Calcolo errato della pensione: nessuna restituzione all’Inps
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2 Mag 2016
 
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Calcolo errato della pensione: nessuna restituzione all’Inps

Inps: solo la mala fede del pensionato comporta l’obbligo di restituire gli importi maggiori percepiti.

 

Lettera dell’Inps al pensionato: “Ci dispiace, ma da un più attento esame della sua posizione, ci risulta che lei abbia percepito, a titolo di pensione, somme maggiori rispetto a quanto dovuto, per l’ammontare di euro… Pertanto La invitiamo a restituire gli importi percepiti indebitamente nel più breve tempo possibile”. Una comunicazione che, a molti pensionati, ha provocato preoccupazioni e notti insonni.

Ma è davvero possibile che, per un errore di calcolo dell’Inps ne debba rispondere il pensionato che, magari, nel frattempo, ha speso tutte le somme?

 

La risposta è no, ed a fornirla è la stessa Cassazione con una recente sentenza [1]. Il pensionato non deve restituire gli arretrati percepiti indebitamente, perché frutto di errori di calcolo, purché tali inesattezze non siano state determinate proprio dal suo comportamento in mala fede. Resta fermo che, per il futuro, l’Inps potrà rideterminare l’importo della pensione per quanto affettivamente spettante al pensionato.

 

Nella sentenza in commento, la Corte spiega infatti che le pensioni per la vecchiaia a carico dell’Inps possono essere, in ogni momento, rettificate in caso di errore di qualsiasi natura commesso in sede di attribuzione, erogazione o liquidazione della prestazione. Se però, in conseguenza del provvedimento modificato, il pensionato abbia percepito rate di pensione non dovute, non è tenuto a restituirle, salvo che l’indebita percezione sia dovuta a dolo dell’interessato stesso.

 

Non sussiste, comunque, più il limite dell’anno entro cui l’ente previdenziale può procedere alla rettifica e ripetere le prestazioni eseguite, né ha più rilevanza il tipo di errore a causa del quale le somme sono ripetibili. Di conseguenza, il diritto a non restituire le somme erogate “in più” ha ora portata generale, salvo l’unica eccezione per il caso di dolo dell’assicurato.

 

La regola appena descritta – che dà diritto al pensionato a trattenere le somme di pensione percepite a seguito di errori di calcolo – non si applica a tutte le somme erogate in forza di un provvedimento provvisorio. Infatti il provvedimento di attribuzione delle somme a titolo di pensione deve essere formale, definitivo e preventivamente comunicato al pensionato.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 9 febbraio – 29 aprile 2016, n. 8564
Presidente Napoletano – Relatore Doronzo

Svolgimento del processo

I. La corte d’appello di Perugia, con sentenza depositata il 27 agosto 2010, ha rigettato l’appello proposto da G.P. contro la sentenza resa dal Tribunale di Perugia, di rigetto della sua domanda volta ad ottenere la declaratoria di irripetibilità delle somme erroneamente liquidate e corrispostegli dall’INPS a titolo di pensione di anzianità.
2. La Corte ha posto a fondamento della sua decisione: a) l’irripetibilità delle somme, in quanto oggetto di provvedimento di liquidazione provvisoria, alla luce dell’art. 52 della legge 9 marzo 1989, n. 88, come modificato dall’art_ 13 della legge 30 dicembre 1991, n.412; b) la presumibile insussistenza della buona fede del ricorrente in considerazione della riconoscibilità dell’errore in cui era incorso l’Istituto previdenziale nel liquidare la pensione sulla base di un reddito superiore di dieci volte a quello effettivo; c) in ogni caso, l’irrilevanza della buona fede trattandosi di Indebito oggettivo ex art. 2033 cod.civ.
3. Contro la sentenza il Perugini propone ricorso per cassazione fondato su unico motivo, cui resiste l’INPS con

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[1] Cass. sent. n. 8564/16 del 29.04.2016.

 

Autore immagine: Pixabay. com

 


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Commenti
7 Mag 2016 vadala' giovanna

Io ho ricevuto una lettera dove l’imps mi chiedeva la restituzione immediata di 35 € che mi avevano dato x errore (1 € al mese) in caso contrario avrebbero dato la pratica a equitalia .

 
7 Mag 2016 fp

Siamo due fratelli, successivamente alla morte di nostra madre, già vedova e pensionata, l’ inps ci ha chiesto la restituzione di circa 2000 euro percepiti in più per errato calcolo dell’ente. Poichè già da alcuni mesi stiamo pagando tale somma rateizzata, vorrei sapere come interrompere e recedere dal pagamento. Un grazie a chi potrà rispondere