Equitalia: l’importo minimo per una cartella di pagamento
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2 Mag 2016
 
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Equitalia: l’importo minimo per una cartella di pagamento

Ho sbagliato a fare il versamento di una multa e ora il Comune mi chiede 20 euro di differenza: se non pago posso subire il fermo auto da parte di Equitalia?

 

Equitalia non può emettere cartelle di pagamento per somme inferiori a 30 euro: è quanto previsto da una legge del 2012 tutt’ora in vigore [1].

In particolare, la norma dispone quanto segue:

 

A decorrere dal 1° luglio 2012, non si procede all’accertamento, all’iscrizione a ruolo e alla riscossione dei crediti relativi ai tributi erariali, regionali e locali, qualora l’ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi, per ciascun credito, l’importo di euro 30, con riferimento ad ogni periodo d’imposta.

 

Tale limite non si applica quando il credito deriva da ripetuta violazione degli obblighi di versamento relativi ad un medesimo tributo.

 

Il limite è invece di 100 euro per la tassazione delle somme corrisposte a titolo di TFR ed indennità equipollenti o di prestazioni pensionistiche.

 

Pertanto, nel caso di debito per una somma di 20 euro, è da escludersi che, nell’anno in corso, il Comune possa iscrivere a ruolo l’importo, incaricando Equitalia per la sua riscossione. Ne consegue che neanche il fermo auto potrebbe essere applicato.

 

C’è tuttavia da dire che tale limite di 20 euro deve essere calcolato tenendo conto anche degli interessi dovuti: pertanto, se dopo qualche anno, il maturare di tali interessi è tale (come è facile che avvenga) da far lievitare il debito oltre i 20 euro, Equitalia potrà procedere alla riscossione con le vie tradizionali.


[1] Art. 3 c. 10 e 11 DL 16/2012 conv. in L. 44/2012.

 


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