Strisce blu: quanti minuti di tolleranza se lasci l’auto senza pagare?
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3 Mag 2016
 
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Strisce blu: quanti minuti di tolleranza se lasci l’auto senza pagare?

Parchimetro a pagamento: la legge non prevede un termine di tolleranza tra l’ultimo ticket a pagamento e il successivo.

 

Che succede se, lasciando l’auto in una zona di sosta a pagamento (regolata dalle cosiddette strisce blu), arrivi in ritardo di qualche minuto rispetto alla scadenza del ticket e, nel frattempo, ti viene elevata una multa? Esiste un tempo di tolleranza in cui il vigile è tenuto a evitare la contravvenzione?

 

La legge non prevede un margine di tempo “franco” tra l’acquisto di un ticket e l’altro. In buona sostanza, allo scadere dell’ultimo minuto di sosta coperto dal pagamento e indicato sul talloncino, l’automobilista è tenuto a spostare il mezzo o ad acquistare un nuovo ticket. In assenza di ciò, potrebbe scattare una multa da 25 euro.

 

La giurisprudenza, tuttavia, pur ritenendo che non vi siano margini di tolleranza alla scadenza della termine per la sosta e che, pertanto, l’auto vada immediatamente tolta, ha dichiarato la nullità di tutte le multe: non esisterebbe, infatti, nel nostro ordinamento, una norma che punisce il conducente quando l’auto rimane sulle strisce blu dopo che il ticket orario è scaduto.

 

Ad esempio, con una sentenza del 2014, il giudice di pace di Ascoli Piceno [1] ha stabilito che, in una zona regolata da parchimetro a pagamento, il protrarsi della sosta oltre l’orario indicato nello scontrino di pagamento regolarmente esposto, si configura come inadempimento contrattuale da cui deriva l’obbligo di pagare un corrispettivo, che può corrispondere alla tariffa prevista per ogni ora o frazione di ora per il periodo della sosta in più, non certo una sanzione pecuniaria amministrativa (ossia la classica multa), non sussistendo nella fattispecie un illecito sanzionabile a norma del codice della strada.

 

Questa sentenza, come molte altre simili, ha sposato l’interpretazione secondo cui, non esistendo una norma che sanzioni il mancato rinnovo del ticket, sarebbe nulla anche la multa. Il conducente, sebbene non commetta un illecito amministrativo, ne compirebbe uno civile (un inadempimento dell’obbligo di pagare una prestazione contrattuale), con la conseguenza che il Comune potrebbe ricorrere solo alla riscossione del credito con una ordinaria causa.

 

La questione fu poi risolta da una nota del Ministero dei Trasporti secondo cui, le multe per scadenza del ticket possono essere valide solo a condizione che il Comune abbia approvato un regolamento apposito volto a definire la sosta sulle strisce blu. In particolare tale regolamento deve indicare i casi in cui sia obbligatorio il pagamento del ticket e, in particolare, in quali fasce orarie, in quali giorni della settimana e per quali categorie. Solo se tali parametri sono stati ben definiti è valida la multa da 25 euro.

 

 

Attenzione a clonare o modificare lo scontrino

Attenzione a duplicare con il computer i ticket a pagamento o a modificarli a mano. Potrebbe costarvi una incriminazione. Infatti, secondo la Cassazione [2], configura il reato di falsità materiale commessa dal privato l’alterazione della scadenza dell’orario di parcheggio sullo scontrino rilasciato dal parchimetro nelle aree adibite alla sosta per le autovetture del Comune. Ciò in quanto lo scontrino riveste lea caratteristiche tipiche del certificato amministrativo (attestante l’avvenuto pagamento della somma prescritta per la sosta), e dell’autorizzazione amministrativa (autorizzando, per l’orario indicato, a sostare nell’area pubblicata).


[1] Gdp Ascoli Piceno, sent. del 18.05.2004.

[2] Cass. sent. n. 4108/1996.

