Abbattimento alberi condominiali: posso oppormi?
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1 Giu 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Abbattimento alberi condominiali: posso oppormi?

Taglio degli alberi nel condominio: quale maggioranza è necessaria per disporlo, possibilità di fare opposizione, autorizzazioni comunali.

 

Chi possiede un giardino condominiale spesso si trova a dover discutere con gli altri proprietari riguardo al taglio degli alberi: il problema non si pone per la normale potatura, che non danneggia le piante, ma per l’abbattimento vero e proprio. Così, chi vuole continuare a godere della bellezza e dell’ombra di uno o più alberi del giardino è costretto a scontrarsi col vicino, che lo vuole abbattere per avere più luce in casa o per aumentare la veduta.

In questi casi, quale delle ragioni prevale?

 

 

Alberi condominiali: di chi è la proprietà

Innanzitutto, va detto che la proprietà degli alberi che si trovano nel giardino condominiale appartiene a tutti i condomini, ad eccezione dei seguenti casi:

 

– proprietà attribuita ad uno o solo ad alcuni condomini nell’atto di acquisto o nel regolamento condominiale contrattuale;

 

piantumazione avvenuta ad opera di un solo condomino: in questo caso la proprietà sarebbe ottenuta in virtù dell’uso individuale di parte comune, ma potrebbe anche verificarsi il caso contrario, per impraticabilità della separazione senza danni, di acquisto da parte del condominio per accessione.

 

Nei casi in cui la proprietà di uno o più alberi sia di un solo condomino, o di pochi condomini, sono questi ultimi a doversi occupare della manutenzione delle piante ed a decidere riguardo al loro eventuale abbattimento: se l’abbattimento è reputato necessario perché la pianta è percolante, gli altri condomini possono richiederlo mediante l’azione di denuncia per danno temuto.

 

 

Abbattimento alberi: chi decide

Quando la proprietà degli alberi è attribuita alla totalità dei condomini, la decisione riguardo al loro abbattimento deve essere presa all’unanimità: si tratta, infatti, della distruzione di un bene comune.

La giurisprudenza più recente [1], tuttavia, considera insostituibili solo le piante ad alto fusto, monumentali o di particolare pregio. In aggiunta, se il taglio non comporta un cambiamento di destinazione dei luoghi (come la trasformazione da giardino a parcheggio), ma un mero riordino del giardino stesso, ad esempio per sostituzione delle piante tagliate con piante differenti, la dottrina più recente è concorde nel ritenere che si tratti di innovazioni ammissibili, se adottate in assemblea col consenso dei due terzi dei millesimi.

Può, ad ogni modo, verificarsi il caso in cui l’abbattimento di uno o più alberi sia urgente, ad esempio per pericolo di caduta e l’urgenza risulti incompatibile con le tempistiche di convocazione dell’assemblea condominiale: solo in tale ipotesi l’amministratore del condominio può procedere autonomamente all’abbattimento e riferire dell’accaduto nella successiva assemblea.

 

 

Abbattimento alberi: regolamento edilizio comunale

Qualsiasi sia la causa per la quale si vogliono abbattere gli alberi, escluso il caso di pericolo, è necessario aver riguardo anche alle disposizioni del regolamento edilizio del proprio Comune: questo, difatti, può vietare il taglio di determinate tipologie di piante o dettare prescrizioni particolari.

Normalmente, per abbattere un albero all’interno del condominio è necessaria l’apposita autorizzazione del Comune, che deve essere richiesta compilando particolari moduli reperibili negli uffici comunali o circoscrizionali. Il Comune può richiedere la documentazione inerente ed effettuare sopralluoghi per valutare l’opportunità dell’abbattimento. Se non viene rilasciato alcun documento autorizzativo, il taglio si considera comunque autorizzato, in base al silenzio-assenso.

 

Per il taglio degli alberi ad alto fusto o di particolare pregio devono essere indicate le motivazioni, in quanto l’abbattimento è possibile solo per determinate ragioni (ad esempio in caso di pericolo o per morte della pianta). In questi casi è anche necessaria la perizia di un tecnico (normalmente di un agronomo) che certifichi lo stato di salute della pianta e descriva la situazione inerente.

 

Una volta abbattuto l’albero, questo deve essere conservato per un certo lasso di tempo, per consentire alle autorità eventuali controlli.

Vale difatti, in queste ipotesi, il principio generale per cui il taglio di una pianta di particolare pregio non è un danno solo per i condomini, ma per tutti i cittadini [2].


[1] Cass. sent. n. 3223/2015.

[2] Cass. sent. n. 24396/05.

 


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