Niente beneficio fiscale prima casa in una zona di ville
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2 Mag 2016
 
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Niente beneficio fiscale prima casa in una zona di ville

Niente Iva al 4% o Imposta di registro al 2% per l’immobile sito in una zona destinata a costruzione di ville, anche se non ha i requisiti dell’abitazione di lusso.

 

Non spetta alcun bonus fiscale “prima casa” per l’immobile ubicato in una zona destinata alla costruzione di ville anche se esso non ha i requisiti di dell’abitazione di lusso. A chiarirlo è la Cassazione con una recente sentenza [1]. Secondo, infatti, la Corte, il beneficio fiscale sulla prima casa deve essere revocato al contribuente che acquista un immobile in una zona destinata alla costruzione di ville; non ha rilievo il presupposto che il contribuente abbia acquistato un immobile che non ha le caratteristiche di lusso.

 

 

Le agevolazioni sull’acquisto della prima casa

La legge prevede un’agevolazione fiscale per chi acquista la “prima casa”:

 

  • per gli acquisti da privati: l’imposta di registro è del 2%, mentre l’imposta ipotecaria e quella catastale sono di 200 euro;
  • per gli acquisti da soggetti IVA: l’IVA è al 4% mentre l’imposta ipotecaria e quella catastale sono di 100 euro.

 

Per ottenere l’agevolazione, il contribuente:

 

  • deve trasferire la propria residenza all’interno dell’immobile acquistato con i benefici fiscali prima del rogito o nei 18 mesi successivi;
  • non deve essere proprietario di altro immobile destinato ad abitazione, all’interno dello stesso Comune ove si trova quello che si intende acquistare;
  • non deve essere proprietario di altro immobile, destinato ad abitazione, all’interno dell’intero territorio nazionale, se acquistato con i benefici fiscali prima casa. Se, al contrario, egli ha già un altro immobile comprato con l’agevolazione in questione, ha un anno di tempo per cederlo.

 

 

La destinazione “a ville” della zona

Nel caso di destinazione a “ville” della zona (per come indicato nel piano regolatore comunale), è irrilevante la caratteristica di “villa” dell’abitazione per la quale si chiede il beneficio fiscale: infatti, la perdita dell’agevolazione consegue alla semplice inserzione dell’abitazione in “zona” destinata alla costruzione di “ville”.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 22 marzo – 27 aprile 2016, n. 8344
Presidente Chindemi – Relatore Bruschetta

Fatto

Con l’impugnata sentenza n. 92/14/10 depositata il 23 febbraio 2010 la Commissione Tributaria Regionale del Lazio, respinto l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate, confermava la decisione n. 79/02/09 della Commissione Tributaria Provinciale di Viterbo che aveva accolto il ricorso di L.N. e Z.G. avverso l’avviso di liquidazione n. art. (omissis) con il quale veniva revocato il beneficio cosiddetto “prima casa” previsto dall’art. 1, Nota II bis, Parte I, Tabella allegata al d.p.r. 26 aprile 1986 n. 131 in relazione all’acquisto di “una porzione di un villino familiare” in (…), avendo l’Ufficio ai sensi dell’art. 1 d.m. 2 agosto 1969 considerato l’abitazione di “lusso” in quanto compresa in una “zona” destinata alla costruzione di “ville”.
La CTR spiegava il rigetto dell’appello argomentando nel senso che “la definizione di destinazione della lottizzazione (omissis) intesa come realizzazione di ville, non corrispondeva assolutamente alla destinazione urbanistica risultante dalla Convenzione della lottizzazione e dal vigente piano regolatore del Comune di Sutri”, osservava difatti la CTR

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[1] Cass. sent. n. 8344/16 del 27.04.2016.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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