, lo ha poi respinto richiamando l’effetto devolutivo del gravame limitatamente alle sole doglianze proposte in secondo grado e non ai motivi di opposizione in primo grado e statuendo che le apparecchiature omologate non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla legge 273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale di taratura riferito a materia metrologica e richiamando che l’immagine fotografica prodotta evidenziava con immediata chiarezza il colore rosso della luce semaforica allatto del transito del veicolo.
Il ricorrente denunzia 1) illogicità e contraddittorietà della sentenza che parte dalla premessa della fondatezza per pervenire al rigetto; 2)

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[1] Cass. sent. n. 8285/2016 del 27.04.2016.

[2] G.d.P. Lecce, sent. n. 1809/2016 del 14.04.2016.

[3] Cass. sent. n. 8465/2006, n. 23301/2005.

[4] Cass. sent. n. 21605/2011, n. 2436/2011.

[5] Art. 201, comma 1-ter del cod. str.

[6] C. Cost. sent. n. 113/2015.

 


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