Nuova social card per residenti in aree di estrazione del petrolio
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4 Mag 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Nuova social card per residenti in aree di estrazione del petrolio

Carta acquisti estesa anche ai residenti nelle aree in cui si estraggono gli idrocarburi: che cosa prevede la nuova normativa.

 

Arriva la social card per gli abitanti delle zone interessate dall’estrazione di petrolio: la previsione risale al Decreto Sblocca Italia del 2014 [1], reso operativo da un recente decreto del Ministero dell’economia, appena pubblicato nella Gazzetta Ufficiale [2]. La carta acquisti è finanziata da un apposito fondo finalizzato alla coesione sociale, che deve essere ripartito tra le singole Regioni in base all’attività estrattiva effettuata nelle varie zone.

Sarà poi la Regione di appartenenza a ripartire le risorse spettanti tra le misure di sviluppo economico e la social card: in particolare, l’Ente dovrà stabilire criteri e modalità di utilizzo con un’intesa col Ministro dello Sviluppo economico e con il Ministro dell’Economia.

 

 

Nuova social card: chi sono i beneficiari

I beneficiari della nuova carta acquisti, secondo il Decreto, saranno i residenti nelle regioni interessate dalle  estrazioni di idrocarburi liquidi e gassosi.

 

 

Nuova social card: come funzionerà?

Il Decreto del Ministero dell’Economia non definisce con quali criteri verrà erogata la social card ed a quanto ammonterà il beneficio economico riconosciuto: la regolamentazione è difatti demandata alle intese delle singole Regioni con i Ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico.

Il Decreto specifica, comunque, che la social card funzionerà allo stesso modo della carta acquisti già esistente, cioè come una carta di pagamento elettronica destinata  al soddisfacimento delle esigenze dei cittadini meno abbienti.

Poiché il Decreto si riferisce ai cittadini meno abbienti, è probabile che i requisiti reddituali necessari siano gli stessi già fissati per l’ordinaria social card 2016: non dovrebbe essere presente, invece, la limitazione relativa all’età del percipiente, né quella relativa alla presenza di figli minori nel nucleo,  in quanto la misura è finalizzata alla generalità dei residenti.

L’ammontare, invece, sarà deciso dalla singola Regione in base alle risorse provenienti dall’apposito fondo: se queste sono esigue, l’Ente può decidere di finanziare soltanto la social card, o soltanto le misure di sviluppo economico, per realizzare in maniera congrua almeno un intervento.

 

 

Social card 2016: come funziona

Ricordiamo brevemente quali sono i requisiti e l’ammontare della social card 2016.

La carta acquisti, attualmente, spetta ai:

 

– soggetti con almeno 65 anni d’età, anche pensionati, in possesso di un reddito ai fini Isee non superiore a 6.795,38 euro annui;

 

– soggetti con almeno 70 anni d’età, anche pensionati, in possesso di un reddito ai fini Isee non superiore a 9.060,51 euro annui;

 

– soggetti che fanno parte di una famiglia con almeno un componente minore di 3 anni, con reddito Isee annuale che non supera 6.795,38 euro.

 

Il richiedente, poi,  non deve possedere più di un autoveicolo o di una moto (con cilindrata, rispettivamente, inferiore a 1.300 e 250 cc); non può possedere, inoltre, più di un immobile ad uso abitativo, con quota superiore al 25%, o più di un immobile ad uso non abitativo, in questo caso con quota superiore al 10%; il patrimonio mobiliare (conti correnti, depositi, carte prepagate, titoli…) dichiarato ai fini Isee non può superare 15.000 euro.

 

La carta acquisti 2016 dà diritto ad un sussidio di 40 euro mensili, erogato dall’Inps, per mezzo di una carta prepagata ricaricabile: chi possiede i requisiti, può richiederla presso uno sportello delle Poste, presentando l’apposito modulo di domanda disponibile online. La carta in seguito arriva nel domicilio indicato e, dopo l’attivazione, viene ricaricata automaticamente dall’Inps.

 


[1] D.L. 133/2014.

[2] Decreto del Ministero dell’Economia del 28.02.2016.

 


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