Ape, il nuovo assegno di pensione anticipata a 63 anni
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5 Mag 2016
 
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Ape, il nuovo assegno di pensione anticipata a 63 anni

Il nuovo meccanismo di pensione anticipata consentirà di “anticipare, con una decurtazione economica, l’ingresso in pensione solo per un certo periodo di tempo”.

 

Pensione anticipata, è cosa fatta: la nuova flessibilità in uscita dal lavoro ci sarà e verrà prevista nella prossima legge di Stabilità 2017, prevista per fine 2016. Ad annunciarlo è lo stesso Premier Renzi che spiega il meccanismo in conferenza stampa: l’Ape consentirà il pensionamento anticipato con criteri selettivi e penalizzazione dell’assegno a chi ha almeno 63 anni, ossia i nati nel 1951, ’52 e ’53. I tecnici del Governo stanno lavorando sui dettagli insieme con l’Inps. Nelle prossime settimane partirà il confronto con le parti sociali e con l’Unione Europea, per il via libera.

 

Per chi decide di andare in pensione senza aver maturato ancora i requisiti previsti dalla legge, il nuovo prepensionamento poggia su una penalizzazione costituita da un taglio di una percentuale fissa di pensione per ogni anno di anticipo rispetto ai requisiti pieni di pensionamento (tre anni al massimo). Inoltre la penalizzazione prevista dall’Ape non sarà uguale per tutti i lavoratori, ma verrà determinata in base al reddito: essa sarebbe calcolata solo sulla parte del montante calcolata con il retributivo, poiché la quota contributiva determina da sé una penalizzazione con l’anticipo.

 

Ape sta per “Anticipo pensionistico” ma potrebbe anche richiamare l’assegno pensionistico anticipato (Apa).

 

La copertura finanziaria dovrebbe essere assicurata, per la maggior parte, da banche e assicurazioni, che poi rientrerebbero grazie ai mini-rimborsi dell’Inps con le trattenute sulla pensione finale.

 

Per rassicurare che le indiscrezioni di questi giorni sono fondate, Renzi ha assicurato che per l’Ape è già stato previsto il simbolo e il logo. Il premier ha sottolineato che scopo del nuovo prepensionamento è venire incontro a quei lavoratori (“sfigati”, come da lui scherzosamente definiti) “che stavano per andare in pensione” ma, a causa dello “scalone secco” introdotto dalla riforma Fornero, hanno “perso il treno”.


 


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Commenti
5 Mag 2016 Marco Scarpina

Mi pare la solita supposta con lo zucchero!!!

 
12 Mag 2016 Giuseppe Antonazzi

Io sono nato nel 55, sono attualmente in mobilita’ che terminera’ nel 2017, avro’ diritto pure io al raggiungimento dei 63 anni al beneficio di andare in pensione anticipata con la decurtazione, o questo decreto e’ valido solo per i nati dal 51 al 53,