In pensione con 5 anni di anticipo, le misure già attive
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5 Mag 2016
 
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Noemi Secci
 


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In pensione con 5 anni di anticipo, le misure già attive

Fondi di solidarietà e isopensione: come funziona la pensione anticipata sino a 5 anni per gli esuberi.

 

In questi giorni sono in discussione le nuove misure che consentiranno di rendere più flessibili i rigidi requisiti per pensionarsi previsti dalla Legge Fornero. Molti non sanno, però, che esistono già delle misure di flessibilità che consentono di anticipare la pensione anche di 5 anni.

L’anticipo della pensione pari a 5 anni, in particolare, si può ottenere grazie all’intervento dei fondi di solidarietà, mentre un anticipo di 4 anni può essere ottenuto dalle aziende, anche se non aderenti a un fondo, grazie all’istituto dell’isopensione.

 

 

Isopensione

L’Isopensione, anche detto “prepensionamento Fornero”, è uno strumento che consente al lavoratore di pensionarsi con 4 anni di anticipo rispetto alla data di maturazione dei requisiti. Non è, però, uno strumento attivato su iniziativa del lavoratore, ma direttamente dall’azienda, in sede di riduzione del personale.

Azienda e dipendenti interessati, in pratica, firmano un accordo di esodo volontario: in cambio della cessazione immediata del rapporto lavorativo, il dipendente percepisce un importo pari alla futura pensione spettante per 4 anni, fino alla maturazione dei requisiti.

L’importo dell’isopensione è erogato dall’Inps, ma a carico del datore di lavoro che, se decide di liquidare all’Istituto quanto dovuto a rate, deve sottoscrivere un’apposita fideiussione.

Per poter attivare la misura, deve essere certificata dall’Inps la maturazione del diritto del lavoratore alla quiescenza entro un arco di 4 anni dalla sottoscrizione dell’accordo: è possibile far riferimento ai requisiti più vicini alla maturazione, sia che si tratti di pensione di vecchiaia, sia anticipata; inoltre, l’azienda deve avere più di 15 dipendenti.

Certo i costi di un’operazione simile hanno determinato la scarsa diffusione di questo strumento, in quanto non sono molte le ditte che possono permettersi di prepensionare i dipendenti; tuttavia, la misura è conveniente e sostenibile per le aziende di una certa consistenza, che abbia intenzione di operare una forte riduzione del personale, in quanto, erogando la sola pensione, risparmia rispetto all’erogazione di stipendi, premi ed altri emolumenti ed in cambio può assumere forza lavoro a basso costo, come gli apprendisti.

 

 

Prepensionamento fondi di solidarietà

Per i lavoratori di aziende che aderiscono ai fondi bilaterali è previsto (se contemplato dagli accordi di costituzione del fondo) un assegno straordinario per il sostegno al reddito: la prestazione, meglio nota come prepensionamento, è riconosciuta, al pari dell’isopensione, nelle procedure di agevolazione all’esodo.

Anche in questo caso, dunque, si tratta di accordi di uscita volontari nell’ambito dell’individuazione degli esuberi: la pensione con 5 anni di anticipo, in particolare, può essere ottenuta  dai dipendenti che raggiungono i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi 60 mesi (5 anni).

Le modalità concrete previste per l’erogazione dell’assegno straordinario sono demandate ai singoli fondi: può essere comunque previsto che la prestazione di prepensionamento spetti anche in caso di accettazione di un’offerta di lavoro congrua. In questo caso l’assegno straordinario non potrà essere superiore alla differenza tra l’indennità complessiva inizialmente prevista, aumentata del 20%, e la nuova retribuzione.

 

 

Prepensionamento con part time

Un’altra misura di prepensionamento, che consiste in un anticipo di 2 anni della pensione, è prevista per i lavoratori di aziende nelle quali siano in corso contratti di solidarietà espansiva, dal Decreto di riordino degli ammortizzatori sociali [1].

I lavoratori destinatari della misura devono possedere i seguenti requisiti:

 

– non più di 2 anni (24 mesi) mancanti all’età prevista per la pensione di vecchiaia;

– possesso dei requisiti minimi di contribuzione per la pensione di vecchiaia (20 anni, o 15 per i beneficiari della Deroga Amato).

 

I dipendenti in questione, per accedere alla pensione con 2 anni di anticipo, devono avere una riduzione dell’orario di lavoro pari almeno alla metà (part time al 50%, o con percentuale inferiore): l’Inps, a fronte della riduzione della retribuzione, eroga la pensione anticipata.

In questo modo, essendo erogato il trattamento pensionistico al posto della retribuzione mancante per la decurtazione oraria, il lavoratore cumula stipendio “tagliato” e pensione, e può uscire dal lavoro senza penalizzazioni.

La misura non deve essere confusa col nuovo part time agevolato, previsto dalla Legge di stabilità 2016, che dà diritto a percepire i contributi in misura piena, a fronte di un part time dal 60 al 40%, più un premio nello stipendio pari ai contributi calcolati sulla retribuzione persa.

 


[1] D.lgs. 148/2015.

 


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Commenti
5 Mag 2016 Massimo Bellini

Buonasera, ci sono prepensionamenti per i genitori con figli disabili al 100% legge 104 ?
Grazie

 
6 Mag 2016 Noemi Secci

Sicuramente nell’Ottava Salvaguardia sarà previsto l’accesso per chi ha assistito figli con handicap grave ed ha fruito del relativo congedo straordinario nel 2011. Per il resto, la nuova pensione anticipata a 63 anni dovrebbe essere aperta anche a chi non è disoccupato o a rischio esubero, ma desidera pensionarsi volontariamente, ad esempio per problemi familiari. Forse si studierà un’agevolazione ad hoc per chi assiste familiari con la 104.

 
6 Mag 2016 franco pernici

Per me che ho 60 anni e ho perso il lavoro dal 2014 e ho maturato 25 anni di contributi,cioè abbastanza per la pensione,che posso fare?C’è qualcosa che mi può aiutare?Grazie