 


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Commenti
4 Mag 2016 Giuseppe SERINO

leggete questo:Ticket parcheggio scaduto: niente multa, lo conferma il Ministero
di Valentina Brazioli

Ticket del parcheggio scaduto e relativa multa, si deve pagare? Dopo una serie di dubbi sull’argomento, è arrivata la risposta definitiva del Ministero dei Trasporti a fare chiarezza. Ecco che cosa ha detto.
Ticket parcheggio scaduto: niente multa, lo conferma il Ministero
Ticket del parcheggio scaduto e multa: un binomio ormai impossibile? Non siamo di fronte al sogno proibito di milioni di automobilisti italiani, da troppo tempo vessati da continue sanzioni propinate da Comuni alla ricerca disperata di risorse economiche da destinare alle esangui casse municipali.
Come nasce la questione
Abituati come siamo al diffondersi di numerose bufale via web, tuttavia, era comprensibile che ci fosse più d’uno scetticismo quando la notizia ha cominciato a diffondersi, dapprima in sordina poi in modo sempre più capillare. A occuparsene sono state anche le associazioni di consumatori, pronte a fornire assistenza per chi desiderasse fare ricorso contro una multa giudicata illegittima dallo stesso Ministero dei Trasporti.
La nuova conferma del Mit
L’ennesima conferma sulla veridicità della questione, infatti, è giunta anche ieri proprio dal sottosegretario ai trasporti Umberto De Caro, il quale ha risposto personalmente a un’interrogazione parlamentare in materia: gli automobilisti che si trattengono oltre il tempo della sosta tariffata non possono essere sanzionati. Il perché è molto semplice: trattandosi di pagamento in misura insufficiente, il Ministero dei Trasporti non ritiene che si verifichi la violazione di una norma di comportamento, bensì una semplice inadempienza contrattuale. Una questione di lana caprina? Non esattamente: tanto basta affinché i Comuni possano sì pretendere la differenza tra quanto pagato dall’automobilista e quanto effettivamente dovuto loro, ma nient’altro. Ciò che ne deriva è l’impossibilità, a livello pratico, di lasciare in bella vista una multa sotto il tergicristallo.
Il parere del Viminale
Un chiarimento resosi necessario anche a causa della diversa interpretazione da parte del Ministero degli Interni, grazie alla quale, negli ultimi anni, i Comuni avevano continuato a multare senza pietà. Il Viminale, infatti, ha rivisto la sua posizione espressa nel 2003, allineandosi con quanto stabilito dal Mit fin dal 2007.
Come funzionerà il recupero delle somme non pagate?
Insomma, a questo punto è difficile immaginare che chi protrarrà la sosta del proprio autoveicolo oltre il periodo tariffario pagato si ritroverà sul parabrezza una bella multa. I Comuni, dal canto loro, dovranno attrezzarsi per pretendere il rimborso delle somme non pagate, eventualmente comprensive di penali e spese varie. Cifre in alcuni casi talmente basse che non sarà semplice mettere in piedi un servizio di riscossione a costi accettabili ma questo, una volta tanto, non è un problema del quale si dovranno occupare i cittadini.

Ticket del parcheggio scaduto, la multa è illegittima: ecco come contestarla
Valentina Brazioli | 14 Marzo 2014 – 14:52
Anche se il ticket del parcheggio è scaduto la multa che ne deriva è illegittima. Ecco perché e come contestarla.
Ticket del parcheggio scaduto, la multa è illegittima: ecco come contestarla
Ticket del parcheggio scaduto: la multa che ne deriva è illegittima? Sembra un sogno per i molti automobilisti tartassati dalle continue sanzioni, eppure ne abbiamo parlato già tempo fa. Sull’argomento, però, ci sono ancora consistenti lati oscuri, sui quali proviamo adesso a fare un po’ di chiarezza.

Multa illegittima? Ecco perché
Facciamo innanzitutto un piccolo passo indietro: da dove deriva la notizia sull’illegittimità della contravvenzione? Ebbene, l’assist – sorprendentemente – proviene direttamente da un parere emesso dal Ministero dei Trasporti in materia di parcheggio a pagamento (protocollo 25783 del 22 marzo 2010). L’ipotesi bufala, quindi, sembra abbastanza inverosimile: la notizia è stata riportata recentemente anche dal Corriere della Sera in edicola lo scorso 10 marzo. Secondo il parere redatto dal Mit, infatti, applicare la sanzione di cui all’articolo 7 comma 15 del Codice non è giuridicamente giustificabile, e questo perché l’evasione tariffaria non configura una violazione alle norme del Codice, bensì un’inadempienza contrattuale.

