La prescrizione della cartella esattoriale per crediti Inail e Inps
Lo sai che?
2 Mag 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

La prescrizione della cartella esattoriale per crediti Inail e Inps

Il credito previdenziale si prescrive in cinque anni: pertanto il pignoramento, intrapreso in forza di una cartella di pagamento per crediti Inps e Inail ormai prescritti, è nullo.

 

Se Equitalia notifica un pignoramento in forza di crediti dell’Inps o dell’Inail che si riferiscono a somme dovute da più di cinque anni, il contribuente-debitore può proporre opposizione al tribunale ordinario (sezione lavoro) per far annullare l’esecuzione forzata, in quanto il credito è ormai prescritto. Lo ricorda una sentenza pubblicata pochi minuti fa dal Tribunale di Como [1].

 

I crediti previdenziali hanno una prescrizione di cinque anni, sempre che sia stata correttamente notificata la cartella di pagamento di Equitalia e che il contribuente non l’abbia opposta davanti al giudice (infatti, qualora sia intervenuta una sentenza di rigetto di un eventuale ricorso, la prescrizione sarebbe di 10 anni, perché tale è il termine di prescrizione delle sentenze di condanna [2]).

 

Inoltre è necessario che, nel corso dei cinque anni, Equitalia non abbia notificato atti interruttivi della prescrizione, come ad esempio un’intimazione di pagamento: questi ultimi, infatti, avrebbero l’effetto di far decorrere il termine di prescrizione nuovamente da capo a partire dal giorno successivo alla loro consegna al debitore.

Anche la Cassazione è ormai sulla linea di ritenere che, per i crediti Inps e Inail, si applichi la prescrizione breve dei cinque anni [3].

 

La questione, in passato, aveva sollevato numerosi dubbi e molti giudici (tra cui lo stesso tribunale di Como) avevano ritenuto che la prescrizione dovesse essere di 10 anni. Questo perché si riteneva, erroneamente, che la cartella di pagamento di Equitalia dovesse essere equiparata a una sentenza definitiva (in gergo tecnico “passata in giudicato”) per la quale la legge fissa la prescrizione a 10 anni.

L’orientamento sembra ormai superato: la cartella esattoriale viene invece assimilata non più a una sentenza, ma a un comune atto di precetto.

 

Via libera, pertanto, alla cancellazione dei debiti da Equitalia, per pagamenti di natura previdenziale dovuti all’Inps o all’Inail, nel più breve termine di cinque anni.

 

Di seguito il modello con l’eccezione da inserire nell’atto di ricorso

 


 

T R I B U N A L E   D I   …

Giudice dell’esecuzione – rito lavoro 

Ricorso in opposizione all’esecuzione ex art. 615, comma 2, c.p.c.

Per: sig. … , nato a … il … e residente in … , C.F.: …. rappresentato e difeso dall’avv…. con studio legale sito in … , indirizzo P.E.C.: … ed elettivamente domiciliato presso lo studio legale dell’Avv. … sito in .. come da procura a margine del presente atto;

(Opponente)

Contro: Equitalia Nord S.p.a. – Agente della riscossione per la provincia di …– Direzione e Coordinamento di Equitalia S.p.a. – socio unico, in persona del legale rappresentante p.t., con sede legale in Milano, viale dell’Innovazione n. 1/6;

(Opposta)

Premesso in fatto

……

Diritto

Illegittimità del pignoramento e inesistenza del credito per sopravvenuta prescrizione

Il pignoramento notificato all’opponente e al terzo è illegittimo in quanto si fonda su crediti ormai inesistenti a causa dell’intervenuta decorrenza dei termini di prescrizione previsti dalla legge. Più precisamente, i crediti oggetto della procedura esecutiva si sono prescritti successivamente alla notifica della cartella esattoriale, senza che vi siano stati atti interruttivi della prescrizione stessa, dato che, come affermato dalla stessa controparte, gli ultimi avvisi di mora sono stati notificati al ricorrente solo in data 00.00.0000.

Ebbene il vizio di prescrizione, quale causa di estinzione della pretesa creditoria, è idoneo a giustificare l’odierna opposizione – nonostante le cartelle esattoriali in esame non siano state mai opposte -, in quanto la prescrizione è fatto estintivo sopravvenuto alla notifica delle cartelle stesse (Cassazione civile, sez. II n. 9617 del 5.5.2014).

Premesso che le cartelle in oggetto sono relative a contributi I.V.S. e rate premio INAIL, oltre che le rispettive sanzioni, somme aggiuntive e interessi di mora, il termine previsto dalla legge per la prescrizione dei suddetti crediti è di 5 anni a decorrere dalla data di inadempimento/violazione, termine che, a seguito di iscrizione a ruolo e cartella esattoriale inizia nuovamente a decorrere dalla notifica della cartella.

Il suddetto termine è previsto dall’art. 3 c. 9 della L. 335/1995 che, notoriamente, ha introdotto il termine di quinquennale (in sostituzione di quello decennale) per i contributi relativi a periodi successivi alla data di entrata in vigore di detta legge e anche per quelli precedenti per i quali non siano stati compiuti validi atti interruttivi entro lo stesso termine.

