Bacio rubato sulla guancia: non è violenza sessuale
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6 Mag 2016
 
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Redazione
 


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Bacio rubato sulla guancia: non è violenza sessuale

Violenza privata e non sessuale il bacio sulla guancia “rubato” alla quindicenne senza trattenere la donna dai fianchi.

 

Cambio di rotta in un solo mese da parte della Cassazione: con riferimento al “bacio rubato” a una ragazza, se qualche settimana fa la Suprema Corte aveva parlato di tentata violenza sessuale (leggi “Cercare di dare un bacio a una ragazza è tentata violenza sessuale”), ieri i supremi giudici hanno fornito un’interpretazione diametralmente opposta. Secondo la sentenza più recente [1], infatti, il bacio sulla guancia «rubato» alla 15enne integra solo il meno grave reato di violenza privata. È chiaro, ovviamente, che il dissenso della donna deve emergere in modo netto, non rilevando invece gli atteggiamenti incerti, ove l’ostruzionismo non sia palesato in forma inequivoca.

 

 

La vicenda

Un uomo di 37 anni si era invaghito di una liceale e, senza aver avuto mai alcun contatto con lei, le aveva estorto un bacio sulla guancia davanti alla scuola, ricevendo, in secondo grado, una condanna per violenza sessuale. Secondo la Corte di Appello, a pesare sul giudizio di colpevolezza, sarebbero stati una serie di fatti: le modalità repentine e insidiose della condotta; l’assenza di qualsiasi rapporto con la vittima; l’attrazione provata per quest’ultima e la cerniera dei pantaloni dell’autore aperta.

 

 

Il bacio tentato

Di diverso avviso è la Cassazione secondo cui la natura di “atto sessuale” (rilevante, per il codice penale, ai fini del reato di “violenza sessuale”) del gesto di rubare un bacio non è affatto scontata. Alla fine ciò che bisogna considerare, al di là delle intenzioni del colpevole, è il solo bacio sulla guancia. Si deve perciò fare riferimento alle circostanze concrete del caso e valutare in base alle situazioni specifiche. Dunque, una cosa è un bacio fugace sulla guancia di una persona, altra è, per esempio, “baciare un’alunna in luoghi appartati, trattenendola per i fianchi, chiedendole di essere baciati e rivolgendole apprezzamenti per il suo aspetto fisico”.

 

È vero: il bacio è un gesto intimo, suscettibile di entrare in una sfera riservata, connessa alla libertà dell’individuo. Tuttavia il semplice gesto, “dato senza alcuna interferenza nella sfera sessuale della vittima”, non può essere oggettivamente considerato come “atto sessuale” alla stregua del significato “sociale” che al gesto dell’imputato può essere oggettivamente attribuito.

 

Peraltro il concetto di bacio è anche espressione della cultura di una determinata comunità e può variare da Paese a Paese. Lo stesso gesto può avere valenza sessuale per alcuni popoli e non per altri. La Cassazione non trascura di specificare che la violenza sessuale c’è anche quando ad essere interessate dai “toccamenti” non sono le zone erogene (come, ad esempio, trattenere dai fianchi la donna che cerca di scostarsi). E il solo bacio sulla guancia, fugace e semplice, non basta a classificare il gesto come violenza sessuale. Si tratterà però del reato di violenza privata.


[1] Cass. sent. n. 18679/2016 del 5.05.2016.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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