Insomma, per dirlo con parole più semplici e accessibili anche a coloro che non sono abituali frequentatori dei gabinetti ministeriali, il codice della strada non prevede una sanzione amministrativa se il guidatore fa fronte al pagamento di una determinata tariffa oraria, espone il relativo ticket ma poi sosta per più tempo. I Comuni – o chi ha la concessione – potranno chiedere esclusivamente il recupero di ulteriori somme dovute, maggiorate di eventuali penali stabilite da apposito regolamento comunale, secondo quanto stabilito dall’articolo 17 c. 132 della legge 127/1997.

Come contestare la multa?
Una notizia destinata a far discutere, soprattutto per via dei numerosi automobilisti che si sono visti recapitare verbali di contravvenzione anche per pochi minuti di sosta extra non pagata. Comunque, la domanda più comune giunti a questo punto è: chi è incappato in una multa di questo tipo, come fa a contestarla? Secondo l’Adoc, l’associazione nazionale per la difesa e l’orientamento dei consumatori e degli utenti, ci sono due alternative:

Fare ricorso al Prefetto competente territorialmente entro 60 giorni dalla notifica della multa;
Adire il giudice di pace entro 30 giorni.
In questo caso, però, bisogna pagare subito 37 euro di contributo unificato, e questo per contestare una sanzione che parte da 25 EURO. Senza contare, poi, l’onorario del legale chiamato a scrivere il ricorso. Soldi che, però, il cittadino avrebbe diritto a vedersi restituiti una volta ottenuta ragione da parte del giudice: un’operazione non così semplice e immediata nel nostro Paese. Proprio per questo, l’Adoc sta predisponendo degli appositi moduli standard da utilizzare per i ricorsi, mentre il Codacons ha chiesto direttamente ai Comuni di annullare d’ufficio tutte le multe comminate per divieto di sosta per aver sforato l’orario indicato sul ticket negli ultimi 60 giorni.

Se il ticket del parcheggio è scaduto la multa è illegittima
Yahoo Finanza
Da Angela Iannone | Yahoo Finanza – gio 28 nov 2013 16:06 CET

A molti la notizia è parsa una bufala, eppure secondo quanto stabilito dalla Cassazione, è la verità. Da oggi ricevere una multa con un ticket del parcheggio pagato ma già scaduto dà la possibilità all’autista che è stato multato di non pagare la sanzione.
Lo hanno deciso i Giudici di Pace di tutta Italia, trovandosi di fronte a numerosi casi di automobilisti arrivati in ritardo alla loro vettura, proprio mentre il vigile urbano appoggiava sul cruscotto la multa per il “grattino” scaduto. Così, Codice della strada alla mano, si sono messi a cercare una soluzione a tale inghippo. E pare che alla fine l’abbiano trovata: il comma 6 dell’articolo 157 del Codice stradale, infatti, stabilisce che “Nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l’orario in cui la sosta ha avuto inizio. Ove esiste il dispositivo di controllo della durata della sosta è fatto obbligo di porlo in funzione”. Cioè, se la sosta è a pagamento, il dovere dell’automobilista è di pagare la sosta e di esporre il ticket in maniera ben visibile ai vigili urbani. Non parla però di sanzioni in caso di ritardo.
Multe, come pagarle con lo sconto
Fino ad oggi, la sanzione per tale illecito amministrativo ammonta a 25 euro, una cifra minore che gli automobilisti preferiscono pagare piuttosto che impugnare il ricorso davanti al giudice di Pace, molto più salato (la cifra si aggira intorno ai 37 euro), nonostante la sanzione fosse in sè illegittima, perchè non si parla in alcun modo di cosa fare in caso di ritardo.
Non essendoci norme specifiche a tale questione, si è cercato un “cavillo” nella legge stessa. Così, nel marzo 2010, un parere tecnico-legale del Ministero delle Infrastrutture ha decretato in materia di ritardo che “Se la sosta viene effettuata omettendo l’acquisto del ticket orario, deve essere necessariamente applicata la sanzione. Se invece viene acquistato il ticket, ma la sosta si prolunga oltre l’orario di competenza non si applicano sanzioni, ma si da corso al recupero delle ulteriori somme dovute”. In parole semplici, in questo modo decade la sanzione di 25 euro, risolvendo il tutto pagando soltanto le ore di sosta sforate senza pagamento del ticket, una somma che piace molto di più agli automobilisti perchè si riduce al massimo ad un paio di euro.
Lobby: I parlamentari si fanno annullare le multe
In mancanza di una normativa appropriata, dunque, attualmente si può ricorrere a questa interpretazione, sperando che non diventi l’abitudine degli automobilisti furbi, pronti a sforare la sosta per ore senza incappare più in alcuna sanzione.