Il testo della norma è il seguente: “Le contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria si prescrivono e non possono essere versate con il decorso dei termini di seguito indicati: a) dieci anni per le contribuzioni di pertinenza del Fondo pensioni lavoratori dipendenti e delle altre gestioni pensionistiche obbligatorie, compreso il contributo di   solidarietà   previsto dall’articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 29 marzo 1991, n. 103, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 giugno 1991, n. 166, ed esclusa ogni aliquota di contribuzione aggiuntiva non devoluta alle gestioni pensionistiche. A decorrere dal 1 gennaio 1996 tale termine è ridotto a cinque anni salvi i casi di denuncia del lavoratore o dei suoi superstiti; b) cinque anni per tutte le altre contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria.

La prescrizione quinquennale si applica tanto ai crediti previdenziali vantati dall’INPS quanto ai crediti INAIL, come chiarito dalla circolare INAIL n. 32 del 10.05.1996.

La conferma giurisprudenziale è insita in una recentissima sentenza della Suprema Corte (Cass. sent. n. 4338/2014) che ha ritenuto applicabile il termine di prescrizione quinquennale ai contributi previdenziali e assistenziali, anche successivamente alla notifica della cartella esattoriale.

A tal riguardo sempre la Suprema Corte con la nota pronuncia n. 12263 del 25/05/2007, ha escluso la prescrizione decennale delle cartelle esattoriali affermando che la prescrizione della cartella (e quindi del ruolo di cui essa è espressione) segue i termini previsti dalla legge per il singolo tributo intimato. “Partendo dalla premessa che l’ingiunzione fiscale, in quanto espressione del potere di auto accertamento e di autotutela della P.A., ha natura di atto amministrativo che cumula in sè le caratteristiche del titolo esecutivo e del precetto, ma è priva di attitudine ad acquistare efficacia di giudicato (sicché la decorrenza del termine per l’opposizione, pur determinando la decadenza dall’impugnazione, non produce effetti di ordine processuale, ma solo l’effetto sostanziale dell’irretrattabilità del credito), sussiste la conseguente inapplicabilità dell’art. 2953 cod. civ. ai fini della prescrizione”.

Dalla mancata opposizione delle cartelle esattoriali, discende l’effetto sostanziale dell’incontestabilità del credito, ma non gli effetti di natura processuale riservati ai provvedimenti giurisdizionali e, quindi, l’idoneità al giudicato. Necessario corollario è che l’azione esecutiva rivolta al recupero del credito contributivo non opposto ai sensi dell’art. 24 comma 5 del d.lgs. 46/99, è soggetta non al termine decennale di prescrizione dell’actio iudicati contemplato dall’art. 2953 c.c., bensì al termine proprio della riscossione dei contributi e, quindi, nel caso di specie, al termine quinquennale introdotto dalla legge 335/1995” (Trib. Catania, sez. lavoro, sent. n. 1702/2014).

Le conclusioni appena riportate devono ritenersi applicabili al caso di specie dal momento che le cartelle esattoriali su cui si fonda il pignoramento hanno ad oggetto contributi previdenziali e assistenziali risalenti agli anni 2000-2008. A riprova della caducazione della pretesa creditoria azionata da Equitalia, si indicano nel dettaglio le cartelle poste a fondamento della procedura esecutiva e il relativo termine di prescrizione quinquennale già decorso:

1) cartella n. 0XXXXX notificata il 00.00.0000 relativa a contributi I.V.S. e somme aggiuntive: i crediti e la cartella si sono prescritti il 00.00.0000;

2) cartella n. 0XXXXX notificata il 00.00.0000 relativa a contributi I.V.S. e somme aggiuntive: i crediti e la cartella si sono prescritti il 00.00.0000;

….

Quanto appena evidenziato palesa l’avvenuta caducazione dei crediti e cartelle poste alla base del pignoramento, costituendo quest’ultimo un atto illegittimo, infondato e privo di giustificazione, tale da ritenersi nullo.

Limiti di pignorabilità

Per mero tuziorismo difensivo, si evidenzia in ogni caso che l’azione esecutiva di Equitalia è illegittima in quanto, nel chiedere al terzo il pagamento diretto dell’importo intimato al debitore, non tiene conto dei limiti imposti dalla legge ai fini della pignorabilità di salari, stipendi, indennità e crediti attinenti al rapporto di lavoro. Difatti l’art. 72-ter del D.P.R. 602/1973 così prescrive: “Le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate dall’agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi fino a 2.500 euro e in misura pari ad un settimo per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro”. Pertanto, in ogni caso, la misura del pignoramento andrà ridimensionata alla luce dei nuovi limiti di pignorabilità fissati dalla recente riforma.

 


 


La sentenza

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE DI COMO

SEZIONE SECONDA

Il Tribunale, nella persona del giudice del lavoro Dott. Marco Mancini ha pronunciato, mediante lettura del dispositivo, la seguente

SENTENZA

nella causa N. 905/2015 R.G. promossa da:

M.D. con il patrocinio dell’avv. LITRICO SALVATORE e GRECO ANGELO con elezione di domicilio in COMO …

RICORRENTE

Contro

EQUITALIA NORD SPA – AGENTE DELLA RISCOSSIONE PER LA PROVINCIA DI COMO, con il patrocinio degli avv. ….

RESISTENTE

e contro

INAIL – ISTITUTO NAZIONALE PER L’ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO con il patrocinio dell’avv. …

RESISTENTE

contro

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE con il patrocinio dell’avv. …

RESISTENTE

contro

Banca SPA

RESISTENTE CONTUMACE

OGGETTO: Opposizione

Mostra tutto

[1] Trib. Como, sent. n. 53/2016 del 2.05.2016.

[2] Cass. sent. n. 4338/2014 del 24.02.2014.

[3] Cass. sent. n. 18145/2016 del 23.10.2012.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti