Accertamenti fiscali sui professionisti: studi di settore retroattivi
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4 Mag 2016
 
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Accertamenti fiscali sui professionisti: studi di settore retroattivi

La recente crisi economica del professionista blocca l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate fondato sui precedenti studi di settore.

 

Il professionista si salva dall’accertamento fiscale se i suoi redditi sono congrui con gli studi di settore più recenti: i nuovi standard hanno, infatti, una portata retroattiva e si applicano anche alle vecchie dichiarazioni dei redditi, in quanto maggiormente affidabili nel calcolo dei ricavi. A dirlo è stata la Cassazione pochi minuti fa [1].

 

La Suprema Corte ha riconosciuto ai nuovi studi di settore una portata retroattiva: è così salvo il professionista il cui reddito, per colpa della crisi economica, non è congruo rispetto ai parametri adottati in precedenza dall’Agenzia delle Entrate. Nel caso di specie, a evitare l’accertamento è stato un avvocato, finito nelle maglie degli studi di settore perché risultato non conforme alle “presunzioni” del fisco.

 

I nuovi standard elaborati dai tecnici dell’amministrazione finanziaria possono salvare il professionista anche per le dichiarazioni fiscali presentate negli anni passati, prima che il metodo venisse aggiornato alla versione attualmente in vigore. Infatti, sostiene la Corte, lo studio di settore più recente è uno strumento anche più raffinato e quindi ben può valere per il passato.

 

La sentenza dà rilievo all’attendibilità dello studio di settore successivo nel quale vengono utilizzati metodi statistici più sofisticati che consentono una rappresentazione del reddito del contribuente più aderente alla realtà.

 

La “congruità”, ai fini dell’eventuale ricostruzione induttiva del reddito, va quindi valutata in base agli ultimi studi di settore anche per gli anni di imposta precedenti alla loro introduzione.


[1] Cass. sent. n. 8812/16 del 4.05.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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