Ticket sosta scaduto, sentenza pesante. Per il giudice di pace la multa è fuorilegge
Il Codacons esulta per l’accoglimento di un ricorso e diffida ancora una volta il Comune di Lecce e la Prefettura il cui “assordante silenzio” non ha impedito che i cittadini continuassero a pagare per una violazione che è di natura contrattuale
La sede del Giudice di pace in via Brenta.
LECCE – Le sentenza del giudice di pace Giuseppe Paparella è di quelle storiche, secondo il Codacons. Ma di sicuro farà discutere l’opinione pubblica cittadina perché attiene ad un tema molto caldo della quotidianità urbana: la legittimità della multa elevata per la scadenza del ticket del parcheggio.
Il dispositivo di Paparella non lascia spazio a dubbi: “l’individuazione di aree di sosta condizionata al pagamento del ticket implica soltanto il pagamento, che nel caso di specie non è in contestazione, e non anche il rinnovo alla scadenza del tempo pagato”. Il che comporta inequivocabilmente che “l’ipotesi dell’omesso rinnovo del parcheggio può al più essere equiparato ad un rapporto di natura privatistica simile a quello previsto per la sosta in aree di parcheggio meccanizzato, sicché può e deve essere richiesto il pagamento per il periodo di tempo residuale non pagato che è cosa diversa dalla sanzione per omesso pagamento della sosta”. Nel caso esaminato l’associazione dei consumatori si è avvalsa della collaborazione dell’avvocato Cristian Marchello.
Leggi la sentenza grattino scaduto
Alla luce del dispositivo del giudice, il Codacons sollecita il prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, a rompere il muro di “assordante” silenzio. Nonostante il parere più volte esplicitato dal ministero dei Trasporti, che riteneva il mancato pagamento del prolungamento della sosta una violazione di natura privatistica tra il conducente e il soggetto che gestisce i parcheggi a tariffa, il Comune di Lecce ha tirato dritto per la sua strada e, facendo riferimento ad alcune sentenze della Corte dei conti e della Cassazione, ha continuato a ricondurre la fattispecie ad una violazione amministrativa da Codice della strada.
Secondo il Codacons, una delle speranze non dichiarate da parte dell’amministrazione fino alla pronuncia della giustizia civile, era che i cittadini colpiti da sanzione rinunciassero al contributo unificato di 45 EURO necessario per il ricorso, preferendo pagare la più economica multa (di importo inferiore). L’associazione dei consumatori ha così deciso di diffidare, ma per l’ultima volta, sia l’amministrazione che la prefettura dal proseguire sulla strada della sanzione.
La questione è stata affrontata anche dal punto di vista politico, nel corso di un consiglio comunale: ma nella seduta del 21 luglio scorso il sindaco, Paolo Perrone, e la giunta hanno deciso di non cambiare linea, concedendo “ufficialmente” un periodo di tolleranza di 15 minuti.

 
23 Set 2016 luca pizzitola

Acquisto Ticket e vado alla macchina, vengo multato per i tre minuti che vanno dall’aver occupato posto all’acquisto grattino! (l’ausiliario mi ha solo scritto nella contestazione che lo metto alle 11,41 con verbale con orario alle 11,38). è contestabile?