Autovelox in città: quando sono legittimi?
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3 Mag 2016
 
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Autovelox in città: quando sono legittimi?

L’uso dell’autovelox nei centri urbani è consentito solo con le postazioni mobili alla presenza della polizia; le postazioni fisse e automatiche sono possibili solo sulle strade a scorrimento, previa autorizzazione del Prefetto.

 

L’uso degli autovelox, da parte della polizia, è possibile solo nel rispetto di una serie di paletti: ad esempio, in città, gli autovelox fissi – quelli, cioè, che operano automaticamente, senza la postazione della polizia – non sono consentiti ovunque, ma solo in determinati tratti di strada (si tratta, come vedremo a breve, di quelle a “scorrimento”).

In questa scheda ci occuperemo, appunto, degli autovelox nei centri urbani, per verificare quando il loro impiego è legittimo e quando l’automobilista può fare ricorso. La materia, peraltro, è stata recentemente arricchita da una interessante sentenza del tribunale di Firenze di cui si darà, a breve, conto.

 

Per stabilire quando l’impiego dell’autovelox in città è legittimo bisogna operare alcune distinzioni:

 

 

Autovelox mobili, utilizzati con la presenza degli agenti

Si tratta dei classici autovelox montati sui cavalletti treppiedi o, comunque, che non richiedono impianti fissi; vi rientrano anche quelli a uso manuale o montati dentro l’auto della polizia, ferma ai margini della carreggiata.

 

Possono essere usati su tutte le strade urbane, extraurbane e autostrade.

 

Devono essere presegnalati con un cartello con cui si avvisano i conducenti della presenza del rilevatore di controllo elettronico della velocità. Quanto alla distanza tra la segnaletica di avviso e l’apparecchio essa deve essere di:

 

  • 80 metri sulle strade urbane;
  • 150 metri, sulle strade extraurbane secondarie o urbane ad alto scorrimento;
  • 250 metri sulle autostrade o strade extraurbane principali.

Nelle strade urbane è sempre necessaria la presenza della polizia a presidio dell’autovelox.

 

La contestazione deve essere immediata: la polizia deve quindi fermare il conducente per dargli la possibilità di difendersi. La contestazione differita è ammessa solo se l’apparecchio – direttamente controllato dall’agente di polizia – consente l’accertamento solo dopo che il veicolo è passato, oppure se sia impossibile fermare lo stesso in tempo utile, nei modi regolamentari e in sicurezza.

 

Tali autovelox devono essere sottoposti a periodica taratura. Il certificato di taratura e quello di iniziale collaudo devono essere esibiti all’automobilista, qualora ne faccia richiesta. Se gli originali di tali attestazioni non vengono esibite davanti al giudice in caso di ricorso, la multa è nulla.

 

Devono sempre essere tarati con una tolleranza di almeno il 5% rispetto alla velocità effettiva, con un minimo di 5km. Questo significa che, nelle strade urbane

 

  • con limite a 50 km/h, l’autovelox può scattare solo a partire da 55 km/h
  • con limite a 70 km/h, l’autovelox può scattare solo a partire da 75 km/h
  • con limite a 90 km/h, l’autovelox può scattare solo a partire da 95 km/h
  • con limite a 100 km/h, l’autovelox può scattare solo a partire da 105 km/h.

 

 

Autovelox mobili montati sull’auto della polizia

Si tratta degli autovelox come il ProVida: vengono attivati sull’auto della polizia quando è in movimento per le strade.

 

Possono essere usati su qualsiasi tipo di strada, urbana o extraurbana.

 

Non devono essere segnalati dal cartello di preavviso. Devono essere tarati e omologati.

La contestazione immediata non è necessaria.

 

 

Autovelox fissi a funzionalità automatica

Si tratta degli autovelox che operano senza la presenza della polizia, in modalità del tutto automatica. Vengono “ancorati” al suolo, ad esempio dentro appositi box. La loro presenza deve essere presegnalata dal cartello secondo le distanze sopra illustrate e gli stessi limiti di tolleranza appena visti.

 

All’interno delle città, questa tipologia di autovelox è consentita solo sulle “strade a scorrimento”. Si considera “strada a scorrimento” quella strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici. Esse devono avere semafori a tutti gli incroci e aree per la sosta solo esterne alla carreggiata. Dunque, l’autovelox fisso e automatico non è consentito sulle normali strade urbane.

 

Come detto non è necessaria né la presenza degli agenti, né la contestazione immediata della contravvenzione; pertanto il conducente potrà vedersi recapitata la multa direttamente a casa. Proprio per questo è necessario che l’uso dell’autovelox sulle strade urbane a scorrimento sia autorizzato dal Prefetto con apposito decreto.

 

Secondo il Tribunale di Firenze [1], la multa per eccesso di velocità, rilevata da autovelox fissi in città, è valida anche se la strada non ha per tutta la sua lunghezza le caratteristiche richieste dalla legge per autorizzare i controlli automatici. Basta infatti che tali caratteristiche ci siano solo in un tratto, quello in cui il rilevatore è installato.

 

Fuori dalla città, tipo di autovelox è consentito sulle strade extraurbane secondarie, ma a condizione che il tratto di strada sia individuato dal Prefetto.

L’utilizzo invece sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali non è sottoposto a limiti.

 

Sintetizzando, l’uso dell’autovelox nei centri urbani è consentito solo con le postazioni mobili alla presenza della polizia; le postazioni fisse e automatiche sono possibili solo sulle strade a scorrimento, previa autorizzazione del Prefetto.


In pratica

Gli autovelox fissi, automatici e non presidiati da agenti sono sempre leciti su autostrade e strade extraurbane principali (cioè quelle a doppia carreggiata su cui c’è il segnale uguale a quello di «inizio autostrada» ma su fondo blu).

Sul resto della viabilità extraurbana, le postazioni possono trovarsi solo nei tratti autorizzati dai prefetti.

Nei centri abitati, è necessaria l’autorizzazione del Prefetto, ma solo sui viali con le caratteristiche delle strade urbane di scorrimento.

La sentenza

 

Tribunale Firenze, Sezione 2 civile Sentenza 20 gennaio 2016, n. 194

TRIBUNALE ORDINARIO DI FIRENZE SECONDA SEZIONE CIVILE

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE ORDINARIO DI FIRENZE

SECONDA SEZIONE CIVILE

Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Luca Minniti ha pronunciato ex art. 281 sexies c.p.c. la seguente

SENTENZA

nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 18179/2014 promossa da:

VA.VI. (C.F.), con il patrocinio dell’avv. BE.EM., elettivamente domiciliato in BORGO (…) – FIRENZE presso il difensore avv. BE.EM. ATTORE

contro

PREFETTURA DELLA PROVINCIA DI FIRENZE (C.F. ), con il patrocinio dell’avv. AVVOCATURA DELLO STATO elettivamente domiciliato in VIA (…) 50129 FIRENZE presso il difensore avv. AVVOCATURA DELLO STATO

CONVENUTO/I
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

La controversia ha ad oggetto l’atto di appello proposto dal Comune di Firenze nei confronti della sentenze del Giudice di Pace n. 2775 del 18.6.2013 che,

Mostra tutto

[1] Trib. Firenze, sent. n. 194 del 20.01.2016.

 


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