Pergotenda sul balcone: quando ci vuole il permesso di costruire
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3 Mag 2016
 
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Pergotenda sul balcone: quando ci vuole il permesso di costruire

Strutture sul balcone con tenda retrattile di plastica: quando è necessario il permesso del Comune e quando, invece, non c’è bisogno di titolo edilizio.

 

Insieme alle tettoie, i pergolati e le pergotende sono le strutture edilizie che creano maggiori problemi con la pubblica amministrazione per tutto quello che riguarda la concessione di permessi di costruire. Difatti, non è sempre chiaro il confine tra le opere che possono definirsi “nuove costruzioni” e che, pertanto, richiedono l’autorizzazione comunale e, quelle, invece, sottoposte al regime della cosiddetta edilizia libera, che non necessitano cioè di alcun titolo.

 

Di recente, è intervenuto il Consiglio di Stato a fornire i chiarimenti necessari proprio con riferimento alle pergotende. I giudici amministrativi hanno preso a riferimento due diversi tipi di opere:

 

  • una struttura in alluminio destinata ad ospitare tende retrattili di plastica
  • una struttura in alluminio destinata ad ospitare tende retrattili di plastica, ma con la presenza, questa volta, di lastre di vetro laterali come elementi di chiusura.

 

Analizziamo le due ipotesi distintamente.

 

 

Pergotenda con la presenza di lastre di vetro laterali di chiusura

In tal caso, si è in presenza di un manufatto rientrante tra le “nuove costruzioni” e per il quale, pertanto, è necessario chiedere il permesso di costruire. In tale ipotesi, infatti, la struttura in alluminio non ha la funzione di semplice sostegno delle tende, ma crea una vera e propria opera edilizia per via della presenza delle lastre di vetro laterali, quali elementi di chiusura.

 

Ciò vale anche se le lastre di vetro sono installate “a soffietto” o “a pacchetto” e quindi possono essere aperte. Tale circostanza, infatti, non modifica la natura del manufatto che, una volta chiuso, è vera e propria opera edilizia, come tale soggetta al rilascio del previo titolo abilitativo.

 

Ricordiamo che si deve classificare come “interventi di nuova costruzione” (come tali assoggettati al previo rilascio del titolo abilitativo), “l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes , campers, case mobili, imbarcazioni che siano utilizzati come abitazioni , ambienti di lavoro oppure depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee…”.

 

 

Pergotenda con semplice supporto in alluminio non chiuso

Diversa è l’ipotesi in cui la struttura in alluminio non sia chiusa dalle lastre di vetro e serva unicamente come appoggio per la tenda retrattile in plastica. In tal caso si parla di “opera precaria” per la quale non c’è necessità del permesso di costruire (cosiddetta “edilizia libera”).

 

Il concetto di “opera precaria” si basa non sulle caratteristiche dei materiali utilizzati né sulle modalità di ancoraggio delle stesse al suolo, ma sulle esigenze (di natura stabile o temporanea) che si intende soddisfare. Ebbene, nel caso di una struttura in alluminio anodizzato destinata ad ospitare tende retrattili in materiale plastico, l’opera principale non è la struttura in sé, ma la tenda, quale elemento di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici, finalizzata ad una migliore fruizione dello spazio esterno dell’unità abitativa. Pertanto, la struttura in alluminio è un semplice elemento accessorio, necessario al sostegno e all’estensione della tenda. Quest’ultima, a sua volta, non costituisce una “nuova costruzione”, poiché è in materiale plastico e, soprattutto, retrattile. Proprio il fatto che la copertura e la chiusura che essa realizza non è né fissa, né stabile, né permanente, essa non crea “superficie”, ossia uno spazio chiuso. Dunque, non è necessario alcun permesso di costruire.


In pratica

Non è necessario il permesso a costruire per le strutture che non generano veri e propri volumi, comprese le tende rigide “a casetta”.

Infatti le opere precarie non hanno necessità di alcun titolo edilizio e ad esse sono assimilati gli interventi di arredo. Per qualificare un’opera come precaria non basta verificare le caratteristiche dei materiali (spessore, resistenza) né le modalità di collegamento al suolo (perni, viti e bulloni, sistemi di ancoraggio). Occorre invece far riferimento alle esigenze (di natura stabile o temporanea) che l’opera sia diretta a soddisfare; in altri termini, occorre tener presente il carattere dell’utilizzo dell’opera, nel senso che se esso non è continuativo si può dedurre una precarietà e quindi la collocabilità senza titolo abilitativo.

La sentenza

Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 6 – 27 aprile 2016, n. 1619
Presidente De Francisco – Estensore Mele

Fatto

Con sentenza n. 5098/2015 del 7-4-2015 il Tribunale Amministrativo per il Lazio (Sezione Prima Quater) respingeva il ricorso proposto dal signor Matteo Aglietti, inteso ad ottenere l’annullamento delle determinazioni dirigenziali con cui Roma Capitale gli aveva ingiunto la sospensione dei lavori e la successiva rimozione o demolizione di opere abusivamente realizzate alla via Canina n. 6.
La predetta sentenza esponeva in fatto quanto segue: “…il sig. Matteo Aglietti ha adito questo Tribunale per l’annullamento della determinazione dirigenziale del 24 luglio 2014 che ha disposto l’immediata sospensione dei lavori edilizi eseguiti in Roma, via Luigi Canina n. 6, nonché della susseguente determinazione dirigenziale del 4 settembre 2014, dispositiva della demolizione delle opere abusivamente realizzate, consistenti “sul terrazzo di proprietà….Realizzazione di una pergotenda di circa metri quadrati 34 nei due lati liberi di detta struttura risultano installate tende plastiche scorrevoli su binari, comandate elettricamente; il timpano della struttura risulta chiuso con una tenda plastica fissa. Installazione di un elemento frangisole in lamelle di alluminio. Sul terrazzo di

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[1] Cons. St. sent. n. 1619/16 del 27.04.2016.

 

Autore immagine: Non Solo Tende di Zanin Marco

 


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Commenti
3 Mag 2016 Domenico Grande

Obbligatorio sottolineare, e con enfasi, la diversità di “trattamento” dell’argomento – e delle afferenti procedure – in caso di regime vincolistico vigente. In ogni caso, per completezza, va rammentata comunque la necessità dell’invocazione della cosiddetta “procedura semplificata”, presso il competente “Genio Civile.

 
26 Mag 2016 Fabio Pietrini

E se la copertura laterale fosse sempre fatta di tende retrattili, sarebbe necessario sempre il permesso?
Grazie