Multe, la raccomandata con posta privata è nulla
Lo sai che?
3 Mag 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Multe, la raccomandata con posta privata è nulla

I verbali notificati con raccomandata e recapitati da società private diverse da Poste Italiane non sono validi in base alla legge e a numerose sentenze.

 

Le raccomandate contenenti multe per violazione del Codice della strada devono essere notificate solo da Poste Italiane; pertanto, tutti i verbali consegnati da società private o da corrieri, che svolgono attività concorrente a quella di Posta, con consegna della corrispondenza, sono nulli perché inesistenti. Con la conseguenza che l’automobilista può impugnarli innanzi al giudice di Pace.

 

È questa la conseguenza di una legge del 1999 [1], ancora in vigore, la quale – nonostante la parziale liberalizzazione dei servizi postali avvenuta nel 2011 [2] – riserva ancora a Poste Italiane, in quanto “fornitore del servizio universale”, le notifiche di atti giudiziari effettuate a mezzo posta (non quelle per le quali si sceglie di avvalersi dei messi comunali).

 

Tale è anche l’interpretazione sposata dalla Cassazione [3] secondo cui può essere solo Poste Italiane l’unico soggetto incaricato della notifica, a mezzo raccomandata, tanto degli atti giudiziari, quanto delle contravvenzioni come le comuni multe per violazione del codice della strada. Del resto, tutti gli altri addetti ai servizi di posta privata non rivestono, a differenza di Poste Italiane, la qualità di pubblico ufficiale: con la conseguenza che gli atti da essi redatti e notificati non godono della cosiddetta “presunzione di veridicità fino a querela di falso”, ossia di quella particolare forza che la legge attribuisce, nel garantire la certezza della consegna, alle raccomandate tradizionali del postino.

 

Risultato: la raccomandata a.r. con la multa, arrivata a casa dell’automobilista tramite una società privata, è nulla (o meglio, inesistente) e può essere impugnata. Il che pone un grosso problema per molti Comuni che hanno già affidato il servizio di notifica a società alternative a Poste Italiane. Tra questi, ad esempio, Palermo e Torino.

 

Come scrive il Sole 24 Ore di stamattina, che ha svolto un’indagine sul punto, a Torino si è scelta la via delle notifiche tramite una società privata per tutti coloro che sono residenti in città, mentre si utilizza Poste italiane per chi è residente altrove. Mentre il Comune di Palermo nel 2011 ha affidato a una propria società (la Sispi) la gestione dei verbali, mentre quest’ultima ha subappaltato il servizio a una seconda società privata, il Consorzio Olimpo, giustificando la scelta con l’obiettivo di non distogliere i messi comunali dai loro compiti istituzionali.

 

I cittadini che non hanno pagato le multe consegnate da società private possono impugnare i verbali in qualsiasi momento con probabile esito vittorioso. In primo luogo perché la notifica viene considerata inesistente e quindi non produttiva di effetti, in secondo luogo perché per legge le multe devono essere comunicate al cittadino entro 90 giorni a pena di decadenza.


[1] Art. 4 del Dlgs 261/1999

[2] Dlgs 58/2011.

[3] Cass. sent. n. 2035/2014.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti